giovedì 26 aprile 2018

Antisionista è uguale ad antisemita ... secondo Israele



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Antisionisti uguale antisemiti è come antifascisti uguale antitaliani

Il teorema anti-sionismo uguale antisemitismo, uno dei pilastri della mobilitazione tesa a oscurare lo strisciante genocidio dei palestinesi, è abusivo e ricattatorio per due ragioni inconfutabili. La stragrande maggioranza degli ebrei in Palestina e nel mondo non è semita, ma eurocaucasica (vedi Shlomo Sand “L’invenzione del popolo ebraico”). Semiti sono gli arabi e, quindi, anche coloro che si sono convertiti alla religione ebraica (sefarditi). E parlando di semiti si parla di gruppo etnico e linguistico (leggenda biblica: i discendenti di Sem, figlio di Noè, poi installatisi in Medioriente e Nordafrica); mentre sionisti sono coloro che propugnano lo Stato di Israele, Sion, in termini di assoluta purezza di comunità e religione.

Assicurato il disinquinamento di una manifestazione dedicata alla vittoria sulla schiavitù, quanto meno mentale, da una presenza, non connotata da fede, storia o identità comunitaria, bensì da incondizionato sostegno a Israele, cioè a chi nega costituzionalmente, socialmente, politicamente, economicamente, culturalmente, la libertà alla terra invasa e occupata e al popolo oppresso, incarcerato e falcidiato da 70 anni, avremmo apprezzato la bonifica del corteo da parte di correligionari o ex-correligionari di quegli inquinatori. Avremmo applaudito di tutto cuore ebrei come il già menzionato Sand, i Finkelstein, Pappè, Atzomon, gli Ebrei italiani contro l’Occupazione e la tanta parte della comunità che non sottosta ai ricatti dei caporioni romani. Ebrei dotati di tanto coraggio quanta non ce l’ha il “manifesto” quando pubblica certe oscenità (vedi sotto).
Perché da bonificare e disinquinare, in questo fortemente autocelebrativo e depistante 25 aprile, ce n’è stato quanto nelle stalle di Augia. E di Ercole impegnato a rimuovere le scorie s’è vista l’ombra solo nello spezzone palestinese e in quanti, anonimi, sinceri, senza i cronici cerchiobottismi dell’opportunismo sinistro, a quella causa ispirano la loro partecipazione.


Fulvio Grimaldi 

(Fonte: http://fulviogrimaldi.blogspot.it/)

mercoledì 25 aprile 2018

Treia, 28 e 29 aprile 2018 - Celebrazione del Wesak acquariano con Luce di Stelle ed Upahar Anand



Alcune  ragazze e ragazzi di Luce di Stelle, guidate/i da Mara Lenzi,  partecipano alla celebrazione del Wesak acquariano che si tiene a Treia il 28 e 29 aprile 2018, nella sala di meditazione del Circolo vegetariano VV.TT., alle ore 21.

La manifestazione, che si svolge  nell'ambito della Festa dei Precursori, prevede per il 28 aprile una sessione di canti condotta dal solista anglo-indiano Upahar Anand, con accompagnamento di flauto, harmonium e chitarra. I festeggiamenti proseguono  domenica 29 aprile,  sempre alle ore 21,  con una seconda  sessione di canti del gruppo “Luce di Stelle”, con accompagnamento di sitar, harmonium, cembali e tamburo sciamanico.

Chi volesse partecipare  agli eventi descritti, non essendoci un gran numero di posti disponibili, è pregato di prenotare al più presto chiamando o scrivendo a Paolo D’Arpini:  Tel.  0733/216293 – Email – circolovegetariano@gmail.com


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Upahar Anand


Qualche parola sul wesak

Scrisse Osho:  “Io saluto il buddha che è dentro di te. Forse tu non ne sei  consapevole, forse non ti sogni neppure di essere un buddha, e che  nessuno può essere nient’altro che questo, non ti sogni neppure che la  condizione di buddha sia il nucleo essenziale del tuo stesso essere:  non è qualcosa che si verificherà nel futuro, ma qualcosa che è già accaduto. È la sorgente stessa da cui provieni… è la sorgente e al  tempo stesso anche la meta. È dalla condizione di buddha che noi  partiamo, ed è verso di essa che ci muoviamo.  Quest’unica parola contiene tutto: l’intero cerchio della vita,  dall’alfa all’omega.  Ma tu sei profondamente addormentato, non sai chi sei. Non si tratta  di diventare un buddha, devi solo prendere atto del fatto che lo sei,  devi tornare alla tua sorgente, guardare dentro di te. Stare faccia a  faccia con te stesso, ti rivelerà la tua condizione di buddha.”  (Tratto da: “Il Sutra del cuore”).

Cosa ci può aiutare a trovare, in noi…e negli altri, questa Dimensione?  la Forza è già in noi…  ma…l’Aiuto Divino non viene mai meno… Ogni anno, Il Budda e Il Cristo   vengono a portarci il loro Aiuto, la loro Energia e la loro Benedizione   attraverso la Festività del  WESAK Acquariano.

Simultaneamente migliaia di adepti di tutte le religioni e tradizioni del mondo partecipano all’evento meditando in ogni parte del globo, affinché le Energie Cosmico-Divine emanate dai Grandi Esseri possano affluire pienamente su tutta la Terra e utilizzate per l’evoluzione naturale, mentale, spirituale e sociale del genere umano, e per la realizzazione della Pace fra le genti e i popoli. Una festa per tutti gli esseri umani e crediamo che rappresenti pienamente la speranza di pace, giustizia, tolleranza insita in tutti gli uomini e donne di buona volontà che non conoscono confini al “LAVORO PER IL BENE COMUNE” a qualsiasi razza, religione, ceto sociale o ideologia appartengano.

martedì 24 aprile 2018

NATO. Se settanta anni vi sembran pochi... - Treia: Raccolta firme per l'uscita dalla NATO



Treia. Il 25 aprile 2018, alle ore 18, ci siamo trovati in pochi volenterosi davanti al monumento ai caduti, lo scopo era quello di sensibilizzare le persone -nell'occasione della Festa della Liberazione- sulla necessità di uscire dal sistema della guerra continua in cui siamo costretti in seguito all'alleanza con la NATO.  Abbiamo fatto un volantinaggio per promuovere la petizione per l'uscita dell'Italia da questa alleanza mortale, che non ha scopo di difesa bensì di aggressione verso tanti popoli innocenti, colpevoli soltanto di non assoggettarsi agli interessi imperialisti dell'Occidente.


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Per firmare: https://www.change.org/p/la-campagna-per-l-uscita-dell-italia-dalla-nato-per-un-italia-neutrale


Nel 1949, con il 5° Governo De Gasperi (Democrazia cristiana - Pli - Psli - Pri), l’Italia diviene membro della Nato sotto comando Usa. Subito dopo, secondo gli accordi segreti sottoscritti da De Gasperi a Washington nel 1947, inizia lo schieramento in Italia di basi e forze statunitensi, con circa 700 armi nucleari.


Per 40 anni, nella strategia Usa/Nato, l’Italia fa da prima linea nel confronto con l’Urss e il Patto di Varsavia, sacrificabile in caso di guerra (gli Usa tengono pronte sul nostro territorio anche mine atomiche da demolizione).

Finita la guerra fredda con la dissoluzione del Patto di Varsavia e dell’Urss nel 1991, inizia per l’Italia non un periodo di pace ma una serie continua di guerre sulla scia del suo principale «alleato storico».

Nel 1991, con il 6° Governo Andreotti (DC - Psi - Psdi - Pri - Pli), la Repubblica italiana partecipa nel Golfo sotto comando Usa alla sua prima guerra, violando l’Art. 11 della Costituzione.

Nel 1999, con il Governo D’Alema (Ulivo - Pdci - Udeur), l’Italia svolge un ruolo fondamentale, con le sue basi e i suoi cacciabombardieri, nella guerra Nato contro la Jugoslavia.

Nel 2003, con il 2° Governo Berlusconi (Forza Italia - AN - LN - Ccd-Cdu), l’Italia inizia la sua partecipazione (tuttora in corso dopo 15 anni) alla guerra Usa/Nato in Afghanistan.

Sempre nel 2003, con lo stesso governo, partecipa all’invasione dell’Iraq da parte della coalizione a guida Usa.

Nel 2011, con il 4° Governo Berlusconi (PdL, LN, MpA), l’Italia svolge un ruolo di primaria importanza nella guerra Nato contro la Libia, a cui partecipa con 7 basi aeree, cacciabombardieri e unità navali.

Nel 2014-2018, con il Governo Renzi (Partito democratico, Ncd, SC, Ucd) e il Governo Gentiloni (stessa coalizione), l’Italia partecipa alla escalation Usa/Nato contro la Russia, inviando truppe in Lettonia e cacciabombardieri in Estonia.

Allo stesso tempo questi e altri governi cedono il nostro territorio al Pentagono, che lo usa quale ponte di comando e di lancio per operazioni militari in una vastissima area geografica.

Il Comando delle Forze navali Usa Europa-Africa a Napoli-Capodichino, agli ordini dello stesso ammiraglio Usa che comanda la Forza congiunta alleata a Lago Patria, copre metà dell’Oceano Atlantico e i mari che bagnano tutta l’Europa e la Russia e quasi l’intera Africa.

Le basi Usa di Aviano, Vicenza, Camp Darby, Gaeta, Sigonella e la stazione Muos di Niscemi servono a operazioni militari in Medioriente, Africa ed Europa Orientale.

Legata agli Usa direttamente e attraverso la Nato – in cui gli Usa detengono dal 1949 ad oggi la carica di Comandante supremo alleato in Europa e tutti gli altri comandi chiave – l’Italia è privata del potere sovrano in politica estera.

Le nuova bombe nucleari B61-12, che gli Usa installeranno in Italia dal 2020, ci esporranno a rischi ancora maggiori. Luigi Di Maio ha firmato l’Impegno Ican a far aderire l’Italia al Trattato Onu sulla proibizione delle armi nucleari, quindi a rimuovere dall’Italia le armi nucleari Usa. Manterrà l’impegno o lo romperà per non «sganciare l’Italia» dal suo principale «alleato storico»?


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Luigi Di Maio: «Se qualcuno pensa di sganciare l’Italia dai nostri alleati storici, che sono l’Occidente e i paesi della Nato, allora troverà sempre me contrario. L’Italia, e il Movimento 5 Stelle soprattutto, non ha mai detto di volersi allontanare dai nostri alleati storici». Questa dichiarazione dell'spirante premier a cinque stelle  (a Otto e mezzo su La7, 16 aprile), solleva una questione di fondo che va al di là dell’attuale dibattito politico. Qual è il bilancio dei settant’anni di legame dell’Italia con i suoi «alleati storici»? - Ecco con questa dichiarazione l'aspirante premier del M5S ha rinnegato il programma sinora portato avanti, che proponeva l'uscita dalla NATO dell'Italia.  (Manlio Dinucci - Il Manifesto)


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Caravaggio - Il bacio di Giuda 

lunedì 23 aprile 2018

25 aprile 2018 - Torniamo ai valori della Resistenza: "No alla guerra, no alla Nato!"


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Il 25 aprile 2018,  per la difesa dei valori della Resistenza e soprattutto per la difesa dei termini costituzionali che impediscono all’Italia di ricorrere alla guerra come mezzo di risoluzione dei conflitti internazionali,  sento il dovere di ripetere la nostra proposta:

“La difesa e salvaguardia dell’onore nazionale non possano risultare dalle continue guerre di aggressione sostenute dai nostri governi e che ledono il principio stesso costituzionale di rinuncia alla guerra. Con le armi atomiche e chimiche di distruzione di massa, che ormai contraddistinguono il sistema militare delle nazioni egemoni, la presenza di un esercito mercenario, com’è quello italiano, è solo un invito all’aggressione. E la presenza sul suolo patrio di basi munite di arsenali atomici e di missili (sotto il diretto controllo alieno) non aiuta assolutamente la causa della difesa della nostra patria, anzi…
Perciò in occasione di questo 25 aprile 2018 credo sia opportuno chiedere al Parlamento  l’abbandono della partecipazione alla NATO, facendo dell’Italia una nazione neutrale pacifica e permettendo, attraverso il risparmio così effettuato, di affrontare la corrente congiuntura economica.”

Paolo D’Arpini - European Consumers Tuscia

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Per promuovere la petizione per l’uscita dell’Italia dalla NATO  saremo davanti al Monumento ai Caduti di Treia, il 25 aprile 2018,  alle ore 18.

domenica 22 aprile 2018

Matteo Salvini, uomo di paglia del berlusca ad usum dimaio


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Salvini non può liberarsi di berlusconi perché costui è proprietario legale del simbolo della Lega, il guerriero con lo spadone, venduto nel 2000 dal "segretario della Lega" al "presidente di Forza Italia", quindi sempre valido, indipendentemente da ogni cambiamento di persona fisica (il segretario della Lega non è più Bossi).


Quindi sia dimaio che berlusca usano lo stesso asso nella manica, con cui stanno speculando sul fallimento di ogni tentativo di governo cdx-m5s: dimma pretendendo la scissione cdx (cosa che Salvini non può realizzare senza perdere il marchio) e berlusca impedendo ogni accordo con m5s (ha ripreso ad inveire contro di loro, qualificandoli adatti a pulire i cessi, appena c'è stato un cenno di disgelo nella proposta di sostegno esterno). Ciascuno con i propri fini.


L'occhio vacuo dimaio per spalancare la strada a un nuovo governo tecnico, dando la colpa, come da comprovata esperienza, agli altri, e alimentando i guadagni della Casaleggio che prospera sul malcontento: più gli italiani sono insoddisfatti più si riversano su blog e piattaforma, che tramite pubblicità arricchiscono i loro proprietari.


Ai vertici della Casaleggio importa zero di arrivare al governo, come già dimostrato dal rifiuto di ogni accordo con bersani nel 2013), anzi, importa starne fuori, perché l'azienda non guadagna risolvendo i problemi d'Italia, guadagna speculando sul malcontento degli italiani.


Ergo più gli italiani stan male più la Casaleggio gode.


Berlusca probabilmente vuole riconquistare la leadership cdx e imporre un accordo col pd nel quale trascinare la Lega col ricatto (oltre alla questione del marchio ci sono dei contratti economici nei quali chi ha i soldi è il nano pelato di Arcore, chi ne ha bisogno è la Lega).

In ogni caso entrambi i due mascalzoni, berluska e dimaio, hanno di fatto l'asso in mano per coltivare i propri fini di parte e far fallire l'ipotesi di governo cdx-m5s.


Ed entrambi sono sufficientemente stronzi da usarlo, come si vede bene.


Sono oggettivamente alleati nel distruggere l'accordo tra la prima e la seconda forza elettorale italiana, in totale dispregio del voto democratico del popolo.


Sono due truffatori.


La truffa del giovine parvenu sfugge per ora ai più solo perché è appena arrivato, e non lo hanno ancora studiato bene.


Ma è un imbroglione al pari del vecchietto di Arcore.


Due fratellini di latte, innamorati delle fortune del modulo "partitoazienda".
Partitotv e partitoblog ambo lobbies oggettivamente alleate sul campo di battaglia per difendere i propri lauti affari sulle spalle della democrazia e del popolo.
Ovviamente berlusca sa bene quel che fa, dimaio no, è solo un grigio esecutore di ordini degli strateghi che lo comandano.


Stanno giocando una partita tra fazioni della borghesia finanziaria per la spartizione degli utili di un grande affare.


Il vecchio la gioca in proprio, il giovane per conto terzi (probabilmente senza capire quel che sta facendo, che è solo quel che gli dicono di fare).

Ignoro se Salvini e la Lega dispongano di armi, e quali, con cui difendersi da questo squallido gioco al massacro, che, comunque la si pensi, passa sopra alla democrazia schiacciandola come un carro armato pesante.


Vincenzo Zamboni

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sabato 21 aprile 2018

European Consumers riparte - Marco Tiberti nuovo presidente con un nuovo direttivo


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Marco Tiberti nuovo presidente di European Consumers

Dopo un pluridecennale impegno per la difesa dell’ambiente e dei consumatori, condotto in modo sempre indipendente, attento ai fatti e non alle interferenze politiche, un giusto riconoscimento per Marco Tiberti eletto all’unanimità dall’Assemblea dei soci Presidente dell’Associazione European Consumers.

Sostituisce il dimissionario presidente uscente e fondatore dell’associazione Avvocato Vittorio Amedeo Marinelli, eletto dall’Assemblea Vicepresidente e a cui da parte di tutti i presenti è andato un sentito ringraziamento per l’impegno e l’abnegazione a favore delle attività a difesa dei consumatori e dell’ambiente in questi 17 anni.

L’intenzione di Marco Tiberti, nuovo presidente è rilanciare la storica associazione (attiva dal 2001 e formalizzata nel 2003) attraverso un sito web, maggiori contatti con il mondo di stampa e mass-media, una campagna di acquisizione di nuovi soci e l’adempimento delle procedure per un maggior riconoscimento da parte di Stato, Regioni e Comuni. È, inoltre, intenzione del nuovo presidente aumentare il peso dedicato all’ambiente, tema strategico e sinergico, che riguarda oltre che la salute umana anche quella dell’intera biosfera.

Vicepresidente dell’associazione, assieme al già nominato avv. Marinelli,  è stata confermata Valeria Masutti VOLPE, una vita di impegno per le causa alimentari e animaliste mentre sono stati accolti nel direttivo Pietro Massimiliano BIANCO, noto ricercatore ISPRA, eletto anche responsabile del comitato tecnico-scientifico ed il  Sig. Eugenio ODORIFERO, il  Dott. Pietro VOLPE, il Sig. Paolo D’ARPINI e  l’Ing. Paolo CIOPPA.

Largo spazio sarà dato alle tematiche riguardanti le energie alternative, curate da Eugenio Odorifero, esperto di energie alternative, in un epoca in cui l’economia delle combustioni ha mostrato di essere letale per intere popolazioni oltre che in grado di alterare in modo forse irreversibile i delicati equilibri degli ecosistemi planetari.

Da parte dell’assemblea si conferma la sempre maggiore attenzione ai temi della sostenibilità alimentare e ambientale e l’intenzione di attirare ricercatori dai vari campi inerenti i temi di ecologia, energia e economia, spesso repressi dalla prostituzione a interessi privati degli enti scientifici dovuti ai feroci tagli alla ricerca in particolare ambientale, considerata dagli attuali gruppi di potere, meno importante delle spese militari.


Marco Tiberti
(Cell. 3397714893)

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venerdì 20 aprile 2018

Populismo, persona legale e personalità elettronica...


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Da tempo l’Unione Europea—risolti gli altri problemi del momento—è alle prese con l’interessante questione di come dare lo status di “persona legale” alle mentalità artificiali, cioè alle menti robotiche autonome capaci di auto-apprendimento, con o senza un corpo umanoide. Una relazione del Parlamento Europeo alla Commissione suggerisce infatti che si debba procedere ora al riconoscimento della “personhood” dei robot. 

Lo scopo neanche troppo velato è quello di trovare modo di tassare i redditi che queste “creature” potrebbero generare, insieme forse con il dubbio che i costrutti intelligenti e autonomi potrebbero non essere governabili con le tecniche del tradizionale “monopolio di violenza” esercitato dagli Stati. Se un robot completamente autonomo non vuole pagare le tasse o insiste per esprimere opinioni eversive, servirebbe a qualcosa arrestarlo, sequestrare la sua auto, farlo cacciare dal posto di lavoro? Soffre se lo si spegne? Poi come paga? Nascono importanti questioni morali e di responsabilità legale, come nel caso del comportamento “etico” delle automobili senza conducente. Per dare ai veicoli regole accettabili per la popolazione umana, dobbiamo prima chiarirci noi su cosa crediamo veramente, un processo difficile e forse neanche possibile. 

Per esempio, un’importante ricerca sul tema rivela che—secondo la netta maggioranza dei rispondenti—il veicolo robotico, messo in condizioni di dovere forzosamente decidere chi tra due pedoni investire, dovrebbe ammazzare l’anziano per salvare il bambino. Ciò corrisponderà al sentimento comune, ma i vecchi cosa ne pensano? Sarebbe più equo se l’auto procedesse semplicemente a casaccio, alla maniera autenticamente umana? 

C’è anche la questione del crimine robotico quando le mentalità artificiali si programmano da sole per ottimizzare dei risultati prefissi. È già successo a Wall Street che dei computer finanziari, predisposti per ottimizzare i ritorni sugli scambi—e interagendo per le operazioni con altri computer loro consimili— hanno insieme riconosciuto nei flussi dei dati delle caratteristiche che gli hanno permesso di collaborare per aumentare i guadagni in una maniera che sarebbe illegale tra operatori umani. Tenendo presente che in legge la commissione di un crimine presuppone anche “l’intento” criminale, allora chi ha rubato? L’operatore umano, che non poteva prevedere il comportamento? Il computer? Dov’è l’intento? 

Il vero problema con il nostro futuro cibernetico non è l’emergere di un’intelligenza artificiale tiranna alla guida di un esercito di killer robot. Piuttosto, avendo gli esseri umani creato nei millenni una sorta di modello mentale che offre una tollerabile spiegazione del creato e che, pur zoppicando, ci permette di trovare adeguati compromessi comportamentali, come ci orienteremo nel nuovo mondo che arriva? Davanti a questi scenari, appena comprensibili, la tentazione di almeno rendere le mentalità autonome personalmente responsabili delle proprie azioni è forte e comprensibile. Potrà anche essere fonte di sviluppi oggi inimmaginabili. 

Quando, nel Tredicesimo, Papa Innocenzo IV stabilì la personalità giuridica dei monasteri, pose—sicuramente senza volerlo—la base dell’organizzazione economica in aziende e società per azioni che caratterizza il mondo di oggi. Piantò il seme che generò il capitalismo.

James Hansen - hansen@hansenworldwide.com

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