giovedì 19 ottobre 2017

Viaggio per l’Italia o viaggio contro l’Italia? – Renzi è partito…

Renzi è partito in treno, su cinque carrozze speciali dotate di tutti i conforts e affollate di giornalisti al seguito, per un giro di propaganda fide in tutta Italia, prima tappa le Marche. D’obbligo la visita ai terremotati abbandonati, tanto possono stare dove stanno, ovvero nelle baracche autocostruite abusive, che ora dovranno pagare la sanatoria poiché le “casette regolari” promesse dal governo non arriveranno mai, tranquilli… Ma quello che spaventa di più del viaggio renziatico, a parte le polemiche in corso su Visco e Bankitalia, sono le minacce di nuove leggi su lavoro.
Infatti il problema lavoro non è stato affatto risolto con il Job-Act. Nel causare il turnover sono state tolte dalle liste di disoccupazione due persone per un solo posto di lavoro. Insomma non è stato creato un nuovo posto di lavoro: ci sono state messe due persone sopra, a turno. Tutte le riforme di Renzi non sono servite assolutamente a niente, a partire da quelle costituzionali che sono state bocciate dal referendum a quelle rimaste, come la trasformazione delle Province in “aree vaste” (ad elezione indiretta) od alle disposizioni sull’accoglienza forzata, a vantaggio delle cooperative assistenziali, che stanno portando la nazione allo sfacelo.
Che poi si dica che il PIL è in crescita è una finzione basata sul conteggio della rovina sismica, dell’aumento della prostituzione, del gioco d’azzardo e della droga. Nessuna riforma renziana ha creato lavoro, anzi ha favorito sempre più la disoccupazione, la chiusura di attività autonome e l’emigrazione di italiani all’estero, contemporaneamente all’incremento dell’afflusso inverso di immigrati non qualificati e mantenuti a spese dello stato. Con renzi sono migliorate solo le statistiche truccate, ma non la realtà. Ed ora il rottamatore va in giro per L’Italia a cercar consensi… poveretto chi gli crede (a parte i suoi scherani pagati profumatamente…)
Paolo D’Arpini

Transumanisti, post umani ed estinzione della specie (come noi la conosciamo)


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Collegandomi al discorso  dell'immonda pratica dell'utero in affitto vi segnalo  il testo della legge regionale che sancirà in Umbria la DITTATURA gender e sessocentrica, nelle scuole,  nella società, nei media, nelle istituzioni ragionali... fin dentro le famiglie! Nei prossimi giorni  ci saranno le relazioni di maggioranza e di minoranza e non so se subito dopo il voto, o in un altro giorno.
Perché lo fanno?! Me lo sono chiesto tante volte... e ora credo di aver trovato almeno una traccia dell'ideologia distorta e perversa delle pseudo-élite di potere. 

E' arrivata per tutti l'ora di comprendere che la dittatura economica, il capitalismo monopolistico delle multinazionali e quello finanziario, alla fine dei conti sono per "loro" solo strumenti per  l'acquisizione  di un più generale e TOTALE Potere sugli altri esseri umani!

Vi copio una breve analisi che avevo scritto per il mio gruppo di attività: vi segnalo il sito dei Transumanisti, in particolare questa pagina http://www.transumanisti.it/1.asp?idPagina=9 dalla quale ho estratto alcuni passaggi che troverete nel file allegato; in particolare ho evidenziato che rientra nella loro agenda programmatica sia "l'androginia" (una persona di sesso indistinto), che l'impianto di microchip... e questo ci fa capire meglio a quale ideologia (delle pseudo-élite) è dovuto il Kaos che stiamo vivendo e i progetti dis-umani che stiamo combattendo. Inoltre, se scorrete la loro pagina che vi ho linkato, fino al punto 16, troverete la prova che tra le "loro" ipotesi di azione c'è anche... l'estinzione del genere umano (e magari un piccolo numero lo lasceranno in condizioni di schiavitù):

16. Quale atteggiamento avranno i postumani, o le superintelligenze, nei confronti degli esseri umani?
"Esaminiamo tre possibili scenari:
a) E’ concepibile che una società futura possa includere sia esseri umani che esseri postumani, nonché diversi tipi di esseri transumani. Soprattutto nel caso che gli esseri postumani si evolvessero gradualmente, è possibile immaginare un periodo di transizione in cui diverse forme umane coesisterebbero pacificamente. Forse gli umani manterrebbero la supremazia all’inizio grazie alla preponderanza numerica, ma l’influenza dei postumani non potrà che crescere di giorno in giorno."
"b) Nella previsione ottimista, i postumani continuano a rispettare e tollerare gli esseri umani. I postumani condurranno un’esistenza da semidei benevoli all’interno della società umana, verso la quale contribuiranno in maniera positiva, per esempio proteggendo l’ambiente e garantendo il benessere dell’umanità."
"c) Nella previsione pessimista (se non altro dal punto di vista umano), i postumani giungono alla conclusione che l’umanità non rappresenta altro che uno spreco di risorse. Se i postumani non avranno loro leggi o regole morali, potrebbero decidere di intraprendere azioni che potrebbero sfociare nell’estinzione della specie umana."

Secondo me stiamo vivendo proprio questa fase...

Franco Trinca

mercoledì 18 ottobre 2017

USA. Per tenere a bada il popolo i neocons scateneranno una guerra

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La metà della popolazione USA è ormai convinta di essere governata da criminali e che le elezioni sono truccate. Il problema è che è tutto vero. All’élite neocons USA non rimane che scatenare una guerra pretestuosa (siamo già a buon punto), una volta scatenata, la popolazione volente o nolente, restia e contraria, sarà suo malgrado coinvolta e continuerà a subirne la dominazione. 

Al tempo stesso gli alleati riottosi saranno rimessi in riga, ed i problemi finanziari e monetari saranno per l’ennesima volta sospesi e/o rinviati (la situazione debitoria istituzionale e privata negli USA ha raggiunto livelli parossistici e deliranti), essendo il temporeggiamento l’unica strategia di cui ormai dispongono, essendo la popolazione sempre più scettica e consapevole, avendo raggiunto un livello di massa critica non più controllabile e manipolabile con la propaganda, la disinformazione e la mistificazione mediatica, e questo grazie ad internet. 

L’Italia tra le colonie americane è quella messa peggio, con il peggior sistema mediatico disinformativo d’Occidente, con una classe politica di parassiti pusillanimi ed inetti, sarà il paese che, per la sua collocazione geostrategica nel Mediterraneo, subirà le maggiori ripercussioni delle ciniche e devastanti scelte bellicistiche americane. Perché come sapete gli USA le guerre le fanno sempre a casa d’altri, e l’Italia farà loro da maggiordomo e da trampolino di lancio, per la sua conformazione e la sua leadership di yesman. Spero non vi illuderete che rimarrà illesa? Che tutti ci amino e ci ammirino? 

Claudio Martinotti Doria

martedì 17 ottobre 2017

"Il Cervello Anarchico" di Enzo Soresi - Recensione


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Sin dalle prime pagine, "Il Cervello Anarchico"  di Enzo Soresi,  risulta estremamente attrattivo, nonostante sia scritto da un medico chirurgo, specialista in anatomia patologica, malattie dell’apparato respiratorio e oncologia clinica. Il nostro cervello, infatti, soggetto del testo –che non voglio chiamare saggio- è molto intrigante e, soprattutto, è ciò che guida il corpo e persino l’anima. Anzi, la dicotomia anima-corpo non esiste, noi siamo un corpo con un mondo dentro, che risponde in modo diverso dagli altri agli stimoli. 

Gli esseri umani, dunque, non hanno istinti perché non rispondono in un modo fisso agli stimoli. Antifonte affermava già nel V sec. a.C. che è la mente che dirige il corpo verso la salute o verso la malattia, ma anche nei proverbi della saggezza popolare si recita che “la testa è il capo della bestia”. 

Così il cervello umano è un universo magnifico che fa sì che ci ammaliamo o che non ci ammaliamo, che possiamo guarire o no, ma anche che la civiltà sia andata così avanti, mentre l’emozione e il sentimento sono indispensabili per la razionalità e le coccole ci tengono lontani dalle malattie… 

Una frase di Fritz Zorn, sulla quale poi argomenta l’autore, mi ha molto colpita: “Io credo che il cancro sia una malattia psichica dovuta al fatto che l’individuo che ingoia tutta la sua sofferenza, dopo un certo tempo viene a sua volta ingoiato dal dolore che è dentro di lui”. Ho scoperto anche, tra queste pagine tanto interessanti, che, nella medicina cinese, il medico veniva pagato fino a quando il paziente rimaneva sano… 

Soresi è un grande scienziato e uomo, ha lottato per salvare i suoi pazienti dai danni del fumo e dal tumore che ne deriva. Non ha pregiudizi contro le medicine alternative e persino nei confronti degli sciamani, perché la medicina non è scienza e la scienza su cui si fonda, la biologia, è assai recente. 

Lo stress, di cui si parla tanto nella nostra società, causa dal 60 al 90% di tutte le visite mediche. Dunque, bisogna capirlo e ridurlo, ad esempio, con la musica, che agisce direttamente sul cervello riducendo gli ormoni aumentati dallo stress, o con l’arte moderna che, liberata dai canoni estetici, è in grado di rappresentare le emozioni. Nella vecchiaia, poi, l’autore suggerisce di camminare almeno 40 minuti al giorno per mantenere un buon allenamento muscolare, andare a mostre, sentire musica, cambiare percorso, per stimolare l’apparato cognitivo e la memoria. 

È un libro fantastico che tutti dovrebbero leggere (anche più volte) per conoscere meglio se stessi e stare in salute o migliorare la propria condizione. Nonostante dispensi parecchie informazioni, sa tenere legati fino all’ultima pagina con vari casi interessanti. 

Ad esempio, lo psichiatra, fumatore, che aveva sognato la data precisa della sua morte o lo sciamano che ha guarito un bambino che la medicina non poteva più salvare. 

Renata Rusca Zargar

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domenica 15 ottobre 2017

....diversamente dis-umani



Certo se è difficile far funzionare armonicamente un condominio,tanto più lo è far funzionare una comunità eterogenea come una nazione. Ma a guardare la storia gli esseri umani da millenni dibattono sui medesimi problemi  e sulle possibili soluzioni da adottare, senza riuscire a mutare in meglio il corso della storia: le stesse ingiustizie, gli stessi crimini, le stesse inquietudini.


Coloro che attraverso i media parlano di politica generalmente dicono le medesime cose in forma diversa e alla fine le problematiche risultano ancora più complesse e l’ascoltatore spesso non ricorda nulla e soprattutto non comprende quale è la causa del problema e quale deve essere la sua parte. E’ come se in guerra si arringassero le truppe senza far capire loro lo scopo della missione.

Il linguaggio è forbito con frasi e neologismi accessibili solo agli addetti ai lavori o a persone della stessa progenie. In un insopprimibile veglia di primeggiare vi è una’ansimante, affannosa e cardiopatica corsa a parlare il più possibile, magari rubando la parola dell’avversario o sopraffarlo con una fulminante battuta finale. Insomma, tutti dicono le stesse cose in termini diversi che è come rivendicare il diritto di avere la stessa minestra in un piatto diverso, lontani dal pensiero di chi diceva: “Sia il vostro dire si si no no, il di più viene dal maligno” (Mtt, 5,37).

La stragrande maggioranza delle persone non ha buona stima dei politici e ritiene questi una categoria a parte, interessata solo ai propri interessi. Fino quando il soggetto resta solo un potenziale politico viene considerato persona rispettabile, onesta, di sani propositi, da sostenere, ma, si ritiene che nel momento in cui viene eletto diventa automaticamente un corrotto, preoccupato solo dei suoi vantaggi, un nemico da combattere. Ci si dimentica che i politici sono una fetta del popolo con le stesse virtù ed i medesimi difetti e che coloro che criticano o condannano l’operato dei politici forse al loro posto si comporterebbero allo stesso modo, se non peggio, perché, nella sostanza, sono i meccanismi che sono perversi e che quasi costringono l’individuo a scendere a compromessi. Ma i meccanismi sono fatti dagli uomini e non serve cambiarli se non cambia la coscienza e il modo di pensare di chi li fa e li gestisce. E’ come concentrare le proprie risorse sulla necessità di cambiare l’automobile senza chiedersi se il conducente è in grado di guidare.

Quello che stupisce è che la storia non insegna nulla agli esseri umani; tutto l’impegno politico è improntato ad arginare gli effetti prodotti dall’insano comportamento umano intriso di egoismo e attitudine predatoria. Non ci sarà mai un mondo migliore dell’attuale finché non ci sarà la volontà politica di intervenire sull’individuo attraverso un piano globale di educazione delle masse, che parte dalla scuola e dalla famiglia, con lo scopo di favorire lo sviluppo dei valori fondamentali della vita: l’onestà, il senso della giustizia, la fraterna collaborazione, il rispetto ed il valore delle diversità, la non invasione dello spazio fisico, mentale e morale dell’altro. A molti può sembrare semplicistico quanto difficile da attuare, ma è il solo obiettivo trascurato quanto scelleratamente e volutamente ignorato.

Certo ognuno ha la sua visione delle cose, ma molti hanno percezioni limitate, altri sono in buna fede, ma quel che è assurdo e incomprensibile è: come mai la stragrande maggioranza della popolazione non comprende che è il cuore, la coscienza degli uomini a fare la storia, l’intima sensibilità delle persone? Come mai non riesce a svincolarsi dal condizionamento mentale e morale della cultura antropocentrica e sintomatologica? Come mai continua a credere che saranno i sistemi economici o politici a risolvere i problemi e non la saggezza del pensiero positivo?

Molti sono i motivi per cui l’essere umano si comporta ingiustamente nei confronti del suo simile, ma non c’è azione delittuosa che non passa attraverso la coscienza degli uomini, il suo intimo sentire. E’ la coscienza infatti a fare la storia che se fosse più giusta e sensibile alla condizione dell’altro fino a condividerne le necessità vitali non potrebbe esprimersi in modo lesivo. Perché dunque l’umanità continua a trascurare questo aspetto risolutore? Perché non si impegna ad intervenire sulle cause dei suoi problemi piuttosto che continuare a leccarsi le ferite?

La violenza in natura si manifesta principalmente perché un animale si sente minacciato o per motivi di sopravvivenza. Tra gli esseri umani si manifesta quando l’individuo viene privato di un suo diritto o si impossessa di ciò che non gli appartiene; oppure si impossessa di un altro, nella fattispecie di un animale che naturalmente non è d’accordo a cedere se stesso per essere sfruttato o mangiato,  la cavia non  si presta volentieri ad essere vivisezionata, ma all’essere umano non importa se l’animale, o l’altro, è d’accordo, anzi, non gliene frega nulla di ciò che l’altro pensa o può provare. Questo aspetto è propedeutico alla mentalità predatrice che inevitabilmente si manifesta e si ripercuote anche nei confronti degli uomini.

Naturalmente l’educazione delle masse non sarà un processo né breve né facile, né  tantomeno privo di contrasti ideologici. Passeranno generazioni prima che emerga la vera civiltà, prima che sia geneticamente sradicata dalla natura umana la propensione al sopruso, all’ingiustizia, alla violenza, alla sopraffazione. Ma se mai si inizia un’opera mai la si conclude e i problemi resteranno. 

A molti può sembrare pleonastico, ma non è forse il cardine del pensiero di tutti i grandi illuminati, quello di intervenire sull’uomo, sulla sua coscienza, sulla sensibilità, sulla bontà umana attraverso la conoscenza e lo sviluppo dei valori morali e spirituali? Già Socrate (come tutti i grandi filosofi), aveva indicato il valore imprescindibile dell’insegnamento delle virtù; anche Cavour prima di morire disse le stesse cose: “Educare l’infanzia e la gioventù”. 

Ma i politici sono corti di percezione e sordi agli insegnamenti dei grandi.

Franco Libero Manco

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sabato 14 ottobre 2017

Governo Globale - Recensione


Governo Globale - Nuova Edizione

La Storia Segreta del Nuovo Ordine Mondiale

In questo saggio fu svelata per la prima volta in modo chiaro, completo e documentato, la storia segreta del Nuovo Ordine Mondiale, dagli inizi a oggi: la genesi, l’ideologia e le tappe storiche, dalle origini della modernità all’attuale sfida militare, che vede come terreno di battaglia il Medio Oriente.
 
Oggi Enrica Perucchietti e Gianluca Marletta aggiornano questa pietra miliare dell'indagine storico-politica, con nuovi dettagli e l'analisi degli eventi più recenti.
 
«Quale obiettivo nasconde il progetto di instaurazione di un Governo Globale? Assoggettare i popoli e far cadere nazioni e governi come pedine di un complesso dominio di cui non si riesce a vedere tra l'altro il disegno complessivo».
 
Crisi economiche, rivoluzioni e guerre: che cosa si cela dietro il rischio di crollo dell'Eurozona?
 
Unisci i puntini e scopri come tanti eventi apparentemente distanti sono in realtà collegati ad un unico grande progetto di dominio.


Arianna Editrice

mercoledì 11 ottobre 2017

La solidarietà mal indirizzata diventa "reato"... mentre il web viene censurato


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Milan. Roba da siuri...


E' stato fatto notare che alla "Carta di Milano - La solidarietà non è reato" * manca l'adesione di Saviano (cioè ci sono i maccheroni ma manca il cacio). Si sarà distratto. Gli altri ci sono tutti, a partire dalle ONG finanziate da Soros, cioè dalla mente di quel progetto congiunto di rapina demografica degli Stati africani e mediorientali e di sostituzione di popolazione in Europa che pretende di nascondersi dietro al grande manifesto "Solidarietà e accoglienza".

Che è come il sostegno ai negrieri, ai proprietari terrieri del Sud degli USA, e agli industriali britannici che controllavano e sfruttavano il commercio triangolare atlantico dei secoli scorsi, dietro la facciata (magari a volte generosa e onesta, spesso ingenua) della solidarietà e accoglienza per gli schiavi neri. 

Ma le cose vanno così in fretta che campagne come queste sono già spiazzate. 

Ormai la crisi è a uno stato tale di accelerazione che questi appelli, la propaganda imperiale e tutte le altre cose che ci irritano (giustamente) hanno l'effetto del morso di una pulce.

Potremmo anche qui lamentare, come è stato fatto a proposito di una cosa simile, ovvero della manifestazione-flop anti Assad  la settimana scorsa a Roma, che comunque loro vanno in piazza e noi no. In linea generale è vero. Io però temo che in questo momento noi riusciremmo a mobilitare lo stesso scarso numero di persone. 

Questa difficoltà si inquadra in un problema più ampio. In questa congiuntura storica, sono gli Stati a prendere la scena e l'iniziativa, non il "popolo" (tranne quelli che sono direttamente aggrediti dall'Impero, ma comunque sotto la direzione di uno Stato). Questa situazione non mi fa impazzire dalla gioia sia perché, banalmente, è un segnale dell'aumento dei conflitti, sia perché per me è il "sociale" (chiamiamolo così) che deve prendere l'iniziativa e la scena (perché, come diceva Piero Jiahier, il popolo "non fa guerre, ma semmai rivoluzioni"). 

Eppure dobbiamo capire seriamente se oggi ciò sia possibile o no. 

In realtà io non credo a un protagonismo spontaneo del sociale, senza una forza politica organizzatrice. E' stata un'utopia che ha conquistato molto a lungo quasi tutte le forze di sinistra, deluse dalla parabola dei loro partiti e partitini di riferimento e delusi dalla parabola storica del socialismo. Ma non funziona, perché non ha mai funzionato nemmeno in situazioni più favorevoli. Questa utopia ha fatto ad esempio prendere abbagli colossali sulle "primavere arabe" anche a persone perbene che poi hanno dovuto ricredersi (e chi ancora non si è ricreduto, o proprio non ci arriva, o ci fa).

Ripeto, io non pongo su nessun piedistallo il potente di turno, nemmeno quello più saggio, perché penso che senza iniziative dal basso, senza il controllo democratico costante e l'esercizio pieno delle istanze democratiche, ogni potere da "buono" si tramuta in "cattivo" senza che sia possibile contrastarlo. Perché il potere è destinato a corrompersi.

Ma oggi la scena è presa dagli sconvolgimenti tellurici geopolitici, che hanno come protagonisti gli Stati. Non è una novità e bisogna tenere presente che in alcuni momenti storici il protagonismo sociale ha preceduto e influenzato gli sconvolgimenti geopolitici mentre in altri è avvenuto il contrario.

Per nostra cultura politica di provenienza noi siamo giustamente sospettosi di chi invece esalta il "potere saggio" e specialmente il "potente saggio" che compie mirabolanti imprese, perché questa esaltazione ha sempre un sapore autoritario-nazionalista. Questo atteggiamento sospettoso fa parte di una legittima e necessaria ecologia politica. Ma dare importanza ai sommovimenti geostrategici non vuol dire rinunciare ad essa.

Invece con la cultura politica che ci ha informato facciamo fatica a capire, ad esempio, il significato e l'obiettivo dell'intervento della Turchia ad Idlib. Chi di noi, istintivamente, non ha pensato a una mossa furba e carogna del "sultano" Erdoğan  per occupare una porzione della Siria, col beneplacito della Russia? Ma è proprio così? Io mi porrei il dubbio.

Se escludiamo, come io escludo, che il russo Putin si fidi ingenuamente del turco Erdoğan (cosa impossibile per qualsiasi russo, come ripeto da mesi e mesi), cosa vuol dire questo intervento militare proprio dopo gli accordi di Astana? 

Facciamo fatica a riconoscere che sappiamo poco. 

Sappiamo che la Turchia comprerà dei sistemi di difesa antiaerea S-400 dalla Russia (il top attualmente disponibile). Sappiamo che il principe regnante in pectore saudita è appena andato a Mosca (prima volta nella Storia!). E sappiamo che Netanyhau ci va ogni due per tre. Sappiamo cioè che attorno a Putin si sta svolgendo un balletto di questue e di accordi che fa girare la testa all'Occidente, che lo rintrona e, letteralmente, lo de-trona. 

Ma non sappiamo cosa effettivamente si dicono, non abbiamo idea della profondità e dell'estensione degli accordi che vengono annunciati al pubblico. Io ad esempio sono convinto che gli accordi sugli S-400 (che sono uno schiaffo della Turchia alla Nato) siano la punta visibile di un iceberg che non scorgiamo e nemmeno ci sforziamo di immaginare. 
Con la conseguenza che la guerra consolare che  adesso è scoppiata tra Turchia e USA ci coglie un po' di sorpresa (e perché, poi, visto che solo pochi mesi fa gli USA hanno cercato di far fuori Erdogan?).

Se ci rendiamo conto di ciò ci rendiamo anche conto che qualcosa nei bilanci strategici imperniati sul Medio Oriente si è rotto e che la nostra lettura istintiva di avvenimenti come quelli di Idlib probabilmente non coglie nel segno. 

Se Trump veramente non ricertifica l'accordo con l'Iran, non è nemmeno impensabile una frattura tra gli USA e l'Europa che potrebbe, come effetto, permettere di ricomporre quella tra Europa e Russia, che tanto è stata voluta dagli USA e tanto penalizza l'economia europea e il suo sviluppo nei prossimi trent'anni

Perché il punto è proprio che ogni potenza di un certo peso (o che vuole avere un peso) si sta domandando: "Oggi c'è il caos sistemico e io cosa farò nei prossimi trent'anni? Come mi devo muovere?". Con risposte che si possono definire solo poco a poco, dopo prove e dopo errori.

Lo ha capito la Turchia che il vento soffia dall'Est, non credo che non lo abbia capito l'Europa, che sarà pure succube degli USA ma è un'altra cosa rispetto agli USA ed è trattata dagli USA come un'altra cosa rispetto a sé.

Mi dispiace per alcuni miei amici e mie amiche ferventi sostenitori e sostenitrici dell'indipendenza catalana, ma fermo restando la denuncia del vergognoso comportamento poliziesco di Madrid, io sono convinto che la crisi catalana sia stata spinta a questi livelli da poteri esterni alla Catalogna stessa.  Sembra quasi la prova del nove del futuro caos da iniettare in un'Europa che si sospetta che possa prossimamente dimostrarsi riottosa agli ordini di Washington.  Indipendentemente dal fatto che adesso sia occupata da governi amici e vassalli. Anche Mubarak era vassallo e amico di Washington eppure gli USA hanno cercato di mettere al suo posto il fratello musulmano Morsi per anticipare possibili -  prevedibili - scivolamenti verso Est. 

Perché anche gli strateghi USA sanno ciò che ogni seria analisi della crisi mostra senza tema di smentita, ovvero che tutti i fattori egemonici si sono riposizionati tra Russia e Cina, cioè ad Oriente, creando un formidabile campo magnetico di attrazione. 

Agli USA rimane una forza militare superiore, che cercano malamente di utilizzare in micro conflitti (ancorché sanguinosi), una moneta nazionale/internazionale che è ancora difficile da sostituire pienamente e una presa culturale ancora forte. Ma tutte e tre potrebbero essere pericolosamente indebolite dalla sottrazione degli altri fattori (economici, finanziari, monetari, demografici e, aggiungo alla lista, la chiarezza strategica, che negli imperi in declino viene a mancare a velocità esponenziale).

Tornando alla nostra debolezza, noi non abbiamo né un progetto organizzativo né uno pre-organizzativo. Non abbiamo ancora capito come collegare in modo politicamente fungibile gli effetti sociali della crisi sistemica a quelli geopolitici.Uno solo dei due aspetti non basta. 

Guardate Eurostop, che sui temi economico-sociali dice cose condivisibili e poi su quelli internazionali prende (come minimo) "cantonate", in diretta contraddizione con le stesse soluzioni che propone, cadendo in una sorta di effettivo economicismo anche se a volte travestito da "politica".

E' un punto cruciale su cui da molto tempo sto riflettendo senza, tuttavia, trovare il bandolo della matassa. Magari se ci riflettiamo insieme possono saltare fuori idee.

Nel frattempo la censura, fino a pochi giorni fa solo paventata, inizia ad operare seriamente. Negli USA tutto ciò che si oppone ai neo-liberal-cons viene ormai rubricato nel Russiagate, cioè come frutto dell'intrusione del "nemico". Persino le canzoni "rap"! 

In Europa si inizia a fare lo stesso, anche senza la scusa del Russiagate. Canali web di controinformazione ormai vengono boicottati o chiusi con accuse ridicole e a volte persino senza nessuna scusa. Chiusi e basta!

A questo dobbiamo resistere. 

Contro questo assalto alla libertà di espressione dobbiamo cercare di creare un fronte con quelli che una volta si chiamavano "sinceri democratici"  (anche con alcuni di quelli che firmano petizioni che a noi non piacciono, come quella della Carta di Milano). 

La controinformazione è l'unico terreno su cui adesso siamo in grado di fare qualcosa. Perché, come stiamo vedendo, in mancanza di organizzazione anche esperienze di valore sul territorio, come il No Triv, posso uscire per la tangente. 

Come si è visto, è uscita per la tangente persino una cosa elementare su cui tutti - penso - siamo d'accordo, cioè la richiesta che gli immigrati siano trattati con dignità umana, una richiesta che si è tramutata in un sostegno ipocrita o idiota non agli schiavi ma ai negrieri. Un sostegno organizzato dai negrieri stessi, dai loro organi di propaganda e da chi si fa suggestionare da questa propaganda.

Piotr

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Commento di F.G. alla Carta di Milano: "Ahimè! Vedo il nome, tra i firmatari,  del mio ex compagno di LC ed amico, lo scrittore Erri De Luca, convertitosi al Sionismo e alle guerre "umanitarie" in Jugoslavia e altrove. Vedo l'ex sindacalista della "sinistra" CGIL Agostinelli con cui collaborai anni fa, che cita l'enciclica papale. Vedo la grande virago "pacifista" Antonia Sani, i soliti Zanotelli, Gad Lerner e Noury di Amnesty, oltre a rappresentanti di MSF."

martedì 10 ottobre 2017

Remedio todos malos: "Orina"


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Da tempo so che la nostra orina è un forte cicatrizzante/ricostruttore cellulare, così alcuni anni fa, bruciatomi un polso con l'acqua bollente che stavo mettendo nella boule, mi misi del cotone sulla bruciatura, lo imbevvi della mia orina e lo fermai in posizione. Mattina e sera rinnovavo l'impacco e dopo 4/5 giorni il polso ritornò come prima, senza bruciature, senza spellature, senza dolore.

Alcuni giorni fa, mi figlia si è tolta dei tatuaggi alle caviglie con il laser ed ha avuto una brutta reazione su una di esse, con bolle piene di siero, dolore su tutta la gamba e difficoltà di deambulazione. Ha provato con diversi trattamenti (anche antibiotici) ma senza risultato. Quando me l'ha raccontato, mi son detto: "Ma il laser brucia!, Quindi le ferite da laser sono come quelle provocate dal fuoco o dall'acqua bollente!" 

Così ho detto a mia figlia di usare il metodo sopra descritto e il giorno dopo mi ha detto che il dolore era scomparso totalmente, che stava correndo nel parco e che le bolle si erano ridotte. Ora non ha più nulla. Provare per credere.

Marco Bracci - marcobracci49@gmail.com 

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P.S. Se invece c'è qualcuno che ha avuto risultati positivi con l'uso di creme di farmacia, tipo Foille, me lo faccia sapere.

lunedì 9 ottobre 2017

Ultimo approdo - Fermare la fuga degli italiani all'estero con l'operazione "Mare Lorum" (tra il serio ed il faceto)


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Ultimo approdo - Imbarcadero di Ancona

La nave Italia affonda e i topi cercano di scappare, è questa una metafora che ben si addice a quello che sta accadendo nel nostro Paese.  Nel 2016 sono “scappati” dall’Italia 107.000 cittadini, di cui oltre la metà costituita da giovani in cerca di lavoro e di un futuro dignitoso all’estero.

Nonostante gli editti trionfalistici dei nostri governanti, l’Italia giorno dopo giorno affonda; ciò è purtroppo dimostrato dai continui suicidi di imprenditori e pensionati che non c’è la fanno più a pagare tasse, bollette, affitti e multe, ogni giorno chiudono centinaia di attività commerciali e migliaia di giovani, anche quarantenni, restano a casa dei propri genitori perché senza lavoro. Oltre a questo una catastrofe immane continua ad abbattersi sulle nostre coste nell’indifferenza della nostra “Comunità Europea” che ha chiuso le frontiere a migranti e clandestini, lasciandoceli tutti a noi.

Come possiamo pensare di uscire da questa crisi profonda, quando nella nostra Italia che affonda non ci sono più neanche le barche di salvataggio? Ecco perché chi può abbandona “la nave” anche a nuoto e se ne va all'estero.



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Da qui la proposta  rivoluzionaria: "Mare Lorum" riservata agli italiani,  suggerita dal nostro corrispondente  Enzo Mannello.

Visto che milioni di connazionali versano in gravissime difficoltà economiche "sotto la soglia di povertà", che centinaia di migliaia sono sull'orlo della disperazione e non trovano più come arrangiarsi, che decine di migliaia dormono per strada, in auto rottamate, stazioni, edifici abbandonati ed altro (senza essere barboni volontari) e che a centinaia di suicidano perché oramai giunti al capolinea, visto tutto questo organizziamo qualcosa che possa richiamare davvero l'interesse dello stato. Iniziando dai più disperati, si creino punti di raccolta nelle isole (Pantelleria potrebbe andar bene, per non disturbare più Lampedusa invasa da profughi stranieri) e lungo alcune spiagge fornite di appositi porticcioli. Lì convergano, dopo viaggi "della speranza", le frotte di disperati nostrani pronte a tutto pur di sopravvivere. E dagli appositi imbarcaderi vengano fatti partire a bordo di pescherecci in disuso, gommoni e yacht sequestrati alla mafia per il mare aperto.... in direzione Siria (così, tanto per dare un'indicazione come un'altra). 


Giunti in alto mare,  va bene pure appena fuori dalle acque territoriali, personale specializzato della Marina (o volontari di  ONG preposte) dovrebbe raccogliere l'SOS perché  quei disperati  vengano  salvati dai flutti e riportati in Patria (?).  Dove, premurosamente potrebbero trovare accoglienza in qualche struttura (per anni) provvisoria. Con consegna pure di una diaria giornaliera (non granché ma sempre maggiore del nulla che ricevevano prima).

In questo modo si potrebbe così fermare l'esodo dei nostri giovani che non hanno altra scelta se non quella di "espatriare" all'estero e contemporaneamente continuare a foraggiare le "cooperative dell'accoglienza e dell'assistenza" che campano sui sussidi statali. 

Questa la nostra proposta avanzata al governo Gentiloni per "salvare capra e cavoli" e trattenere la gioventù italica  in patria. 

Paolo D'Arpini 

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Portavoce European Consumers Tuscia sul bagnasciuga di Porto Recanati

domenica 8 ottobre 2017

Lettera aperta a "Vorrei.org" sul caso "Paolo D'Arpini"


20170913 maxresdefault


Alla redazione di  "Vorrei", info@vorrei.org,  
buongiorno,  ho avuto modo di leggere il vostro articolo-intervista a Teodoro Margarita sul Bioregionalismo *) e, quando sono arrivata al seguente paragrafo sono un po' saltata sulla sedia:



"Che differnza c'è tra le due reti?
Giuseppe Moretti, a mio parere, ha scritto le opere di maggiore qualità: ha conosciuto personalmente Gary Snyder e ne ha tradotto in italiano le opere. Insieme abbiamo organizzato una conferenza a Erba, qui vicino e tentato di costruire una rete Bioregionale in Lombardia. A dire la verità, ho smesso di lavorare con D'Arpini perché in un convegno promosso da lui, si sono presentati due signori con tatuaggi di aquile littorie sulle spalle."


Il signor Teodoro ha partecipato a quell'incontro della Rete Incontro Collettivo Ecologista a Vignola (MO) del 2013 (http://bioregionalismo-treia.blogspot.it/2013/05/vignola-22-e-23-giugno-2013-incontro.html) al quale sono intervenuti (ma non perché erano stati invitati) quei ragazzi con le aquile con cui, prima di iniziare i discorsi lui stesso si è intrattenuto a lungo a parlare. E allora? L'incontro non era ad invito, è stato divulgato come un incontro sull'ecologia, la natura, il vivere in armonia con l'ambiente e gli altri e sono venute diverse persone a cui non è stata chiesta nessuna tessera. Se nel corso della discussione fossero venute fuori questioni contrastanti, se ne sarebbe potuto parlare.

Poi

"Questo non era per te accettabile?
In realtà è solo un sintomo: da parte di questa tendenza c'è un'apertura al cosiddetto pensiero rosso-bruno, che ha contaminato il pensiero bioregionale. Ma anche si sono infiltrate concezioni provenienti dagli “illuminati” o di carattere cospirativo e complottista. Con D'Arpino abbiamo avuto un diverbio finale e irreparabile, quando scrissi un articolo di critica nei confronti di Papa Bergoglio, imputandogli di non aver fatto nulla contro la strage dei desaparesidos e lui mi contestò. Prima di rompere con D'Arpino, sono stato responsabile della biodiversità nella rete Bioregionalista. Con questa rete preferisco non avere nulla a che fare. Purtroppo, quel poco che si stava costruendo è andato in frantumi con una scissione in due del movimento."
La questione dell'articolo su Papa Bergoglio non andò proprio come dice Teodoro. Fu una terza persona, dopo la pubblicazione dell'articolo di Teodoro da parte di Paolo D'Arpini (e non D'Arpino) che forse aveva sbagliato cambiando il titolo, a lamentarsi dell'articolo, che poi, su richiesta di Teodoro, fu subito rimosso.

Paolo D'Arpini è stato uno dei membri fondatori della Rete Bioregionale Italiana e anche attualmente è molto impegnato nella divulgazione dei principi del Bioregionalismo, dell'Ecologia Profonda e della Spiritualità laica e molto altro e non ritengo corretto infangare la persona con delle inesattezze e delle piccinerie.


Vi saluto cordialmente,
Caterina Regazzi

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Commento ricevuto dall'avvocato Vittorio Marinelli: "Un'altra lancia spezzata in favore dell'amico Paolo. Anch'io ero presente all'incontro e diede un passaggio in macchina a Riccardo, un ragazzo di Roma, che poi invitò i suoi amici locali, che erano quelli tatuati. la presenza di quei ragazzi fu anche motivo di battute tra di noi perché erano leggermente fuori luogo però poi si comportarono bene ed ebbero modo di esprimere in maniera civile alcune loro idee e passarono una serata assieme tutti quanti accettando la possibilità della diversità. anche in quell'occasione Paolo si comportò in maniera encomiabile, essendo probabilmente in grado di comprendere la più profonda essenza delle persone senza nessun pregiudizio e preconcetto...”

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L'incontro di Vignola, del 22 e 23 giugno 2013, a cui si fa riferimento nell'articolo. Vittorio Marinelli è al centro con la camicia azzurra. Teodoro Margarita con barba e maglietta arancione a fianco della porta, i "tatuati" sono un paio di ragazzi alla sua sinistra, dopo Michele Meomartino. Noterete comunque la presenza variegata....


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Email di risposta  alla lettera di Caterina Regazzi della Rivista "Vorrei.org":

Buon giorno,
sono Pino Timpani autore del servizio e presidente dell'associazione culturale Vorrei che è l'editrice della Rivista. In Cc c'è il direttore del giornale Antonio Cornacchia che mi ha informato del messaggio.
Ho letto le precisazioni, ma non capisco come fare a intervenire e che tipo di correzione apportare, anche perché l'intervista è un documento testimonianza
fatta da una persona che abbiamo incontrato e ne abbiamo pure registrato la conversazione.

Lo scopo di questi servizi e l'intenzione della nostra rivista di portare a conoscenza i nostri lettori dell'esistenza di idee, filosofie e categorie di pensiero poco note.
Tra i commenti che abbiamo ricevuto dopo la pubblicazione del servizio, ce ne sono stati anche alcuni di rammarico per il fatto che il movimento Bioregionalismo si sia scisso in due tronconi e con questo abbia diminuito la sua forza e la capacità di propagarsi nella nostra società.

Mi sento di proporre, se il direttore è d'accordo, di farle un'intervista sul tema Bioregionalismo visto da un'altra angolazione, dove magari a un certo punto andare a correggere con tatto le inesattezza dell'articolo precedente.  Mi sembra la cosa migliore.
Abito a Villasanta, a nord di Monza. Di solito intervisto direttamente de visu  e se lei non abita troppo lontano posso venire a trovarla, o se non se la sente possiamo farla ad altra persona della rete. Altrimenti se è troppo lontana possiamo farla  via e-mail.
Secondo me sarebbe la cosa migliore e anche con questo si può offrire la possibilità di smorzare le polemiche e utilizzare la nostra rivista per diffondere le categorie di pensiero in tutta la loro ampiezza.

Pino Timpani

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Replica di Caterina Regazzi:

Gentilissimo Pino, intanto grazie di questa sollecita risposta.
Non volevo assolutamente chiedere rettifiche dell'articolo, ma solo "discolpare" ai vostri occhi una persona che non ha assolutamente le colpe che gli sono state attribuite da Teodoro Margarita. Forse per il futuro, prima di pubblicare accuse a terzi, soprattutto a singoli individui, sarebbe bene pensarci due volte.

Comunque, la proposta dell'intervista è senz'altro ben accetta, ma l'intervistato dovrebbe essere appunto Paolo D'Arpini, che, ripeto, è stato tra i membri fondatori della Rete Bioregionale e quindi vi può sviscerare i principi, le finalità, le possibilità di applicazione di questi principi in questo mondo odierno così in cui l'ambiente e gli esseri viventi e non viventi soffrono per uno sfruttamento di cui non si vede la fine, ecc. ecc. 

Al momento lui è nelle Marche, a Treia, in provincia di Macerata, io sono in Emilia (sono la sua compagna, ma per questioni di lavoro ed altre questioni pratiche viviamo assieme solo alcuni periodi dell'anno). Saremo assieme a Treia dal 20 novembre circa fino al 10 dicembre. L'8 dicembre ci sarà una manifestazione che si tiene da tre anni e che si chiama, per l'appunto "Fierucola delle eccellenze bioregionali", organizzata principalmente da lui. Se si volesse organizzare l'intervista per quel periodo sarebbe perfetto e lei potrebbe essere ospite da noi. Oppure l'alternativa dell'intervista per mail sarebbe pure fattibile, ovviamente.

La saluto cordialmente

Caterina Regazzi

venerdì 6 ottobre 2017

La teoria dei due forni applicata al commercio con gli infedeli - "Le due staffe dalmate"

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Che l’Italia abbia avuto - ha - delle difficoltà in Europa per la questione dell’immigrazione nordafricana è noto. I diplomatici del servizio estero della Farnesina sono bravi, ma gli sono state date delle pessime carte da giocare.

Ora è stata messa una toppa al problema. Per parlare “come si mangia”, si pagherà un tributo alle tribù libiche che controllano l’accesso dei clandestini ai porti di partenza per l'Italia. Già l’Impero Romano aveva sperimentato i limiti del metodo con i vari goti, visigoti, vandali, alani, svevi et al. Nel tempo, il prezzo sale, e alla fine raggiunge livelli non più sostenibili.

Quando ri-succederà, l’Italia si girerà per vedere se ha l’Europa ancora alle spalle. Trovare solo un vuoto desolante lascerebbe il Paese senza fiches e i suoi diplomatici senza carte. Potrebbe essere il caso di prepararsi all’eventualità. La corrispondenza diplomatica della repubblica marinara di Ragusa - quella dalmata - forse offre qualche spunto. Stare col piede in due staffe si può!

James Hansen - hansen@hansenworldwide.com

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Nota Diplomatica del 6 ottobre 2017

Due staffe dalmate — Esistono due Ragusa, quella siciliana e la Ragusa dalmata, nota anche come Dubrovnik. La seconda, la repubblica marinara, crebbe sotto i bizantini, arrivando a sfidare Venezia nell’Adriatico prima della presa di Costantinopoli nella Quarta Crociata, quando passò sotto la Serenissima. Ciò fino alla sconfitta dei Veneziani (1358) dagli Ungheresi. Sconfitti poi gli Ungheresi dagli Ottomani, Ragusa si aggiustò bene con i distanti Turchi, restando una ricca città di frontiera, un’isola del cattolicesimo avversata dai vicini eretici e islamici—una posizione ambigua che le permise, nel 1416, di diventare il primo stato europeo ad abolire la schiavitù. Il ruolo nodale nei commerci tra Occidente cattolico e Oriente islamico portò grandi ricchezze, irritando specialmente i concorrenti Veneziani che raffiguravano i Ragusani come dei cinici approfittatori che tradivano il cristianesimo per trafficare con gli infedeli. Come scrive Lovro Kunčević ne “The Rhetoric of the Frontier of Christendom in the Diplomacy of Renaissance Ragusa”, la Ragusa rinascimentale aveva dunque “molto da spiegare”, specialmente perché, incastonata nel mondo Ottomano, aveva bisogno dell’Europa per non soccombere. E si spiegarono… Una supplica del 1371 al Re d’Ungheria illustra il caratteristico tono lagnoso e ricattatorio: “Se non riceviamo presto aiuto da Vostra Maestà in queste nostre immense ansie e sofferenze, allora gran parte dei nostri contadini che, essendo scismatici, abbiamo fatto battezzare nella Fede cattolica… lasceranno Ragusa e torneranno scismatici.” La situazione, a sentire Ragusa, si fece disperata con le crescenti ambizioni turche in Europa. Una lettera del Senato alla Regina Giovanna di Napoli del 1431 spiega: “Questa città nostra è confinata su un pizzo di roccia, circondata dal mare e, ciò che è peggio, dai furbi Bosniaci e dagli ancora più malvagi infedeli Turchi…” Il ritratto della Repubblica come “assediata fortezza missionaria” della Vera Fede fu brillante invenzione e pietra angolare della diplomazia ragusana, che nel 1433 ottenne dalla Chiesa il privilegio di commerciare con gli islamici. Tre anni prima aveva già mandato un’ambasciata segreta a Costantinopoli per giurare fedeltà al Sultano in cambio della libertà di commerciare nelle terre ottomane. Col tempo la copertura si fece sempre più lisa. Nuove istruzioni partivano da Ragusa per le rappresentanze presso le corti cristiane. Si poteva—solo con le consigliate “lagrime negli occhi” però— ammettere dei rapporti con i Turchi, non per proteggere l’amata città posta “tra le fauci dell’infedele”, ma per il bene di tutto il cristianesimo… Così, i ragusani spiegarono al Papa nel 1571 che: “Nel preservare Ragusa, Vostra Santità conserverà non solo la nostra Nazione nella Fede di Cristo, ma anche... i poveri schiavi di cui sono piene le terre del Turco, dove i ragusani commerciano soprattutto come un immenso atto pio e Cristiano per la salvezza delle anime… perché ovunque ci siano i nostri mercanti, ivi ci sono anche preti e frati che somministrano i sacramenti.” Il Gioco durò fino all’arrivo dalle truppe napoleoniche, che nel 1808 posero fine alla Repubblica. Per la tradizione letteraria Ragusa esisteva tra “Est e Ovest”, “Croce e Luna Crescente”, “Drago e Aquila”; tra bene e male, sulla frontiera tra religioni, imperi e civilizzazioni. Ma soprattutto fu immaginario baluardo della Fede—e se la cavò come tale, arricchendosi, per oltre quattro secoli.

giovedì 5 ottobre 2017

Ugo Rossi chiede licenza di uccidere (orsi e lupi)


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Il presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica italiana, Paolo Gentiloni, resista alle pressioni del presidente della Provincia di Trento, Ugo Rossi, giunto il 4 ottobre a Roma – proprio nel giorno in cui si celebra San Francesco - per chiedere la licenza di uccidere lupi e orsi. Specie, ricorda Enpa, particolarmente protette che sono patrimonio indisponibile dello Stato, di cui – fino a prova contraria – la Provincia di Trento fa parte.


Con la barbara e feroce esecuzione dell’orsa KJ2, che ha lasciato orfani due cuccioli, il Trentino ha dimostrato di perseguire una vera strategia animalicida. Come conferma, del resto, la possibilità di sparo a specie tutelate nel resto del Paese, quali marmotte e stambecchi. «Già oggi – denuncia Enpa – il Trentino gode di privilegi inaccettabili in materia di “gestione” dei selvatici ed è evidente il disegno di ampliarli sempre di più per conquistare il consenso di allevatori e cacciatori estremisti che ora nel mirino hanno messo proprio i lupi. E che, per avere mani libere, fomentano campagne di paura e di disinformazione nei confronti della fauna».

Nelle passate settimane milioni di italiani si sono mobilitati per dire no a questa insensata e irragionevole politica di massacri chiedendo allo Stato di farsi garante della vita dei selvatici, come previsto proprio dalla nostra Costituzione. «Chiediamo al premier Gentiloni di ascoltare gli italiani, che tra poco saranno chiamati alle urne, e di farsi garante della legalità contro le pulsioni animalicide». 

E.N.P.A Ente Nazionale Protezione Animali
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Ufficio Stampa
Michele Gualano, Giovanni Losavio
Cell. 347.4736946
ufficiostampa@enpa.or

mercoledì 4 ottobre 2017

Politica, economia e spiritualità laica non possono essere scisse...

Consentiamo un futuro alle nuove generazioni 


"Gioia nella libertà dai preconcetti e dalle ideologie" (Saul Arpino)

“I falsi buoni sono i ladri della virtù” (Lin Yutang)



Delegare la gestione della propria esistenza ad un “governo” o ad una “chiesa” equivale ad abbandonare le proprie responsabilità basandosi sul fatto che vi sono persone altre da noi stessi che veramente sanno come fare a mandare avanti le cose.

Questo ovviamente vale in ogni campo dell'esistenza umana ma per il momento lasciamo da parte l'aspetto “religioso” di questo atteggiamento “rinunciatario” e di delega all'altrui.. e rivolgiamo la nostra attenzione all'aspetto politico.

Un partito politico, e di conseguenza un governo, viene apparentemente fondato per il bene del popolo.. ma in realtà diviene una corporazione che serve solo a se stessa.

Una amministrazione tiene le cose sotto il suo controllo e prolifera leggi di una sempre crescente complessità ed incomprensibilità. In effetti ostacola il lavoro produttivo domandando tanti rendiconti sicché il registrare quanto è stato fatto diventa più importante di quel che è stato realmente fatto. In questo modo, incrementando la burocrazia ed i cavilli, si può andare sempre più in là nell'astrazione... tuttavia nella crescente angoscia riguardante la sovrappopolazione, la massificazione culturale, la mistificazione negli interessi economici occulti, l'inquinamento e lo squilibrio ecologico, i disastri potenziali dell'incremento tecnologico militaresco, etc. soltanto di rado siamo in grado di riconoscere che i nostri governi sono diventati auto-distruttori delle istituzioni umanitarie.

I governi -come affermava Alan W. Watts- restano impantanati nel tentativo di soddisfare una sempre crescente alienazione dalla vita pratica e dalle esigenze primarie dell'uomo, soffocati e paralizzati, come sono, sotto montagne di complicazioni di bilanci e di scartoffie.

La considerazione successiva, per non dover ripetere gli errori del passato, è che né l'individuo né la società possono tirarsi fuori dalla situazione attuale in modo autonomo e facendo uso della forza. Pur che ancora oggi assistiamo ad uno svolgimento in tal senso della spinta al cambiamento sociale... Sino a quando faremo uso della forza, sia fisica che morale o religiosa, nel tentativo di migliorare noi stessi ed il mondo.. andremo in verità sprecando energia che potrebbe essere altrimenti usata per cose che realmente possono essere fatte..

Occorre cambiare il nostro approccio di vita e la considerazione della nostra partecipazione all'insieme delle cose. Nell'ecologia profonda e nella spiritualità laica c'è l'indicazione verso il recupero della fiducia in se stessi e negli altri. La nuova visione, il nuovo metodo, non può essere aggressivo e nemmeno passivo, non è un atteggiamento sentimentale. Occorre riconoscere che in alcuni casi l'uso della violenza può essere necessario.. ma sarà una violenza mite, educativa.. somigliante alla severità della madre che intende educare il figlio e non reprimerlo.

Ecologia profonda e spiritualità laica, attuate nel campo della politica e dell'amministrazione della cosa pubblica, conducono non alla soddisfazione di cieche rivalse popolari, non all'attuazione di una “giustizia livellatrice”, bensì a favore della “generosità umana”. Che non è semplice benevolenza e perdono, come si potrebbe supporre, ma il mantenimento dell'onestà e delle qualità “umane” nella loro pienezza. Come diceva Ezra Pound: “L'onestà è la ricchezza di una nazione”.

L'equilibrata severità e correttezza, che potremmo definire in termini matristici “intelligenza minervina”, richiede una grande capacità discriminativa e la strada verso di essa è difficile da raggiungere, abituati come siamo a delegare alla giustizia esterna (governativa e religiosa) ogni funzione emendatrice.

Perciò se un uomo integro cerca di raggiungere la maturazione spirituale e politica dovrà necessariamente riscattarsi da ogni modello coercitivo attualmente presente nella società... Non possiamo però chiamare questo processo “anarchia” in quanto si presuppone un indirizzo definito rivolto al “bene comune”. Non più misurando le cose attraverso il modello della giustizia “dei codicilli” ma portando l'umano al suo massimo livello di responsabilità. In cui le azioni non sono conseguenti a corsi precostituiti o tabù, le contingenze e la saggezza ed onestà acquisita indicano al momento quale sia la cosa giusta da fare....

In altre parole un essere umano consapevole di appartenere ad un contesto vitale e spirituale inscindibile non ha bisogno di incarnare modelli prefissati di “rettitudine”, non è un “buonista”, e nemmeno un presuntuoso, un pedante, ma riconosce che possono avvenire alcuni errori nel perseguimento della genuina natura umana. Gli errori -se non ripetuti- sono il sale della vita. Sono l'indicazione del retto percorso da seguire.

Infatti che si maschera da ligio osservante delle leggi è un ipocrita ed un falso uomo pubblico (sia in senso politico che religioso), invero è completamente privo di “umorismo”, non sa ridere di se stesso e degli altri ed allo stesso modo, e non lascia che la sua natura umana possa completarsi e giungere a maturazione. Egli, meschinello, si ferma alla “forma” e di conseguenza è condannato a trasgredire anche quella (forse in segreto) restando inconsciamente legato alle proprie ombre. Un legalista sarà semplicemente un ficcanaso ed un acquisitore di “meriti presunti”, sulla base della sua adesione ad una fede politica o religiosa. Chi basa la giustizia sulla rigorosa sottomissione a regolamentazioni lineari non sarà mai in grado di percepire la verità dietro le forme. Questi ipotetici buoni governanti, così seri e riguardosi dei loro giusti principi (o peggio ancora dei loro sordidi interessi) giustificano ogni iniquità con la forza dalle ragioni politiche o religiose. Poveretti, non saranno mai in grado di godere di un sano “spirito” libero e laico, assai meno nocivo della loro sudditanza all'ideologia (o peggio ancora all'interesse).

Ed una una delle peggiori ideologie, in questo momento storico, è quella relativa al concetto di “utile” e di “guadagno”, che persino supera ogni altra convinzione politica e religiosa.. ed è in nome dell'utile e del guadagno che la società umana va sprofondando verso la perdita dell'anima e della capacità d'intendere e di volere. Questa ideologia, chiamiamola pure “bancaria”, così amata dai ragionieri della vita, rischia di forzare sempre più l'uomo in direzione della rinuncia ad ogni umanità e capacità discriminante. E con la perdita dell'intelligenza subentra anche la perdita della capacità di sopravvivenza della specie umana. 

Paolo D'Arpini