mercoledì 28 ottobre 2015

Mustafa Hussein, l'ultimo resistente della famiglia, ha tenuto testa a 400 marines prima di essere ucciso

Se fosse ancora vivo, cambierebbero molte cose in Iraq: "L'Americano The New York Times ha scelto il ragazzo più coraggioso e impavido del XXI secolo"




Questo ragazzo - Mustafa Hussein dell'Iraq - 14enne  nipote di Saddam Hussein, è stato l'ultima persona, con le armi in pugno, ad opporsi contro le forze speciali statunitensi, che  resistette durante l'assalto al palazzo Navvafa Sheikh Zeidan. In quel momento era rimasto l'unico  difensore vivente in casa, e accanto a lui  c'erano  i corpi di suo padre Qusay, lo zio di Uday e guardiano Abdel-Samad.

Secondo i soldati americani coinvolti nell'operazione, quando hanno fatto irruzione nella casa, Mustafa Hussein ha aperto il fuoco su di loro.

Le Truppe Usa, nel numero di 400 soldati, sono state da lui bloccate. Di fronte a lui i cadaveri di suo zio e di suo padre, il ragazzo ha sparato  e ucciso 14 marines americani con un fucile da cecchino. Il Combattimento con il nipote di Saddam Hussein è durato circa sei ore.

Quando gli americani hanno ucciso il ragazzo, non riuscivano a credere di trovarsi di fronte  all'uomo che si era a loro opposto, e ancor più  si son meravigliati quando hanno scoperto che era in realtà un  bambino.

Alla fine dell'articolo di commemorazione di Mustafa, il giornalista   del New York Times, Robert Yeisk scrive: "Se in America avessimo avuto qualcuno come questo ragazzo,  gli avremmo  costruito  un monumento in ogni città. Parlerei del suo coraggio e ovunque, sarebbe stato un modello di resistenza..."


Articolo di riferimento: http://news-front.info/2015/10/26/vnuk-saddama-xussejna-xrabrejshij-malchik-xxi-veka/


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Iraq. Abbiamo sbagliato tutto - Dice Tony Blair: «Posso dire che mi scuso per il fatto che l'intelligence che abbiamo ricevuto era sbagliata, perché nonostante Saddam avesse usato le armi chimiche in maniera estensiva contro la sua stessa popolazione, il programma di riarmo non esisteva nella forma che noi avevamo pensato. Mi scuso per gli errori commessi nella pianificazione, e certamente per il nostro errore nel capire cosa sarebbe accaduto una volta che avessimo rimosso il regime»


Commento di Carla Sandonà: “Figurati Tony, un milione di irakeni ammazzati inutilmente, ma a chi non è capitato?”

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