domenica 8 novembre 2015

Sardegna - Se l'opposizione alla guerra è femmina... Il racconto di Teresa Piras

Ecco qua il racconto, dalla mia amica Teresa Piras del Centro sperimentazione autosviluppo (Csa di Iglesias), di una  manifestazione antiguerra ESEMPLARE, che ha messo insieme a) presenza folta (migliaia) e intergenerazionale, b) azioni dirette nonviolente (ingresso nella base), c) capacità di difendersi (vedete la genialata dello striscione) d) presentazione alternative di pace (a partir dalla produzione di cibo, il pane, le spighe) alle quali si deve lavorare sempre, e non solo il giorno di una manifestazione.
Se in tutta Italia si riuscisse a radunare questi elementi, sarebbe molto importante.
Davvero un esempio da studiare. Andrò all'incontro Dalla Terra e dalle Mani, del Csa a Masainas, e anche di questo parleremo, riferirò.  - Marinella Correggia


RACCONTO DI TERESA PIRAS, DEL CENTRO SPERIMENTAZION AUTOSVILUPPO (Csa) di Iglesias

Nelle ultime settimane molte son state in Sardegna le iniziative contro la TRIDENT J.
Ma l'ultima presso la base di Teulada,teatro di guerra è stata la più sorprendente per la partecipazione di un movimento attivo, coraggioso e veramente nonviolento che univa differenze generazionali, moltissimi giovani, da tutta la Sardegna, univa le diverse anime della pace,(che sino all'ultimo tentavano di non appoggiare l'iniziativa proposta dai giovani di no basi e fatta propria dagli universitari)  e il territorio... il mio lavoro in questo ultimo anno è stato di avvicinamento al movimento no basi --giovani ..per collegarlo ai movimenti tradizionali ... anche altri hanno lavorato in questa direzione e la tessitura è riuscita martedì 3 novembre ...giornata storica nelle lotte  perché, nonostante l'accesso alla manifestazione fosse blindato  per tutti i partecipanti da check point con tanto di controllo di documenti e perquisizione delle auto,nonostante i circa 20 fogli di via con cui si sono voluti tenere lontani gli organizzatori, nonostante il fermo dei tre pullman che portavano l'anima più giovanile del movimento, nonostante il questore non avesse autorizzato un corteo in movimento ma solo un sit in statico, il FIUME DEI PACIFISTI IN ATTESA DEI GIOVANI si è messo in movimento avanzando in modo pacifico ,nonostante il tentativo di blocco della digos... dopo 7 km di cammino festoso, colorato  abbiamo liberato i giovani che hanno immesso nel corteo una dinamica energetica, che forse ha spaventato lo schieramento della digos armato, e c'è stato un primo tentativo di bloccare l'avanzata del corteo, che è stato chiuso davanti e dietro ...molti hanno iniziato a tentare vie di fuga laterali sui campi, 
ma di fronte alla disgregazione,il corteo ha ripreso a muoversi ...non ho ben chiaro che cosa sia stato se la paura della digos di perdere il controllo o una contrattazione ....ripreso il corteo abbiamo camminato per ritornare al punto di partenza 

Quando è avvenuto l'impensabile... il gruppo in testa al corteo ha rotto le righe ed è entrato in un sentiero non presidiato che portava direttamente alle reti della base,e una ventina sono entrati  interrompendo le esercitazioni ...
Si è aperto un confronto prima verbale con le forze dell'ordine ,che data la resistenza dei partecipanti ,resistenza sempre non violenta ,il corteo era protetto da uno striscione montato su una rete metallica, che ha protetto chi lo teneva dai violenti e fruscianti colpi dei manganelli delle forze dell'ordine che sono passate con uno schieramento molto nutrito all'attacco ...frattanto la notizia che il gruppo era entrato nella base ha fatto calare la tensione..

Ho partecipato al corteo con il fascio del grano ,come bandiera della pace e sono stata intervistata da moltissime reti .... e invece ieri alla conferenza stampa davanti alle basi abbiamo portato anche un cesto di pane di pace per condividerlo tra tutti anche con i carabinieri  che ci guardavano

Teresa Piras 

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