martedì 29 dicembre 2015

Medio Oriente - La guerra cancella la storia (se scomoda per la religione)



La cancellazione delle testimonianze storiche non è nuova.  
Negli Anni Cinquanta i forsennati attacchi che ebbe a subire la spedizione archeologica italiana in Siria da parte dei sionisti statunitensi lo testimonia. 


Quando il professor Paolo Matthiae scoprì il sito di Ebla e la "biblioteca" annessa, che nulla ha a che vedere con le superstizioni "bibliche", ricorda questi attacchi e ricorda anche come venisse applicata la sordina alle puntuali risposte fornite dagli scienziati italiani alle, chiamiamole, obiezioni sioniste.

Quando stavo a Gerusalemme mi hanno raccontato che sotto il cemento israeliano finirono pure gli scavi effettuati dagli svedesi davanti alla Porta di Giaffa  poiché non corrispondevano alle fantasie religiose degli scritti considerati "sacri".


E lo stesso destino viene applicato non solo, come mi dicevano, agli scavi di Gerusalemme, ma ad ogni ritrovamento che non "corrisponde" a dette fantasie religiose che sempre più spesso sono trasformate in "storia". 


La strumentalizzazione e la versione hollywoodiana della storia resa dai sionisti infatti va ben al di là della Palestina nella visione "biblica" della "grande israele", e lo scempio attuale a mio avviso rientra in questo quadro.


Giorgio Stern





Segnalazione di Patrick Boylan aggiunta: "La guerra, più dell'ISIS, sta distruggendo i siti archeologici della Siria. Servizio del National Geographic tradotto da Barbara Pozzi:  http://www.peacelink.it/pace/a/42519.html"

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