giovedì 31 maggio 2012

Birbanterie parrocchiali ed altri commenti al Giornalett​o di Saul del 31 maggio 2012 - di Antonio Pantano




Carissimo "veronese" Paolo,Saul sei BIRBANTE!

Il Giornaletto del 31 maggio 2012 è da incorniciare! (http://saul-arpino.blogspot.it/2012/05/il-giornaletto-di-saul-del-31-maggio.html)


Mie note volanti!



1 La "selezione" degli annunci da bacheca parrocchiale.
L'ultima, concertistica, è "sonoramente" ottima. Alta "musica classica".
La seconda: Mamma si diventa "rivolgendosi al parroco". Ma OGGI certi preti
"pensano ai bambini".
La quinta è "attualissima"! Da suggerirsi a Monti: vendita per beneficenza dei mariti! Ormai Monti ci venderà, schiavi moderni, per due soldi ai bankieri suoi padroni!

2 Scandaletti vaticani
Nessuna novità! 1700 anni di mercimonio simoniaco, basato sul "nulla", garantito dalla FEDE! Pregando per la salvezza dell'anima si ottiene risultato CERTO contribuendo con moneta sonante. Destinata agli usurai tradizionali che portano, da 3000 anni, tutto al "tempio". "Tempio comune", quello del vero "dio"!
Che nella Roma veritiera perché pagana, era di Giunone Moneta. (Moneta perché ammonitrice, sulla fallacità del denaro!)

3 Terremotini nostrani
La "solida e fattiva Emilia" si accartoccia da sola! Imprevidente perché vanagloriosa con credo "resistenziale ed antifascista", quindi incapace - per vero antifascismo! - di pensare alla socialità ed al futuro. Infatti qualche capannone industriale NON è stato danneggiato dal sisma, solo perché le cerniere tra pilastri e travi erano "incatenate da viti oscillanti", cioè elementi banalissimi, che anche un bambino istallerebbe per salvare casa sua! Ma l'avidità dei politici, sinergica a quella dei costruttori e dei fruitori degli edifici, ha condotto alla inevitabile, prevedebile, rovina. In Giappone, terra sismicissima, dopo la sberla di 15 anni fa', nessun edificio è danneggiato oggi! Ne so qualcosa! Nel mio passato di costruttore (per opere pubbliche) MAI avrei subìto sciocchezze del genere! E mio nonno, nel 1911, brevettò un sistema antisismico elementare che OGGI andrebbe studiato. Lo ha citato la prof. Fiandaca di Messina in un volume sui primi brevetti del cemento armato. La casa che mi costruìi, venduta nel 2010, è ipercautelata nelle strutture in cemento armato, ed il suo maggior costo, sul totale, fu solo del 2-3%!

4 Grillo Beppe
Lo conosco dal 1997. Venne alla nostra università (Teramo) per capire cosa la Scuola di Giacinto Auriti insegnasse. Ascoltò. Disse poi la sua. Condivise.
Che possa essere massone, o cristiano, o zulù, o ebreo, interessa poco! Non è cieco! E non s'intruppa tra i "cretini che vedono o non vedono la madonna". Importante è che riesca a far comprendere alla massa degli italiani terremotati dalla idiozìa dei partiti che è ora di prendere a pedate TUTTI i lestofanti, sopratutto gestori della burocrazia. Grillo corre il grosso rischio di farsi "sommergere" dalle scemenze dei media! Gli addebiteranno che ha le mutande sporche, gli piacciono i maschi (oggi è una virtù!) e fa "pagare il biglietto agli spettatori". E, certamente, ha ucciso suo bisnonno (che mai conobbe!). E, poi, fu fascista, nazista, comunista, maoista, qualunquista, e tutti gli "ista" possibili.

Chi vegeta sputando sentenze dal "colle" lo disprezza. Io, per ora, NO!

Cari saluti (avrei altro: mi manca il tempo!), Antonio Pantano

Rockfeller e famiglia Rothschild uniscono le forze.. per fregarci meglio!

Jacob Rothschild

I due imperi miliardari creano un "mostro" nel settore degli investimenti. RIT Capital rileva quota del 37% di Rockefeller Financial Services. Partnership strategica tra le due dinastie della finanza.

Jacob Rothschild, presidente della societa' di investimenti RIT Capital Partners.
New York - L'impero petrolifero dei Rockfeller e la famiglia di potenti bancari Rothschild uniranno le forze per dare alla luce un "mostro" della finanza. RIT Capital, presidiato da Jacob Rothschild, si prepara infatti a rilevare una quota del 37% di Rockefeller Financial Services, nell'ambito di una alleanza strategica tra le due dinastie finanziarie.

Rockefeller Financial Services e' la societa' madre di Rockefeller & Co, creata nel 1882 per gestire la fortuna della famiglia del magnate del petrolio John D. Rockefeller. A oggi e' ancora detenuta dalla famiglia che porta il nome del suo fondatore.

Da parte sua la famiglia Rothschild, di origini ebree ma culture differenti (tra tedeschi, francesi, britannici, israeliani, etc.), e' famosa dal quattordicesimo secolo, per il suo dominio nelle banche e nel mondo della finanza.

L'operazione, per la quale non sono stati ancora resi noti i dettagli finanziari, si va a inquadrare in un progetto piu' ampio di partnership strategica che unisce due dei nomi piu' conosciuti e rispettati nel mondo degli investimenti, come sottolineato da RIT in un comunicato.

Il gruppo dei Rockfeller ha avuto un'ascesa folgorante durante la rivoluzione industriale, grazie al boom petrolifero. Il fondatore John Davison Rockefeller voleva costruire il suo impero a Cleveland, che dopo la Guerra di Secessione era tra i cinque principali centri di raffinazione di oro nero in Usa. Una volta respinto dall'amministrazione locale ha fatto fortuna a New York.

La famiglia da il nome al Rockefeller Center, un conglomerato immobiliare di Manhattan, all'Universita' Rockefeller, sempre a Manhattan, al Rockefeller Group, societa' di real estate con sede a New York e alla Fondazione Rockefeller. I Rockfeller sono alla testa di un impero che dura da due secoli e che vede in Exxon Mobil la principale società controllata.

(Fonte: http://www.wallstreetitalia.com/)

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Articolo collegato: http://paolodarpini.blogspot.it/2012/04/ancora-verita-nascoste-sul-signoraggio.html

mercoledì 30 maggio 2012

Come Rothschild e Goldman Sachs si accingono a spolpare la capacità produttiva ed economica dell'Italia



La lunga marcia di logoramento dell’Italia

" ... Proprio in questi giorni è stato celebrato l’anniversario della strage di Capaci tra altisonanti discorsi da parte dei più autorevoli esponenti istituzionali. Sarebbe stato interessante se qualcuno avesse osato tirare in ballo le dichiarazione rese dall’ex ministro dell’interno Vincenzo Scotti nel corso di un’intervista resa al quotidiano romano “Il Tempo” il 6 dicembre 1996. In quell’intervista, Scotti spiegò che nel febbraio 1992 i servizi segreti e il capo della polizia Vincenzo Parisi avevano redatto e fatto pervenire sulla sua scrivania un rapporto in cui erano sommariamente elencate e descritte le modalità di un imminente piano di destabilizzazione politico, sociale ed economico dell’Italia, orchestrato da svariate potenze internazionali in combutta con alcune potenti lobby finanziarie. Il piano in questione, secondo quanto affermato da Scotti, comprendeva attentati di varia natura atti a distorcere la percezione di sicurezza nazionale in seno alla società, in modo da creare un clima di instabilità che spianasse la strada agli attacchi finanziari diretti contro il patrimonio industriale e bancario di stato. Non ricorda qualcosa? "

Dietro le forti pressioni esercitate dalla Commissione Europea e dagli organismi dell’Antitrust sia europeo che italiano, l’ENI si accinge a cedere la propria quota di controllo (51%) della Snam. Le ragioni che stanno alla base dello scorporo discendono tutte dal mantra liberista venerato acriticamente dalle istituzioni europee, secondo il quale sottraendo la distribuzione all’azienda si attiverebbe un circolo virtuoso di “sana” concorrenza che garantisca a tutti gli operatori del settore le pari condizioni di accesso che il controllo della Snam da parte dell’ENI avrebbe compromesso. Le compagnie statunitensi, francesi e britanniche avevano caldeggiato con forza questa svolta, in virtù del fatto che dal loro punto di vista lo scorporo della Snam comporta un netto indebolimento dell’ENI.

L’hedge fund statunitense Knight Winke, che controllava una quota ridotta del pacchetto azionario dell’ENI, aveva invece svolto un lavoro “interno” all’azienda, intraprendendo un’opera di convincimento nei confronti dell’azionariato incardinata sul concetto che vendendo la Snam, l’Ente Nazionale Idrocarburi avrebbe incamerato ricchi proventi che avrebbero a loro volta reso possibile l’allargamento del raggio operativo della società. Quando l’Amministratore Delegato di questo hedge fund è volato in Italia per partecipare alla presentazione del bilancio 2011, egli ha sottolineato che la fiducia dei mercati nei confronti dell’Italia è subordinata all’implementazione dei piani di privatizzazione delle ultime aziende su cui lo Stato è ancora in grado di esercitare un controllo effettivo, più che nei confronti del debito pubblico.

Il parossismo generale nei riguardi del debito pubblico – che, lungi dall’essere il fulcro del problema come vorrebbe qualcuno, costituisce invece la vera cartina tornasole capace di misurare grado di deterioramento delle altre attività economiche nazionali – non è altro che uno specchietto per le allodole, utile per giustificare lo smantellamento totale e definitivo dell’industria strategica italiana in nome dell’imperativo categorico di “far cassa”.
Per questa ragione il nuovo piano strategico elaborato da Finmeccanica ha suscitato l’approvazione di Morgan Stanley, che ha alzato il rating sulla società romana poche ore dopo che l’Amministratore Delegato Giuseppe Orsi ebbe esternato pubblicamente l’intenzione di “alleggerire” la holding attraverso la dismissione di alcune aziende “meno produttive”.

Parlare, inoltre, di concorrenza in un sistema estremamente corporativo ed oligopolistico come quello dell’energia appare quanto meno fuorviante, dal momento che i prezzi di petrolio e gas vengono stabiliti arbitrariamente da un cartello composto da un pugno di società petrolifere e da un numero altrettanto esiguo di istituzioni finanziarie che speculano sui rialzi. Alla luce di tutto ciò, giustificare l’indebolimento dell’ENI in nome della concorrenza tirando persino in ballo i minori costi che gli utenti si ritroverebbero ad affrontare appare analogo alla crociata guidata dall’attuale esecutivo “tecnico”, che intendeva provocare una diminuzione dei prezzi della benzina liberalizzando le pompe di distribuzione senza prendere in minima considerazione il ruolo di quelle che Enrico Mattei definiva “sette sorelle”. Il che la dice lunga sulla presunta risolutezza del governo Monti, che “non guarda in faccia nessuno”.

L’ultimo tassello da inserire in questo desolante mosaico è costituito dalla nomina ad advisor (consigliere), con compiti di valutazione delle modalità di vendita della Snam, di Goldman Sachs da parte della Cassa di Depositi e Prestiti presieduta da Franco Bassanini, che nel 1992 era salito a bordo del Panfilo Britannia in compagnia di una nutrita schiera di alti esponenti della politica e dell’economia italiana (Ciampi, Draghi, Costamagna, ecc.).

Sull’onda di Tangentopoli si insediò il governo tecnico presieduto da Giuliano Amato, il quale si affrettò a trasformare le aziende pubbliche in Società Per Azioni mente il Fondo Monetario Internazionale segnalava la necessità di provocare una svalutazione della moneta italiana per favorire il processo di privatizzazione. Così, non appena i “tecnici” del governo Amato ebbero incaricato Goldman Sachs di supervisionare alla vendita dell’ENI, il gruppo Rothschild “prestò” il direttore Richard Katz al Quantum Fund di George Soros per imbastire la colossale manovra speculativa contro la lira, provocando una svalutazione della moneta italiana pari al 30%. Ciò consentì ai Rothschild di acquisire parte dell’ENI a un prezzo fortemente “scontato”.

Lo scorporo della Snam appare quindi come una fase avanzata della lunga marcia di logoramento di quel che rimane dell’industria strategica italiana avviata nel 1992, con Tangentopoli e con gli attentati del 1992 che costarono la vita a Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e gli agenti delle rispettive scorte.
Proprio in questi giorni è stato celebrato l’anniversario della strage di Capaci tra altisonanti discorsi da parte dei più autorevoli esponenti istituzionali. Sarebbe stato interessante se qualcuno avesse osato tirare in ballo le dichiarazione rese dall’ex ministro dell’interno Vincenzo Scotti nel corso di un’intervista resa al quotidiano romano “Il Tempo” il 6 dicembre 1996. In quell’intervista, Scotti spiegò che nel febbraio 1992 i servizi segreti e il capo della polizia Vincenzo Parisi avevano redatto e fatto pervenire sulla sua scrivania un rapporto in cui erano sommariamente elencate e descritte le modalità di un imminente piano di destabilizzazione politico, sociale ed economico dell’Italia, orchestrato da svariate potenze internazionali in combutta con alcune potenti lobby finanziarie. Il piano in questione, secondo quanto affermato da Scotti, comprendeva attentati di varia natura atti a distorcere la percezione di sicurezza nazionale in seno alla società, in modo da creare un clima di instabilità che spianasse la strada agli attacchi finanziari diretti contro il patrimonio industriale e bancario di stato. Non ricorda qualcosa?

Giacomo Gabellini

Tratto da: http://www.statopotenza.eu/3809/la-lunga-marcia-di-logoramento-dellitalia

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" ... Tutte le strade portano a Washington ed è proprio qui che si decidono le sorti politiche ed industriali di molte nazioni che non rivendicano e non fanno valere le proprie prerogative nazionali. Guardate chi sono i (ri)baldi caporioni che esultano per questo dubbio affare nel settore energetico nostrano: Franco Bassanini, membro della Fondazione Italia Usa, il quale dal 2008 è a capo della CDP e Giovanni Gorno Tempini, amministratore delegato della medesima Cassa, nonché ex manager di JP Morgan. Se questi vi sembrano disinteressati ed innocenti perseguitori dell’interesse pubblico, in nome della concorrenza e dei vantaggi per i consumatori, allora il sole può riprendere benissimo a girare intorno alla terra, la quale ovviamente è ancora piatta come l’encefalogramma di chi ci crede. "

I TENTACOLI DELLA FINANZA INTERNAZIONALE SULLE IMPRESE STRATEGICHE ITALIANE
Le smancerie di Obama al nostro Presidente del Consiglio sono la mancia in spiccioli che gli Usa elargiscono all’Italia per aver eseguito gli ordini coloniali alla perfezione. Gli osservatori internazionali chiamano questa affettazione con nomi altisonanti ma l’immagine che essa rimanda alla mente è quella del biscotto tirato al cane da compagnia scodinzolante. Se a Monti è stato riconosciuto un ruolo di primo piano al G8 è soltanto perché questo evento è ormai inutile e squalificato, un summit delle chiacchiere (come lo ha definito il Generale Carlo Jean), e di una stanca ritualità ineffettuale, fuori dalle geometrie geopolitiche dell’attuale fase storica di un mondo non più unipolare e timidamente multicentrico.

A Monti viene anche affidato il compito del mediatore tra la rigida Berlino e quel che resta della flaccida Europa, con quest’ultima davvero persuasa che i malanni comunitari abbiano origine nella foresta nera piuttosto che nella selva oscura del Nuovo Mondo, dove la nostra sovranità resta atterrita. Ma che strano intermediario questo professore affossatore al quale la divisa dell’arbitro serve solo per tenere nascosta, appena sopra la pelle, la casacca a stellette e striscette. Innalzare più in alto la bandiera europea per meglio seppellirla, ecco a cosa serve l’ostentato europeismo ex cathedra di questi illuminati spenti, pieni di sé e vuoti di spirito dei tempi. E sì, perché Monti, non può fare diversamente, essendo il prodotto di quei tentacoli finanziari atlantici che adesso rivendicano il momento della reminiscenza e della riconoscenza da parte del loro pupillo, il quale senza manine e spintarelle d’oltreoceano non sarebbe Premier e nemmeno Senatore. Così descrive il sito scandalistico Dagospia questa truce faccenda: “In qualsiasi parte del globo la politica è fatta di ideali, trame e baratti.

Questi ultimi sono un ingrediente fondamentale nella logica del potere, soprattutto di quei poteri forti che non danno niente per niente e al momento buono presentano le cambiali da pagare. Tra gli ambienti che si aspettano da Monti qualche gesto concreto di buona volontà c’è sicuramente Goldman Sachs, la potente merchant bank americana nella quale il Professore ha lavorato a partire dal 2005, e che ha ingaggiato personaggi come Mario Draghi, Romano Prodi, Massimo Tononi e per ultimo il Maggiordomo di Sua Santità, Gianni Letta”. Goldman Sachs passa appunto ora dalla cassa, la Cassa Depositi e Prestiti per la precisione, al fine gestire direttamente l’acquisizione del 30% di Snam, scippata ad Eni, con evidenti scopi d’indebolimento del cane a sei zampe e con l’intento di pilotare le sue sfere di penetrazione estera, prevenendo ulteriori pericolosissimi smottamenti verso est. Qualcuno potrebbe obiettare che trattasi semplicemente di “melina” di Stato, di movimento apparente, perché in un caso come nell’altro, la proprietà resterebbe saldamente in mano pubblica.

Ma lo Stato non è un monolite, i suoi apparati, nei quali agiscono uomini e drappelli in costante conflitto tra loro, possono perseguire obiettivi non convergenti in base ad intenzioni e piani persino contrastanti, in quanto nascenti da differenti esami della realtà e delle molteplici direzioni da far imboccare alle istituzioni e al Paese.

Che questa “compravendita” sia sospetta lo dimostra il fatto che la merchant bank americana svolgerà il ruolo di Advisor nell’operazione praticamente gratis, alla cifra simbolica di 1013 euro. Va bene che sono periodi di crisi ma nessuno fa mai niente per niente. Infatti, non sono i soldi che contano in questa circostanza ma l’opportunità di poter manovrare a proprio piacimento l’acquisizione, ricavandosi uno spazio di azione presente e futuro nelle più importanti aziende strategiche nostrane.

Sarà un caso che tutto avvenga nell’interregno impolitico e sempre più impopolare dei tecnici che si sono fatti le ossa all’estero, soprattutto negli Usa, prima di ritornare in patria per spezzare le reni agli italiani? Monti è stato dipendente di Goldman Sachs, oltreché membro del Bilderberg e della Trilaterale, organismi “anglo-globali” poco avvicinabili dall’uomo qualunque e per nulla trasparenti che non hanno mai nascosto le proprie manie di grandezza e di dominio sull’orbe terracqueo. Quel che importa, al di là dell’ossessione mondialista di tali gruppi, spesso più eccitati che conseguenti, è il luogo geografico dove si basano.

Tutte le strade portano a Washington ed è proprio qui che si decidono le sorti politiche ed industriali di molte nazioni che non rivendicano e non fanno valere le proprie prerogative nazionali. Guardate chi sono i (ri)baldi caporioni che esultano per questo dubbio affare nel settore energetico nostrano: Franco Bassanini, membro della Fondazione Italia Usa, il quale dal 2008 è a capo della CDP e Giovanni Gorno Tempini, amministratore delegato della medesima Cassa, nonché ex manager di JP Morgan. Se questi vi sembrano disinteressati ed innocenti perseguitori dell’interesse pubblico, in nome della concorrenza e dei vantaggi per i consumatori, allora il sole può riprendere benissimo a girare intorno alla terra, la quale ovviamente è ancora piatta come l’encefalogramma di chi ci crede.

Gianni Petrosillo

Tratto da: http://www.conflittiestrategie.it/2012/05/21/i-tentacoli-della-finanza-internazionale-sulle-imprese-strategiche-italiane/

Vaticano – La trama finanziaria oscura: IOR – Quella religiosa evidente: l’apostasia - And the whistleblowers of the pope...


Paolo D'Arpini in veste di antipapa


Ma chi me lo fa fare di occuparmi degli scandaletti vaticani? In fondo si tratta di “affari” e di “giochi di potere” interni ad una istituzione, sedicente religiosa, che non ha alcuna veste di spiritualità, una aggregazione pretesca che è in realtà apparato finanziario. Vescovi, cardinali, papa (e antipapi segreti), tutti si sbracciano a dire cose su cose. Sulla sofferenza del pontefice, sui cardinali infedeli, sul nemico esterno, sui cambi di gestione nello IOR, sugli attacchi d’oltre oceano (leggi dal fondo del Mediterraneo), sulla pedofilia, sulla lotta fra clan, sullo sfregamento tra banche…. Il fatto vero è che ormai la religione in tutte queste faccende vaticane non c’entra più nulla. Il vaticano è una società per azioni, che combatte per mantenere almeno una particina nella spartizione della ricchezza mondiale. Ben inteso si tratta di una ricchezza “virtuale” in quanto ormai il senso stesso di ricchezza è obsoleto.. Forse sarebbe meglio usare il termine “capacità di controllo delle masse”. In questo gioco il vaticano è decisamente perdente, ha dovuto recedere di fronte ai diritti accampati dai “fratelli maggiori”, di fronte ai potentati economici dei Rothschild, della Goldman Sachs, dei Mordecai vari… Ormai le diatribe son solo economiche ed i più grandi miscredenti, coloro che professano intimamente l’apostasia, sono tutti lì riuniti, in quella casa romana, con i loro berretti rossi e viola in testa. In fondo mi spiace, in fondo provo compassione per la figura di quel povero cristo meso in croce per ottenere il risultato di secoli e secoli di prevaricazioni e persecuzioni contro l’umanità e la natura, tutto compiuto a suo nome dai suoi “rappresentanti” in terra. Povero cristo, sì, e povera Roma imbrogliata due volte, la prima volta quando vendette la sua dignità morale affidandosi al cristianesimo, nel tentativo di continuare la sua missione universale, la seconda volta adesso in cui il marciume accumulato nei secoli prende a traboccare inesorabilmente trascinando con sè l’ultima parvenza di onore. Roma…

Scriveva Federico Nietzsche: “E’ col trionfo “ecumenico” cristiano (sventura dell’umanità, degli animali, del mondo) che si è realizzata una globale inversione dei valori. Tutto ciò che nel mondo pagano, tra i nostri padri contadini politeisti, era percepito in maniera retta, pulita, veritiera, si è velato e capovolto. Mai un antico avrebbe dato, per esempio, nome di “amore” all’odio o viceversa. La nera pretaglia sfruttatrice è proprio questo che impose, urbi et orbi. Così, per almeno mille anni essa torturò in nome del bene…”

Paolo D’Arpini


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“E un angelo prese una freccia e la scagliò in direzione del Vaticano. Chiesi al Signore il significato: Figlio mio, la visione simboleggia che vi sarà una grande perdita di fede e verranno portati alla luce molti scandali”

di Alessandro Fusco e Andrea Marinoni

Sullo sfondo

Gli eventi degli ultimi giorni sembrano confermare che il governo vaticano non riesca a varare un pacchetto sicurezza contro la corruzione. Il fazzoletto di terra sul quale poggiano le pappucce del servo dei servi di Dio continua ad annidare l’illecito. Il numero di persone che conoscono la portata, l’ammontare, l’estensione e la ramificazione del fenomeno si contano sulle dita di una mano. Speriamo qualcuno non venga a mancare di colpo poiche’ ”i tristi e gli addolorati sviluppi” in Vaticano corrispondono sempre alla morte di qualcuno (ma loro utilizzano espressioni piu’ dolci).

Riflettendo sulla corruzione e trasparenza, ci da’ un ottimo spunto quanto affermato recentemente dal Presidente della Corte dei Conti dello Stato laico italiano:“se al reato di corruzione ne aggiungiamo altri due connessi, il clientelismo e il voto di scambio, è l’intero impianto dello Stato di diritto ad avere scarso senso, ed ancor più gravi sono i riflessi sulla democrazia perche’ in un sistema politico dove la corruzione è pratica quotidiana diffusa, il vincolo di fiducia che lega i cittadini alle istituzioni viene demolito; al suo posto subentrano antipolitica ed estraneità allo Stato”.

Noi pensiamo che il carisma dell’attuale romano Pontefice si stia affievolendo, come accade per una candelina che consumandosi cede il passo all’oscurita’. Il buio che si fa avanti pero’, nel sistema statuale e valoriale della Chiesa, non e’ soltanto un fatto fisico: il buio che avvolge la Chiesa e’ anche metafisico e porta il nome di Apostasia.

E infatti ormai da tempo che i fedeli vedono presente nelle gerarchie cattoliche la negazione della fede, la fuga ed il rigetto di quei messaggi e di quei segni lasciati un po’ ovunque dalla divinita’ (nelle sue molteplici manifestazioni) nelle menti e nei cuori delle persone piu’ semplici ed umili.

Inoltre, per i servizi segreti e per la gendarmeria vaticana lo svolgimento delle funzioni di polizia non sono di tranquilla esecuzione: non sanno mai se stanno agendo in nome di Dio o di Satana (categoria e soggetto al quale credono o devono credere). A loro non e’ dato di conoscere ma devono comunque agire con assoluta obbedienza e cieca fedelta’.

La perturbazione

Ettore Gotti Tedeschi e’ …..d i b a t t u t o…. tra “l’ansia di… s p i e g a r e… la verita’ e il non voler ….t u r b a r e…. il pontefice”. Singolare scelta di termini che invece sortiscono l’effetto opposto: quello di perturbare lo status quo del governo vaticano propagandosi con forza ed estensione ben oltre le funzioni dello IOR e del suo presidente ormai sfiduciato.

Ma Ettore Gotti Tedeschi ed il maggiordomo Paolo Gabriele potrebbero essere vittime autosacrificatesi affinche’ si possano compiere piu’ di una perturbazione o piu’ di un cambiamento.

La velocita’ d’azione e la mancanza d’azione convivono coerentemente nello SCV

Pensiamo a due fatti:

1) “Il vicecaporale Cedric Tournay ha ucciso il comandante delle Guardie Svizzere Alois Estermann e sua moglie Gladys Meza in preda a un raptus motivato dal rifiuto di una promozione e poi si è tolto la vita”. Con questa motivazione ed in meno di 48 ore la magistratura della Santa Sede ha risolto e chiuso il duplice omicidio e il suicidio della sera del 4 maggio 1998. Fulminea quanto tempestiva azione simile all’indagine riguardo la sottrazione illecita di carte private del pontefice di questi giorni.

Non possiamo non notare la velocità d’azione-soluzione-archiviazione, inspiegabile per noi ma spiegabilissima per loro.

2) “Nell’ordinamento italiano il vescovo, non rivestendo la qualifica di pubblico ufficiale, né di incaricato di pubblico servizio, non ha l’obbligo giuridico di denunciare all’autorità giudiziaria statuale le notizie che abbia ricevuto in merito ai fatti illeciti di pedofilia”: si tratta delle linee guida della CEI per i casi di abuso sessuale, precisate solo dopo decadi di abusi coperti.

Non possiamo non notare la mancanza d’azione, questa volta spiegabilissima per loro ed inspiegabile per noi e per gli Stati di diritto che giudicano la pedofilia un crimine contro l’umanita’.

Credenze assediate e o superate?

1) L’esperienza di Babele (nelle parole di Benedetto XVI): “E’ la descrizione di un regno in cui gli uomini hanno concentrato tanto potere da pensare di non dover fare più riferimento a un Dio lontano e di essere così forti da poter costruire da soli una via che porti al cielo per aprirne le porte e mettersi al posto di Dio. Con il progresso della scienza e della tecnica siamo arrivati al potere di dominare forze della natura, di manipolare gli elementi, di fabbricare esseri viventi, giungendo quasi fino allo stesso essere umano. In questa situazione, pregare Dio sembra qualcosa di sorpassato, di inutile, perché noi stessi possiamo costruire e realizzare tutto ciò che vogliamo”.

2) “Stai zitta suora! No, stai zitto tu Vescovo!”: i media esteri riportano di una resa dei conti tra il Vaticano e il più grande gruppo americano di suore cattoliche per questa settimana. Le capigruppo di LCWR si riuniranno a Washington per concordare una risposta alla reprimenda del Vaticano sul loro gruppo per via di tematiche giudicate femministe e radicali (insegnamento sull’ ordinazione delle donne e sulla sessualità umana da un lato mentre tacciono sul diritto alla vita dal concepimento alla morte naturale, argomento che attiene al dibattito sull’aborto e l’eutanasia negli USA).

3) Esclusività: i Legionari di Cristo sono una congregazione religiosa maschile di diritto pontificio. L’eclusivita’ maschile dei legionari e la giustizia cattolica (es. non denunciare alle autorita’ civili fatti illeciti di pedofilia presente nelle linee guida della CEI) potrebbero porsi in contrasto con la Carta europea dei diritti fondamentali e con l’eredita’ politico-filosofica della Rivoluzione francese.

4) Il diritto universale ad avere l’utero gravido: Maria Addolorata Montuori (porta davvero il nome di Maria Addolorata!) ha recentemente messo al mondo 3 figli all’eta’ di 58 anni. La donna e’ molto felice e dice che si tratta di un sogno che si e’ realizzato dopo 15 anni. L’affermazione è offensiva verso l’umana intelligenza poiche’ la signora non ha concepito e partorito in modo naturale o grazie ad un forte sogno-desiderio. Solo l’impianto di 3 embrioni selezionati (su quanti criogenizzati? eterologhi o omologhi?) unitamente a trattamenti farmacologici, ospedalizzazione prolungata, assistenza di equipe medica qualificata e taglio cesario, le ha permesso di portare alla luce (solo dopo appena 34 settimane) i 3 bambini (che pesando solo 1,7 Kg hanno bisogno di supporti meccanici vitali e terapia intensiva per sperare di sopravvivere).

http://www.repubblica.it/esteri/2012/05/28/news/intervista_ansaldo_english_version-36076134/?ref=HRER1-1

INTERVIEW

“I confess: I’m one of the whistleblowers
We’re doing it to defend the Pope”

The Vatileaks story, an informer speaks out: “There’s a group of us: the real brains behind it are cardinals, then there are monsignors, secretaries, small fry.” The valet is just a delivery boy that somebody wants to set up.” “Vatican intelligence has security systems more advanced than anything the CIA has… but cardinals are still in the habit of writing their messages by hand and dictating them.” “It’s open warfare, with everyone against everyone else.”

Lo leggo dopo

A prelate opens the door of Pope Benedict XVI’s private library (AFP/POOL/Gregorio Borgia) (afp)

TUTTO SU

Scandalo in Vaticano

by MARCO ANSALDO

ROME – Who are the Vatican whistleblowers? “There isn’t just one brain behind the operation, there are several. There are cardinals, private secretaries, monsignors and the small fry. Men and women, priests and laypeople. The whistleblowers even include cardinals. But the Vatican Secretary of State cannot admit that and has the small fry arrested, like “Paoletto” (as Paolo Gabriele is affectionately known), the Pope’s valet. Who has got nothing to do with it apart from having passed on some letters.”
A suburb in the north of Rome, a table in a bar, traffic passing by. It is lunchtime on a now limpid Sunday morning and one of those behind the flow of confidential letters from the Holy See 1 is explaining how the operation works.
“Those doing it are acting to protect the Pope.”

The Pope? Why?
“Because the whistleblower – or rather whistleblowers, because there are more than one of them – want to reveal the corruption inside the church in recent years, since 2009-2010.”

Who are they? Who are you?
“There are those opposed to the Secretary of State, Tarcisio Bertone. And those who think that Benedict XVI is too weak to lead the church. And those who think that this is the time to step forward. So it’s become everyone against everyone

else. It’s war and you no longer know which side anyone is on.”

My source is tormented, wanting to speak but at the same time frightened and full of doubts. No names to be published, it would put him or her at risk. There are sudden silences, suspicious glances. “Can I trust you? This thing is terribly delicate.” Let’s try.

How did the leaks from the Vatican start?
“Out of fear that the power accumulated by the Secretary of State was not in the interest of others in the Vatican.”

But is money also involved?
A hand runs through the hair, eyes look around, fingers torment a ring.
“Money is always involved. There are also economic interests in the Holy See. In 2009-2010 some cardinals began to sense a loss of central control: partly from attempts to restrict the freedom of the inquiry that Monsignor Carlo Maria Viganò was running against corruption, partly because of the Pope’s gradual detachment from internal matters.”

The cars in the street honk their horns. Two dogs end up in a fight. We change location. Walk up the hill. Another bar, with an internal garden, a little quieter. The conversation proceeds more smoothly.
“What happened then? Viganò wrote to the Pope denouncing cases of corruption. He asked for help, but the Pope couldn’t do anything. He couldn’t do anything because it would create an open rift with his right-hand man. In order to keep the Church united he sacrificed Viganò. Or rather, pretended to sacrifice him, because, as you know, the nuncio in Washington (where Viganò was sent) is the most important. So the Cardinals realised that the Pope was weak and sought protection from Bertone.”

What did the Pope do then?
“The Pope realised that he had to protect himself. He summoned five people he knew he could trust, four men and one woman. The so-called rapporteurs, Benedict’s secret agents. The Pope asked these people for advice, giving everyone a role, with the woman coordinating all five. ”

There is a woman helping the Pope in this?
“Yes, she’s the strategist. Then there is one physically collecting the evidence. Another preparing the ground, and the other two make sure all this is possible. The role of these trusted people is to tell the Pope who are his friends and who his enemies, so you know who you are fighting against.”

Meanwhile, how did the leaking of documents start?
“They started to come out. Channels and journalists were identified.”

How are they taken out?
“By hand. The Vatican intelligence service has integrated security systems in the basement of the Apostolic Palace, directed by a 35-year-old ex-hacker, that are more advanced than anything the CIA has, sophisticated systems, but they’re no use. Because the Cardinals are used to writing their messages by hand and dictating them. They are then delivered by hand. And the leaked documents are their way of fighting this war. The primary objective was to attack the Pope, to weaken him and convince him to give up control of the political and economic affairs of the Church. Something had to be done.”

And the president of the Vatican bank, Ettore Gotti Tedeschi, who was ousted?
“Same thing. Even though he was really close to the Pope: they wrote the encyclical Caritas in Veritate together. Gotti didn’t answer to anyone, only the Pope, sending Benedict memos to describe the situation inside the IOR (Institute for Religious Works, the official name of the bank). Including the failed operations, like the law against money laundering or the takeover of the San Raffaele hospital and research centre. Bertone gets jealous, accuses Gotti and decides to oust him. When the Pope heard about Gotti’s dismissal last Thursday, he started to cry, “My friend Ettore!”

The Pope was crying?
“Yes, but then he got really angry and reacted, saying that the truth would come out.”

But he couldn’t oppose it?
“He could have, but it would have meant a sensational rupture with his Secretary of State.”

And then the next day?
“And the next day the Pope was struck again, close to home, when Paoletto was arrested. Now the Pope is in despair. But Paoletto is not the whistleblower, there are lots of whistleblowers. At most someone has used him.”

They are saying that Gotti is one of those behind the leaks.
“Gotti is an honest person, who is keeping quiet, as he did during the official investigation into the IOR. And he is now after being thrown out. He’s not playing any games; he’s not behind the leaks.”

Father Georg, Pope’s secretary, is also in the crosshairs?
“He was one of the targets for one faction: now more than ever he represents the link between all the Vatican departments and the Pope, acting as a filter, influencing and advising the Pope.”
We’ve now been taking for three hours, it is mid-afternoon, and we’re on our third coffee. This person is very well-informed and knows the details, the way things work and the people inside the Holy See like few others.

Why did you decide to come out into the open?
“To reveal the truth. And to bring an end to this media witchhunt for a culprit in the guise of a whistleblower (the valet), a priest (Father George), or a high official or cardinal (Gotti, Cardinal Piacenza or others). The role of the Church is to defend the Gospel, not to accumulate power and money. And I’m doing this in the name of God. I’m not afraid.”

(Translated from Italian by Kathryn Wallace)

Fonte: http://www.ttsecurity.net/2012/05/26/

martedì 29 maggio 2012

2 giugno 2012, anniversario della Repubblica (delle banane)

Trasfigurazione, affresco di Carlo Monopoli


Cari amici e care amiche, per il 2 giugno c'è poco da festeggiare. (..).

Siamo stretti in una morsa infernale tra NATO, BM, FMI, ONU, WTO, BCE che sono solo paravento per multinazionali spietate e sanguinarie, il complesso militar-industriale che ci tratta come una colonia che non può nemmeno ribellarsi, pena una stagione di "terrore".

Ricordiamo che il concetto di "terrorismo" non nasce in una caverna afghana od in un deserto iraqeno ma dai manuali dell'esercito britannico di occupazione delle terre d'Africa, dove "i gruppi terroristici estremisti sono formati, addestrati e finanziati dalle stesse autorità anglo-americane, allo scopo di criminalizzare i dissidenti, di reprimere e giustificare ogni guerra". Poi, una volta ottenuto il loro sporco scopo "il governo britannico, alla vigilia della decolonizzazione, in modo esteso e deliberato, ha distrutto gran parte della documentazione relativa ai campi di detenzione ed ai villaggi recintati, alle torture sanguinose, alle incredibili vessazioni ed alle esecuzioni sommarie che vi avvenivano" .

Molti hanno negli occhi e nelle orecchie immagini e suoni de "Il Grande Fratello" televisivo ma non conoscono (od hanno dimenticato) la sua origine che è il romanzo "1984" di George Orwell (uscito nel 1948) in cui il profetico scrittore descrive il mondo che ci stanno preparando le stegocrazie (governi "nascosti" che, nell'ombra delle stanze di vero potere, muovono i politici come fossero burattini).

Altro che "Matrix", "La storia infinita", "Guerre stellari", "Il giudice Dredd": noi chiusi nel baccello della monolitica informazione di regime, incapaci di vedere i veri scopi delle guerre, non ricordiamo Honorè de Balzac, nel suo "Le illusioni perdute" che fa dire ad un suo personaggio "Vi sono due storie, la storia ufficiale, menzognera, che ci viene insegnata, la storia ad "usum delphini" [cioè del potere]; e la storia segreta, dove si trovano le vere cause degli avvenimenti, una storia vergognosa".

Ed infine oggi siamo nel pieno di una dittatura finanziaria, il governo delle banche che ci dice: "Se volete salvarvi dalla rovina (in cui vi abbiamo coscientemente e delinquenzialmente portato, ma questo non lo dicono...) dovete cedere la vostra residua sovranità (tradotto dall'economichese significa: "dovete mettere la testa sul ceppo, di vostra volontà e dire pure che vi piace") affinchè noi si possa portarvi verso un radioso avvenire (parlano del loro avvenire, ovviamente, non della nostra futura condizione di servi della gleba...)"

Ecco quello che vede e sente il mio cuore quando qualche pervicace, stolido, ignorante (o, peggio, consapevolmente complice) ottimista mi chiede di magnificare le sorti illuminate e progressive della nostra società di barbari col cellulare, di epigoni di Corona e di Belen, di aspiranti tronisti e veline, dove bruti presuntuosi e procaci oche prevalgono su persone perbene e le Cassandre che cercano di avvisare del pericolo vengono buttati giù dalle mura di Troia...

Quando butteremo giù, invece, Monti, Draghi, Napolitano, Alfano, Bersani, Casini, Fini e tutta la commediante, costosa, bugiarda e traditrice compagnia teatrale dei politici camerieri dei banchieri e delle multinazionali?

Ecco la domanda per cui anelo una risposta corale, forte, rapida...

Ecco la liberazione che desidero, sul serio.

AlexFocus
alexfocus@alice.it

lunedì 28 maggio 2012

Cinema Perla Amelia, 30 maggio 2012: "Cesare deve morire"

Cesare deve morire


Cinema Perla Amelia, Mercoledì 30 maggio 2012 - Oltre il Visibile presenta: Shakespeare a Rebibbia. Quando l'arte del teatro si fa (grande) cinema - Serata evento per: Cesare deve morire. Un film di Paolo e Vittorio Taviani (Italia, 2012).

Orso d'oro Festival di Berlino 2012
Miglior film e miglior regia David di Donatello 2012

"Da quando ho conosciuto l'arte, questa cella è diventata una prigione."

L'associazione culturale Oltre il Visibile non poteva restare indifferente a questo film e decidere, come molti hanno fatto, di non proiettarlo perché "non incassa".
D'altro canto, un tale Andrej Tarkovskij diceva: "se si esclude dalle attività umane tutto quanto attiene al raggiungimento del profitto, rimarrà soltanto l'arte".
Questa è anche la visione dell'associazione, che andrà avanti imperterrita su questa strada.

In questo film Shakespeare è interpretato dai detenuti della sezione alta sicurezza del carcere di Rebibbia: il “Giulio Cesare” sembra scritto apposta per loro, che conoscono la violenza, che conoscono il potere. È teatro trasformato in cinema - in un grande cinema.

D'altronde, da quand'era che un regista italiano non si vedeva assegnare l'Orso d'Oro al Festival di Berlino? Era dal 1991... Allora si trattava di un grande vecchio come Marco Ferreri, con La casa del sorriso.
Con l'Orso d'oro e i David di Donatello si è voluto soprattutto premiare il coraggio della sperimentazione dei fratelli Taviani: andare a cercare la verità con il cinema all'interno di un luogo di pena.

Documentario? Docu-fiction?
Forse sono stati i cartelli su cui, all'inizio, si affiggono l'imputazione e la pena che stanno scontando i protagonisti, a far pensare che questo film sia un documentario o, come si è detto, una docu-fiction. Ma non è questo che importa.
Importa invece una messinscena che fonda la sua verità nell'essenza profonda della realtà e della sua rappresentazione. E in quel rispecchiamento con cui il testo di partenza, il Giulio Cesare di Shakespeare, vive nel rapporto con i suoi singoli interpreti e con la dimensione collettiva del loro essere.

Ne parleremo con Fabio Cavalli, il referente artistico del progetto del teatro nel carcere di Rebibbia, a Roma, sezione Alta Sicurezza, che è presente nel film come il regista dei detenuti.

È prevista, tra gli altri, anche la partecipazione dell'associazione Un'Ora d'Aria Onlus di Roma.

Modera il dibattito Maurizio Annesi.


Scaletta della serata:

Dalle ore 20.00: cena Buffet c/o La Misticanza (Amelia, Via Rimembranze, 4)

Ore 21.00 ca.: presentazione film al Cinema Perla

Ore 21.15 ca.: proiezione di Cesare deve morire

A seguire dibattito con gli ospiti


Oltre il Visibile

Associazione per la ricerca e la cultura attraverso il cinema e le altre forme artistiche
Circolo UCCA (Unione Circoli Cinematografici Arci)

Per info e costi vedi il sito: www.oltreilvisibile.it

Governo monti: tecnocrati fasulli e banchieri veri..

Farfallina di Franco Farina


Speculazione, ricatto al debito - Jeoffrey Geuens, professore incaricato presso l’Università di Liegi, autore di La Finance imaginaire. Anatomie du capitalisme: des «marchés financiers» à l'oligarchie, Aden, Bruxelles, 2011. (traduzione dal francese di José F. Padova)

Spesso i socialisti europei denunciano con virulenza la finanza, che regna in modo assoluto sul globo e che converrebbe regolamentare in modo migliore. Inoltre bisognerebbe sapere di che cosa e di chi si parla, perché l’immagine incorporea dei «mercati» ha l’effetto di lasciare nell’ombra i beneficiari della crisi e delle misure di austerità in corso. Passato dalla banca pubblica alla finanza privata, e da François Mitterrand a François Bayrou, Jean Peyrelevade spiegava nel 2005: «Il capitalismo non è più percepibile direttamente. (…)

Rompere con il capitalismo è rompere con chi? Mettere fine alla dittatura del mercato, fluida, mondiale e anonima, è prendersela con quali istituzioni?» E questo ex direttore aggiunto del gabinetto del primo Ministro Pierre Mauroy conclude: «Marx è impotente in mancanza di un nemico identificato (1)». Deve veramente meravigliare che un rappresentante dell’alta finanza – presidente di Banca Leonardo France (famiglie Albert Frère, Agnelli e David-Weill) e amministratore del gruppo Bouygues – neghi l’esistenza di un’oligarchia? Ancora più strano è il fatto che i media dominanti si palleggino l’un l’altro questa immagine incorporea e spoliticizzata delle potenze finanziarie.

I servizi giornalistici sulla nomina di Mario Monti al posto di presidente del Consiglio italiano potrebbero, a questo riguardo, costituire molto bene l’esempio perfetto di un discorso-schermatura che evoca «tecnocrati» ed «esperti» là dove viene costituito un governo di banchieri.

Si è potuto perfino leggere sul sito Web di alcuni quotidiani che «personalità della società civile» avevano appena preso il comando (2). Poiché l’équipe di Monti conta nei suoi ranghi anche professori universitari, da parte dei commentatori si stabiliva in anticipo la scientificità della sua politica. Solo che, osservando più da vicino, la maggior parte dei ministri facevano parte dei consigli d’amministrazione dei principali trust della Penisola.

Corrado Passera, ministro dello Sviluppo economico, è presidente-direttore generale della banca Intesa Sanpaolo; Elsa Fornero, ministro del Lavoro e professore d’economia all’Università di Torino, è alla vicepresidenza d’Intesa Sanpaolo; Francesco Profumo, ministro dell’Educazione e della ricerca, rettore del Politecnico di Torino, è amministratore di UniCredit Private Bank e di Telecom Italia – controllata da Intesa Sanpaolo, Generali, Mediobanca e Telefónica – dopo essere passato in Pirelli; Piero Gnudi, ministro del Turismo e dello sport, è amministratore di UniCredit Group; Piero Giarda, incaricato delle Relazioni con il Parlamento, professore di finanza pubblica all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, è vicepresidente del Banco Popolare e amministratore di Pirelli. Quanto a Monti, è stato consulente di Coca-Cola e di Goldman Sachs e amministratore di Fiat e Generali. Porosità fra due mondiSe i dirigenti socialisti europei non hanno ormai più parole abbastanza dure per denunciare l’onnipotenza dei «mercati finanziari», la riconversione degli ex tenori del social-liberismo avviene senza che i loro antichi compagni manifestino troppo rumorosamente la loro indignazione. Già primo ministro dei Paesi Bassi, Wim Kok è entrato nei consigli d’amministrazione dei trust olandesi Internationale Nederlanden Groep (ING), Shell e KLM. Il suo omologo tedesco, l’ex cancelliere Gerhard Schröder, si è anch’egli riqualificato nel privato, come presidente della società Nord Stream AG (joint-venture Gazprom - E.ON - BASF - GDF Suez- Gasunie), amministratore del gruppo petroliero TNK-BP e consulente per l’Europa di Rothschild Investment Bank. Questa traiettoria, a prima vista sinuosa, non ha in realtà nulla di singolare. Molti ex membri del suo governo, appartenenti al Partito Socialdemocratico Tedesco (SPD), hanno anch’essi barattato l’abito di Uomo di Stato per quello di Uomo d’Affari: l’ex ministro dell’Interno Otto Schily è attualmente consulente del trust finanziario Invest-Corp (Bahrein), dove ritrova l’ex Cancelliere austriaco, conservatore; Wolfgang Schüssel, il vicepresidente della Convenzione Europea Giuliano Amato o ancora Kofi Annan, ex Segretario generale delle Nazioni Unite (ONU). L’ex ministro tedesco dell’Economia e del lavoro, Wolfgang Clement, è partner della società River-Rock Capital e amministratore di Citi-Group Germania, Caio Koch-Weser, segretario di Stato alle Finanze dal ’99 al 2005, è vicepresidente di Deutsche Bank. Infine, il ministro delle Finanze del primo governo di Angela Merkel, Peer Steinbrück, SPD, è amministratore di Thyssen-Krupp. Quanto ai «degni eredi» della signora Margaret Thatcher ed ex dirigenti del Partito Laburista, hanno fatto a loro volta atto di sottomissione all’alta finanza: l’ex ministro degli Affari esteri David Miliband fa il consulente delle società Vantage-Point Capital Partners (Etats-Unis) e Indus Basin Holdings (Pakistan); l’ex Commissario europeo al commercio, Peter Mandelson, lavora per la banca d’affari Lazard; lo stesso Anthony Blair accumula i posti di consulente della società svizzera Zurich Financial Services e di gestore del Fondo d’investimenti Lands‑downe Partners con quello di presidente del Comitato consultivo internazionale di JPMorgan Chase, al fianco di Kofi Annan e di Henry Kissinger.

Questa enumerazione, che ci spiace dover infliggere ai lettori, si rivela nondimeno indispensabile quando i media omettono tenacemente di esporre gli interessi privati delle personalità pubbliche. Oltre alla porosità fra due mondi che di buon grado descrivono sé stessi come distinti fra loro – se non addirittura opposti –, l’identificazione dei loro agenti doppi è necessaria per una buona comprensione del funzionamento dei mercati finanziari. Così, e al contrario di un’idea in gran voga, la finanza ha una faccia, o piuttosto molte (4).

Non già quella del pensionato della Florida o del piccolo azionista europeo, compiacentemente dipinti dalla stampa, ma piuttosto quelle di una oligarchia di proprietari e di gestori di ricchezze. Peyrelevade ricordava nel 2005 che lo 0,2 % della popolazione mondiale controllava la metà della capitalizzazione in Borsa del Pianeta (5). Quei portafogli sono gestiti da banche (Goldman Sachs, Santander, BNP Paribas, Société générale, etc.), da società d’assicurazioni (American International Group [AIG], Axa, Scor, etc.), da fondi di pensioni o d’investimenti (Berkshire Hathaway, Blue Ridge Capital, Soros Fund Management, etc.); tutti istituti che investono ugualmente capitali propri. Questa minoranza specula sul corso delle azioni, dei debiti sovrani o delle materie prime grazie a una gamma pressoché illimitata di prodotti derivati, che rivelano l’inesauribile inventiva degli ingegneri finanziari.

Lungi dal rappresentare l’esito «naturale» dell’evoluzione di economie mature, i «mercati» costituiscono la punta di diamante di un progetto che gli economisti Gérard Duménil et Dominique Lévy definiscono «concepito in modo d’accrescere i redditi delle classi superiori (6)». Un successo innegabile: il mondo conta ormai circa 63.000 «centomilionari» (che detengono al minimo 100 milioni di dollari), i quali rappresentano una ricchezza combinata di circa 40.000 miliardi di dollari (ovvero un anno del PIL mondiale). Irresponsabili diventati «saggi»Questa personificazione dei mercati può rivelarsi imbarazzante, tanto che talvolta è più comodo sfidare i mulini a vento. «In questa battaglia che si inizia vi dirò qual è il mio vero avversario», aveva tuonato il candidato socialista all’elezione presidenziale francese, François Hollande, in occasione del suo discorso del Bourget (Seine-Saint-Denis), il 22 gennaio scorso. «Non ha nome, non ha volto, non ha partito, non presenterà mai la sua candidatura, quindi non sarà mai eletto. Questo avversario è il mondo della finanza».

Attaccare i reali protagonisti dell’alta banca e della grande industria avrebbe ben potuto portarlo a fare il nome dei dirigenti dei fondi d’investimento, che decidono, pienamente consapevoli, di lanciare attacchi speculativi sui debiti dei Paesi dell’Europa meridionale. O ancora, a mettere in discussione i doppi ruoli di alcuni suoi consiglieri, senza dimenticare quelli dei suoi (ex) colleghi socialisti europei passati da una multinazionale all’altra. Figura [retorica] imposta dalla comunicazione politica, la denuncia dei «mercati finanziari», tanto virulenta quanto inoffensiva, è rimasta finora lettera morta.

Come Barack Obama, che accordò la grazia presidenziale ai responsabili americani della crisi, i dirigenti del Vecchio Continente ci avrebbero messo ben poco tempo per perdonare gli eccessi degli speculatori «avidi» che pure mettevano alla gogna. Non rimaneva allora nient’altro da fare se non ridorare il blasone ingiustamente imbrattato dei degni rappresentanti dell’oligarchia. Come? Nominandoli alla testa di commissioni incaricate di elaborare nuove regole di condotta! Da Paul Volcker (JPMorgan Chase) a Mario Draghi (Goldman Sachs), passando per Jacques de Larosière (AIG, BNP Paribas), lord Adair Turner (Standard Chartered Bank, Merrill Lynch Europe) o ancora il barone Alexandre Lamfalussy (CNP Assurances, Fortis), tutti i coordinatori incaricati di portare una risposta alla crisi finanziaria mantenevano stretti legami con i più importanti operatori privati del settore.

Gli «irresponsabili» di ieri, come toccati dalla grazia, si metamorfizzavano in «saggi» dell’economia, incoraggiati da media e intellettuali che, poco tempo prima, non avevano parole abbastanza dure per denunciare il sussiego e la cecità dei banchieri. Infine, non vi è più alcun dubbio che speculatori abbiano potuto trarre profitto dalle crisi che si sono date il cambio questi ultimi anni. Per questo l’opportunismo e il cinismo di cui danno prova i predatori in questione non deve fare dimenticare che essi hanno goduto, per realizzare i loro obiettivi, di connivenze ai più alti livelli dello Stato. John Paulson, dopo aver guadagnato più di 2 miliardi di dollari nella crisi dei subprime, della quale è il principale beneficiario, non ha forse ingaggiato l’ex patron della Riserva Federale, Alan Greenspan, già consigliere di Pacific Investment Management Company (Pimco, controllata da Allianz), uno dei principali creditori privati dello Stato americano? E che dire dei principali gestori internazionali di hedge funds: l’ex presidente del National Economic Council (sotto Obama) ed ex Segretario al tesoro di William Clinton, Lawrence Summers, è stato direttore esecutivo della società D. E. Shaw (32 miliardi di dollari all’attivo); il fondatore del gruppo Citadel Investment; Kenneth Griffin, originario di Chicago, ha finanziato la campagna elettorale dell’attuale Presidente degli Stati Uniti; quanto a George Soros, si è comprato le prestazioni del laburista lord Mark Malloch-Brown, ex amministratore del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo…La finanza ha le sue facce: da lungo tempo le si incrocia sui viali del potere.



(1) Jean Peyrelevade, Le Capitalisme total, Seuil - La République des idées, Paris, 2005, p. 37 et 91.(2) Anne Le Nir, «En Italie, Mario Monti réunit un gouvernement d'experts», 16 novembre 2011, www.la-croix.com; Guillaume Delacroix, «Le gouvernement Monti prêt à prendre les rênes de l'Italie», www.lesechos.fr, 16 novembre 2011.(3) Keith Dixon, Un digne héritier. Blair et le thatchérisme, Raisons d'agir, Paris, 2000.(4) Lire « Où se cachent les pouvoirs», Manière de voir, n° 122, avril-mai 2012 (en kiosques).(5) Jean Peyrelevade, Le Capitalisme total, op. cit. : 1 % des Français possèdent 50 % des actions.(6) Gérard Duménil et Dominique Lévy, The Crisis of Neoliberalism, Harvard University Press, Cambridge (Massachussets), 2011.(7) « Pierre Moscovici : "Ne pas avoir peur de la rigueur"», 8 novembre 2011, www.lexpress.fr_______________________________________________________

Da “Le Monde Diplomatique”, maggio 2012, pagg. 1, 4-5

domenica 27 maggio 2012

Syrian Arab News Agency on Houla's massacre

Car bomb in Syria.

The Syrian Arab News Agency (SANA) has said that 'armed terrorist groups' were responsible for the violence in Houla which reportedly killed 92 people.

Over the last few months many armed criminals have been arrested in Syria. Among these criminals there were 26 foreign Terrorists(many of the Al-Qaida members).

Reportedly, the terrorists are:
1. Suhail al-Saqasli - Nationality: Tunisian - Date arrested: 22 March 2012 - Charge: membership of Al-Qaida

2. Majdi al-'Iyari - Nationality: Tunisian - Date arrested: 28 March 2012 - Charge: membership of Al-Qaida

3. Muhammad al-Tarabulsi - Nationality: Tunisian - Date arrested: 29 March 2012 - Charge: membership of Al-Qaida

4. Usama Hadhli - Nationality: Tunisian - Date arrested: 28 March 2012 - Charge: membership of Al-Qaida

5. Walid Daffar - Nationality: Tunisian - Date arrested: 29 March 2012 - Charge: membership of Al-Qaida
VIDEO: http://www.youtube.com/watch?v=US8YvqqKV3c&feature=player_embedded




6. Sami Kamal - Nationality: Tunisian - Date arrested: 28 March 2012 - Charge: membership of Al-Qaida

7. Bilal al-Iyari - Nationality: Tunisian - Date arrested: 05 April 2012 - Charge: membership of Al-Qaida

8. Fahad Salih - Nationality: Libyan - Date arrested: 11 April 2012 - Charge: membership of Al-Qaida

9. Fadi Musa - Nationality: Lebanese - Date arrested: 12 December 2011 - arms, ammunition and narcotic pills into the country from Lebanon on behalf of armed terrorist groups in Syria.

10. Rida Bay - Nationality: Tunisian - Date arrested: 29 March 2012 - Charge: membership of Al-Qaida



VIDEO: http://www.youtube.com/watch?v=DkMm9okuJg8&feature=player_embedded



11. Muhammad Dayfallah - Nationality: Tunisian - Date arrested: 14 March 2012 - Charge: membership of Al-Qaida

12. Abu Bakr Bubtan - Nationality: Tunisian - Date arrested: 8 March 2012 - Charge: membership of Al-Qaida

13. Wisam Halimah - Nationality: Tunisian - Date arrested: 7 March 2012 - Charge: membership of Al-Qaida

14. Ramadan Sultani - Nationality: Tunisian - Date arrested: 7 March 2012 - Charge: membership of Al-Qaida

15. Muhammad May - Nationality: Tunisian - Date arrested: 7 March 2012 - Charge: membership of Al-Qaida

VIDEO: http://www.youtube.com/watch?v=_orfcGnaseE&feature=player_embedded



16. Abdulrahim Shibli - Nationality: Egyptian - Date arrested: 3 January 2012 - Armed terrorist who acted in concert with an armed terrorist group to attack army and security forces.

17. Ahmad Munaba'ah - Nationality: Jordanian - Date arrested: 3 August 2011 - Armed terrorist who acted in concert with an armed group to attack army and security forces.

18. Mas'ud Ghumah - Nationality: Tunisian - Date arrested: 8 March 2012 - Charge: membership of Al-Qaida

19. Wahid Fadil - Nationality: Tunisian - Date arrested: 8 March 2012 - Charge: membership of Al-Qaida

20. Bilal al-Marzuqi - Nationality: Tunisian - Date arrested: 28 March 2012 - Charge: membership of Al-Qaida
VIDEO: http://www.youtube.com/watch?v=i9gqq-FFgJM&feature=player_embedded



21. Haykal Tuwayti - Nationality: Tunisian - Date arrested: 10 March 2012 - Charge: membership of Al-Qaida

22. Uqbah al-Nasiri - Nationality: Tunisian - Date arrested: 02 April 2012 - Charge: membership of Al-Qaida

23. Amin Nasibi - Nationality: Tunisian - Date arrested: 01 April 2012 - Charge: membership of Al-Qaida

24. Muhammad Amir - Nationality: Lebanese - Date arrested: 19 October 2011 - Member of an armed group that attacked Syrian military and security personnel.

25. Ayman Maghribi - Nationality: Palestinian-Lebanese - Date arrested: 27 October 2011 - Armed terrorist who intentionally committed acts of destruction and murder in concert with armed groups; took up arms and attacked army and security personnel.

26. Ghazi Najm - Nationality: Lebanese - Date arrested: 22 December 2011 - Smuggling arms, ammunition and armed terrorist groups into Syria from Lebanon; participated in attacks against army and security services checkpoints.


Syrian Free Press

(http://aangirfan.blogspot.com.au/2012/05/houla-massacre.html)

Casaleggio Associati e Beppe Grillo … cosa diversa dai giovani onesti del Movimento 5 Stelle – Tutti i retroscena di una grande strumentalizzazione

Beppe Grillo


Lettere inviate e ricevute

…prima di tutto -è fondamentale- sappiate che io soffro a portare avanti quest’opera di sensibilizzazione alla corretta informazione e al cambiamento, per cui non crediate che io mi sia divertito a ricercare e compilare la documentazione di questa cosa perché non è così, è depressivo e stancante.. questa comprensione vi aiuterà forse ad essermi più vicini e solidali, anziché sfoggiare in automatico quell’ego e quell’orgoglio di appartenenza tanto fomentati dalla frammentazione sociale e dalla lotta di classe

la didascalia è lunga ma completa, se voi sostenitori del Movimento 5 Stelle preferirete per pigrizia o per convenienza non avere a che fare con queste informazioni, sarete colpevoli della continuità della condotta IRRESPONSABILE e COMPLICE con cui da decenni ci rechiamo alle urne; a tutti gli altri, per favore, fate almeno uno sforzo per informarvi, siate curiosi, critici, del resto le informazioni che spero state per consultare parlano da sole..

Premetto che io stimo i giovani ed onesti del M5S che si battono per il cambiamento, ma a questo punto mi chiedo se sappiano o meno dei Casaleggio e delle dinamiche aziendali che comporta questa e altre collaborazioni (anche se come scoprirete in seguito, lo stesso Movimento è un’ideazione dei Casaleggio Associati, che hanno lo scopo dichiarato di creare tendenze e correnti di pensiero che possano offrire un ritorno economico, ed aiutare le grandi imprese attraverso la rete ad intraprendere lo stesso percorso; ne parleremo tra poco)

Quelle che seguono sono critiche e preoccupazioni più che giustificate: giovani puliti e onesti del M5S, LIBERATEVI della tutela di ’sta sinistra “Casaleggio Associati”!!!!!!!!!… prima lo farete meglio sarà

cominciamo parlando della CASALEGGIO ASSOCIATI:

Gianroberto Casaleggio


«Tu hai bisogno di dire che siamo tutti uguali, perché così consenti al tuo fratello e socio Casaleggio di controllare la situazione». Con queste parole Michele Santoro, rivolgendosi a Beppe Grillo, ha aperto la puntata del 24 maggio 2012 di Servizio Pubblico»
VIDEO –> http://video.corriere.it/santoro-attacca-grillo/7c959030-a5d6-11e1-8ebb-5d15128b15be

sapete chi “cura” i siti di informazione in italia? indovinate un po’
–> http://youtu.be/ToBgJJuUNrM

se avete guardato tutto il video, si comincia a capire chi sono alcuni dei 5 fondatori della Casaleggio Associati; cominciamo con il più preoccupante così se non avrete voglia di leggere tutto almeno sarete infrormati sul peggio

“ENRICO SASSOON (uno dei 5 soci della Casaleggio) è stato per 8 anni, dal ‘98 al 2006 Amministratore Delegato della American Chamber of Commerce in Italy, una lobby di multinazionali in Italia. Uno studio del CIPI dice che le varie camere di commercio americane legate tra loro sono tra le più influenti lobby dell’Unione Europea”

Dal 2006 diventa DIRETTORE RESPONSABILE della rivista Affari Internazionali, con un Comitato Editoriale degno di nota, in cui figurano Mario Monti e Enrico Letta

Ecco un articolo sul sito di Affari Internazionali scritto di suo pugno con gli scopi dichiarati di questo “editoriale”, in realtà specchio della politica internazionale in ambito europeo

“AffarInternazionali nasce con una missione chiara e precisa: contribuire al dibattito nazionale e internazionale sulle scelte di politica estera dell’Italia. Questa rivista on-line vede la luce per iniziativa dell’Istituto Affari Internazionali, un ente privato di studi e ricerche che si è connotato dalla sua creazione, quarant’anni fa, a oggi per il suo impegno e la sua autorevolezza in Italia e all’estero, per le sue prese di posizione non ideologiche né partigiane, per la capacità di interagire con le istituzioni e con il mondo della politica e dell’economia con un approccio fortemente indirizzato all’individuazione dei problemi e alla loro risoluzione.

La rivista, però, non vuole solo rispecchiare i punti di vista di una singola, per quanto autorevole, istituzione, ma aspira a divenire un forum aperto a contributi di qualità di ogni provenienza, con l’esplicito obiettivo di influire in modo positivo alla definizione, e successiva attuazione, di una appropriata politica estera per l’Italia nell’ambito europeo e multilaterale.”
–> http://www.affarinternazionali.it/articolo.asp?ID=81

se tutto ciò non basta, ecco il colpo di grazia: un avo di Enrico Sassoon è direttamente imparentato con la famiglia ROTHSCHILD!

“Sir Philip Albert Gustave David Sassoon, 3rd Baronet, (MEMBRO DEL CONGRESSO DEL PARLAMENTO INGLESE) (4 December 1888 – 3 June 1939), was a British politician, art collector and social host.
Sassoon was a member of the prominent Sassoon family and Rothschild family. His father was Sir Edward Albert Sassoon, 2nd Baronet, MP, son of Albert Abdullah David Sassoon; his mother was Aline Caroline, daughter of Gustave Samuel de Rothschild.”
Wikipedia –>http://en.wikipedia.org/wiki/Sir_Philip_Sassoon,_3rd_Baronet

quest’ultimo è a sua volta imparentato con il capostipite della dinastia Sassoon, responsabile assieme al governo inglese del traffico di oppio in Cina
Wikipedia –> http://en.wikipedia.org/wiki/David_Sassoon

anche nel libro “Lavoro ed usura” di Ezra Pound a pagina 43 si legge così:
“Io suppongo che a quell’epoca dorata i Rothschild volevano comprare l’oro a buon mercato per poi rialzarne il prezzo a cime vertiginose. Allo stesso modo i Sassoon e i loro compari hanno approfittato del ribasso dell’argento.”

storia dei Sassoon e intrallazzi coi Rothschild
–> http://outforrhymes.forumfree.it/?t=60987400

Donald Sassoon, redattore del Guardian, scrive un articolo intitolato “A new world order? Fat chance.”
(Un nuovo ordine mondiale? Ghiotta possibilità”)
–>http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2008/dec/10/globalisation-creditcrunch

————————————————

cambiamo argomento, ecco una dichiarazione dalla pagina del neo-sindaco grillino di Sarego, Roberto Castiglion

“Oggi incontro con Casaleggio.
Una persona che veramente ne capisce di comunicazione.”

i commenti degli utenti sono pochi ma chiari, sanno chi sono i casaleggio, uno dice “vi hanno dettato la linea?”
–>http://foradalicojoni.altervista.org/_altervista_ht/Roberto_Castiglion_incontra_Casaleggio.jpg

in effetti è successo in passato che i fratelli Casaleggio presiedessero insieme a Grillo un’assemblea piemontese del M5S, e ad un certo punto hanno presentato e nominato 4 persone a ricoprire ruoli tecnici nel Movimento, che poi si sono rivelati invece ruoli POLITICI;

Davide Bono, consigliere regionale in Piemonte e già candidato del M5S alla presidenza della Regione esprime le proprie obiezioni:
“Strappo il microfono alle 14.30 chiedendo lumi: chi ha deciso chi e se sono ruoli tecnici o politici? Mi si risponde che se qualcuno del territorio me lo chiede devo mandarlo a fanculo.”

i vari M5S locali esprimono le loro perplessità:
“Che ci stia prendendo tutti per il culo?” scrive il M5S di Sesto San Giovanni, e non è isolata quest’opinione.-

(trovate tutto il resoconto della faccenda qui sotto, con link al forum del 5 stelle piemontese in cui si tengono le discussioni)
–> http://www.giornalettismo.com/archives/131056/il-golpe-della-casaleggio-e-di-beppe-grillo-sul-movimento/

————————————————

ecco un video direttamente della CASALEGGIO ASSOCIATI che rappresenta una loro ideale visione del futuro, solo chi non ha tutte le rotelle apposto può dire cose come “le solite cazzate da complottista”
–> http://youtu.be/JodFiwBlsYs

vi cito uno o due spezzoni per invogliarvi alla visione e alla COMPRENSIONE di questa spiacevole faccenda
“2018: il mondo è diviso in due aree maggiori, l’ovest con la democrazia diretta e libero accesso ad internet, China, Russia e il Medio Oriente con una dittatura Orwelliana e l’accesso ad internet sotto controllo
2020: inizio della terza guerra mondiale che durerà 20 anni”
2054: prima elezione mondiale in rete per un governo mondiale chiamato Gaia che verrà eletto”

Grillini, per ora la gente non vi supporta pienamente perché “intuisce” che qualcosa di losco c’è.. io e tanti altri faremo in modo che la gente SAPPIA perché non deve avere a che fare con il M5S.. o SPAZZATE VIA la gestione privatistica e massonica che avete sopra la testa, dimostrandoci di essere persone con le palle anche senza Grillo che è praticamente l’UNICO che può andare in televisione e che dà notorietà a tutti voi sconosciuti, o VI TIRATE INDIETRO dal movimento e supportate una causa più genuina..

ci sarebbe molto altro da dire, non credete.. documentazioni, dossier, audio, video.. didascalia in aggiornamento

Joe Fallisi


Joe Fallisi


http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/91668
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http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/95164
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http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/95178
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http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/95698
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(https://www.facebook.com/joe.fallisi)

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Mio commento:

Caro Joe, molto interessante ed importante questa tua ricerca… come al solito sei uno che riesce a scovare le cose più segrete nei meandri del Web (da buon Topo)… (P.D’A.)

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La difesa del Casaleggio - Afferma Gianroberto Casaleggio: “Non sono mai entrato nell'ambito dei programmi delle liste, né ho mai imposto alcunché. A chi mi ha chiesto un consiglio l'ho sempre dato, ma in questo non ci trovo nulla di oscuro. Mi hanno attribuito dei legami con i cosiddetti poteri forti, dalla massoneria, al Bilderberg, alla Goldman Sachs con cui non ho mai avuto nessun rapporto, neppure casuale. Dietro Gianroberto Casaleggio c'è solo Gianroberto Casaleggio. Un comune cittadino che con il suo lavoro e i suoi (pochi) mezzi cerca, senza alcun contributo pubblico o privato, forse illudendosi, talvolta forse anche sbagliando, di migliorare la società in cui vive. Sono stato definito il «piccolo fratello» di Beppe Grillo, con riferimento al Grande fratello del romanzo «1984» di George Orwell. È evidente che non lo sono. La definizione contiene però una parte di verità. Grillo per me è come un fratello, un uomo per bene che da questa avventura ha tutto da perdere a livello personale. Per il resto, «Honi soit qui mal y pense»”

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Commenti sul Grillo e Casaleggio editori, raccolti sul web: “...non c'è foglia che si muove se "loro" non vogliono. Che grillo era massone si sapeva da tempo...... il suo editore è la Casaleggio associati (partner jp morgan) a spaventarmi... o il fatto che grillo da quando ha questo editore non parli più di signoraggio e dei famosi BANKSTERS di cui parlava una volta (e con cui ora va fuori a cena...) . Sappiamo che secondo le statistiche, il 90% dei contenuti WEB è creato dal 10% degli utenti, detti "influencer" cioè esistono delle persone che influenzano le altre creando dei contenuti. Queste persone sono gli Influencer. Quando si cercano delle informazioni in rete o è integrata nel sito dell'influencer o è creata direttamente da esso. Queste persone gestiscono la comunità online (da Webcolumn) - Gli influencer di Domenico Casaleggio mika che non l'hanno detto. Fanno tutto sotto la luce del sole. Sperare che Grillo salvi l'Italia è come desiderare di morire all'istante anziché tra atroci sofferenze. Il risultato non cambia. Bisognerebbe fare anche una classifica degli anti-anti complottisti. Sono i grillini che non sanno cosa fanno, intanto li ha tenuti parcheggiati li da un anno prima del Vday, avrebbero potuti diventare un vero movimento di protesta, se soli, ma hanno bisogno delle baby sitter seguono il gregge come pecore, la storia della Casaleggio la conosciamo tutti..."

sabato 26 maggio 2012

....è stato un piacere... incontrare Eugenio Benetazzo a Udine - E commento salace di Antonio Pantano



Buongiorno Paolo, ieri sera sono andata con alcuni amici a sentire Eugenio Benetazzo qua a Udine.

Devo dire che è stato molto interessante e piacevole, oltre che un esperto in materia economica-finanziaria bisogna riconoscere che è un "ragazzo" (fisicamente non sembra un quarantenne) molto carino e ha dimostrato di saper essere anche simpatico ed estremamente adattabile.

In sintesi ha dichiarato che secondo lui non ci sono soluzioni all'attuale situazione che sta devastando l'italia e gli italiani, quindi armarsi fino ai denti di pazienza e chi non riesce ad arrivare a fine mese si prepari perchè prossimamente sarà ancora peggio!

La sua capacità di rimanere obiettivo ed emotivamente distaccato è sorprendente.
Una visione la sua che manca però di quel contatto umano che ha fatto di alcuni dei grandi uomini, significativi per la storia di questo pianeta e le sue creature.

Peccato, peccato.... è stato molto bravo nell'affermare se stesso chi sa se riuscirà a salvare le sorti di qualche poveraccio....

Cmq bisogna dirlo in friuli è arrivato ospite e senza chiedere un centesimo.
Bontà o popolarita? non ha importanza,non per noi.

Mi sono fermata ad ascoltarlo anche a conferenza finita, intorno a un chioschetto.

Vederlo in mezzo al popolo friulano composto da molte varietà di individui mi ha fatto proprio sorridere .... a vederlo lui così piccolino e perfettino parlare con una persona che sembrava avesse bevuto un litro di birra, che per comunicare meglio gli metteva le mani sul petto e Benettazzo che non solo non si indispettiva ma si è reso disponibile con tutti imitando i buffi modi per una maggiore integrazione (o popolarità?).

Ci ha promesso che tornerà a dicembre per parlare dei danni provocati nell'economia che derivano dai mangiatori di carne.

Ci sarò sicuramente, da buona vegetariana.
Lo aspettiamo con gioia e come ho avuto l'occasione di dirgli "è stato un piacere".

Sara Laurencigh


Altro articolo in tema: http://paolodarpini.blogspot.it/search?q=eugenio+benetazzo


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Commento specificato di Antonio Pantano:

Caro Paolo,
seguo da lungi il Benetazzo da tempo, perché sedicente esperto in economia, e perché vicentino (mio padre nacque a Lonigo!).

L’ho ascoltato due settimane fa’ presso la bellina Costamagna Luisella (Robinson – RAI TV 3), in trialogo con Fuksas (che fu mio amico 50 anni fa’ ed ho reincontrato 4 anni or sono), che pensa a far miliardi con le “nuvole” e di finanza sa NO, e l’Alemagno (frequentatore di casa mia a Castelrotto in vacanza, poi … da me discostato!) che la tasca ha piena.

In modesta carega il Benetazzo sciorinò dati da “aggiornato” (vilipedia ed oltre! Vecchio sistema copia/incolla!), ma pontificò la bestialità tipica del bocconiano saccente ed incapace di critica oltre le banalità : “Chi ha contratto mutui bancari per 30-40 anni SBAGLIO’ perché non seppe prevedere i rovesci futuri e la sua conseguente incapacità ad onorare gli impegni! Le banche non possono fare beneficenza! E i debiti si DEVONO pagare!”. E a tali insolvenze il Nostro addebitò la crisi americana e mondiale VIGENTE!

Affermazione da USURAIO! Tipica di chi NULLA CAPISCE e non sa vedere che viviamo in artificiosa bolla speculativa organizzata dai MEGA USURAI, al, solo scopo di creare monopoli dei quali essere PADRONI! Identica storia del 1929! Che, però, non toccò l’Italia, lontana dalle speculazioni e forte di una legge bancaria (1926 e 1936) voluta dal “bieco regime del tempo”!

Infatti il desso, accattivante, IGNORA LA NATURA DEL DENARO! Questo è DELLO STATO (cioè dei cittadini!), e viene “concesso” in gestione alla banca centrale.
Purtroppo, per furfanti alla Ciampi-Amato-Dini-Carli-Prodi-Draghi-Berlusca ed ora Monti, la banca centrale si appropriò della “sovranità” sul denaro, e prestandolo allo Stato indebitandolo, lo centellina e presta anche al GIOVINE che poi “gode” (soffrendo, ora!) del mutuo bancario. Il Giovine ignora che a lui viene dato in prestito, ad interesse lucroso, il SUO DENARO! E, secondo il “profeta Benetazzo” è anche colpevole delle recessioni finanziarie, dell’eventuale sua disoccupazione, e DEVE SUICIDARSI se non fosse in grado di restituire interessi altissimi e capitale (che è SUO!).

Spiego!
IL DENARO E’ DOVERE SOCIALE! L’ho scritto anche alla Costamagna, ma lei sa essere bellina e deve pappagallare le scemenze per sopravvivere in TV. Ergo: NON raccolse e NON RISPOSE!

Come risolvere il problema?

Le banche DEVONO gestire i risparmi (il denaro è dei cittadini!) erogando MUTUI, con garanzie sul futuro, cioè curando che il percettore restituisca, con interessi simbolici, il capitale nel tempo, SENZA ESSERE VESSATO! Restituisca allo Stato ed ai cittadini, cioè a sé stesso! Ma CON COMODO! Lo STATO siamo NOI!

Non si obietti che le banche non avrebbero guadagni! Solo gestendo per un minuto masse di miliardi di euro esse traggono vantaggi! Considera i “gettoni miliardari” per gli inutili presidenti ed amministratori! E le spese faraoniche, incontrollate, per agenzie e sedi!

Cari saluti VERONESI, Antonio Pantano
(Scuola di “Valori giuridici e monetari”, creata da Giacinto Auriti)




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Replica di Sara Laurencigh: "...cosa c'è di male se mi è simpatico? poi tra dire questo e diventare una sua "adepta" ce ne passa... tantè che nel riportare la conferenza sono stata molto sbrigativa, invece mi sono dilungata nell'esprimere una simpatia.... ma se questo da fastidio all'amico veronese forse farebbe meglio a lavorare sull'invidia e lasciar perdere un attimo Benetazzo.
Rilassiamoci per favore..."

venerdì 25 maggio 2012

Stati Uniti d'Europa, o frullato singolo? - Una domanda a Beppe Grillo.. che attende risposta




Caro Beppe Grillo,

documentandoci per capire le cause che ci hanno portato alla crisi, possiamo comprendere come tutto nasca dal sistema finanziario che è stato escogitato a livello europeo.

Lo affermi tu, ma lo spiega nella decuncia l'Avv. Musu a Napolitano e a Monti (non è l'unico avvocato ad averli denunciati in Procura), ma anche l'economista Claudio Borghi, il docente di filosofia del diritto Paolo Becchi o Lidia Udiemi studiosa di diritto ed economia. Chiariscono quale sciagura abbia costituito la perdita della sovranità politica e monetaria (trattato di Lisbona) senza che contemporaneamente sia stato realizzato uno Stato Federale Europeo.

Per questo motivo l'Euro sta indebitando i Paesi che vi hanno aderito. E’ come se l’Italia fosse costituita da “Regioni Stato”, tutte utilizzanti la stessa moneta, ma aventi economie completamente diverse. In questa situazione le economie più deboli sono destinate a soccombere.

A guadagnarci, da questa situazione, sono le banche private, che sembrano essere il potere invisibile che decide la politica europea: la BCE in primis (che detta la politica economica degli Stati) e le Banche commerciali. In questo meccanismo infernale il potere economico europeo decide sulla politica nazionale. Ed ecco che nasce anche il MES (altro discutibile strumento).

Dopo che i popoli europei si sono sterminati a vicenda sulle trincee delle guerre più mostruose del '900, mi sembra che una loro integrazione in uno Stato Federale costituirebbe la soluzione migliore per garantire una pace duratura nel Continente.

Ritengo che l'attuale unione monetaria, con la mancata unione politica e fiscale dell'Europa, abbia portato ad una moderna forma di guerra tra i popoli europei (non guerreggiata, ma non meno esiziale). In queste condizioni concordo pertanto anche io sulla necessità di uscire dall'Euro al più presto. E sarebbe la soluzione più facile e sbrigativa! Per la Grecia sarebbe una tragedia, ma forse per l’Italia sarebbe anche un vantaggio.

Da quell’inguaribile idealista che sono preferirei però optare per la "soluzione B", quella che cita anche l'economista Claudio Borghi, nella sua intervista, cioè quella degli "Stati Uniti d'Europa". Si tratterebbe senz’altro di una soluzione più difficile da realizzare e che non farebbe affatto piacere alla Merkel (che continua ad opporsi strenuamente agli Eurobond), ma credo che potrebbe essere perseguita se solo i popoli potessero dire la loro. E mi sembra che le ultime elezioni nel NWR, con la "batosta" assestata alla Merkel, dimostrino come anche i Tedeschi l'abbiano capito.

Non pensi che, invece di proclamare la necessità dell'uscita dall'Euro, sarebbe meglio proclamare quella di realizzare una maggiore integrazione europea (gli Stati Uniti d'Europa), fondata sui popoli e non sulle banche?


Mi piacerebbe sapere cosa pensi dell'idea.

Un abbraccio,
Paolo Ercolani


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Mio commentino: "Caro Paolo, dubito che ti arriverà una risposta, Paolo"


Replicuccia di Paolo: "Caro Paolo, se mi arriva te lo farò sapere, Paolo"


..................


Commento di Rosario Pagano: "Assistiamo ogni giorno a forme di razzismo tra stati, banche che dei popoli se ne fottono altamente per non parlare di quel razzismo presente anche all' interno degli stessi stati vedi da noi la questione meridionale, allora mi viene da pen...sare che l'uomo non e' predisposto ad essere umano figuriamoci pronto ad aiutarsi all' interno di un unione di stati quindi, riprendiamoci la nostra identita' le nostre professionalita' le nostre capacita' indiscusse uniamo a queste tutte quelle iniziative che ci permetterebbero di sfruttare le bellezze naturali e le ricchezze della nostra terra e non permettiamo a nessuno di venire ad imporci condizioni. Abbiamo dato prova di grande democrazia anche rispetto a condizioni economiche che in altri paesi hanno causato conflitti quindi ritorniamo ad essere fieri di essere ITALIANI e chi ci vuole venga a trovarci ed a pagarci tanto se riflettiamo tutto quello che ci serve e che ci fanno credere dobbiamo per forza importare per far arricchire un po' di bastardi , siamo in grado di produrcelo da soli compresa l'energia..."


Mia rispostina: "In passato abbiamo avuto esempi di integrazione, vedi il periodo dell'impero romano, in cui l'identità culturale dei popoli era comunque salvaguardata e protetta dallo stato. L'importantante sarebbe poter garantire e rispettare le "differenze". D'altronde forti differenze esistono nella stessa Italia.. e dire che noi siamo italiani è quasi una forzatura, rispetto alle disparità presenti nello stivale... Quindi perchè non tentare la via degli Stati Uniti d'Europa? Le autonomie locali dovrebbero comunque essere sancite a livello di "bioregioni" e non di regioni "politiche" come quelle attuali, che sono un accrocco senza omogeneità culturale e biotipica...."

Considerazioni di un giovane sulla condizione vitale e considerazioni di Franco Farina sul momento presente

Scia d'amore e di pace


Caro Paolo D'Arpini, ho pensato subito a te leggendo lo scritto inviatomi oggi da un mio ex alunno.... Te lo invio, sicura che ne apprezzeri sensibilmente i "contenuti" sottilmente espressi e "non"! Un caro abbraccio
Antonella Pedicelli


Cara professoressa,

Ancora una volta mi ha aperto la mente con queste poche parole, io ho sempre detto che se ci fosse un pulsante per spegnere i pensieri, per trasformarsi, io lo
schiaccerei subito. Il fatto è che mi sono sorpreso quando ho capito che questa
frase ha anche altri significati, come ad esempio: sono disposto a fare di tutto
per cambiare, tranne che cambiare! oppure vorrei che qualcuno o qualcosa produc
a il cambiamento in me! certo che volendo una cosa del genere non si arriva lont
ano, eppure io ero convinto che quello che volevo di più era illuminarmi. Eviden
temente, non è così, se non sono disposto a cambiare di una virgola per farlo. T
utti vorrebbero spingere dei pulsanti e vedere i propri desideri avverarsi uno p
er uno, ma non è possibile. Ho vissuto la vita in una totale mancanza di libertà
, sotto l'autorità di tutto e di tutti, e la mia volontà spariva lentamente, mi
sentivo vittima di tutto e di tutti.

Adesso almeno una cosa è cambiata, non sono più vittima di nulla e di nessuno. e
ssere vittima è un inferno di tormenti di rabbia di schifo.

Per me, ammettere di essere la vittima più schifosa di questo pianeta mi ha camb
iato la vita. Mi ha reso più responsabile. E mi ha dato più voglia di viere.

Convivo adesso con le mie giganti fobie, ma qualcosa è cambiato, ho capito che s
ono mie e solo mie nessuno le determina, convivo con loro più serenamente. Ho im
parato ad accettare di essere schiavo di me stesso,perchè non sono mai stato sch
iavo di qualcosa che non sia io, e dunque non sono vittima. e quando sarò pronto
mi libererò anche di queste paure e di queste convinzioni che mi rendono una pe
rsona di poco valore. è facile e consolante essere vittima quando hai tutti i ra
pporti che vanno a rotoli, quando le case bruciano, quando la vita è piena di fa
llimenti, ma il dato di fatto è che sono io che desidero questo, e quando riusci
rò a desiderare qualcosa di diverso allora la mia vita cambierà totalmente. Per
il momento accetto e sono felice di quello che ho, di quello che sono, perchè bi
asimarmi non serve che a peggiorare la situazione, a perseverare in essa. Sono c
ontento della consapevolezza che ho adesso, ancora poca ma c'è, e ci sono sempre
meno motivi per arrabbiarsi, non sono più vittima di nulla e di nessuno, per quale motivo arrabbiarsi? Per quale motivo esssere tristi?

In ogni caso sono molto più sereno. Quando mi perdo nelle paure, nelle incertezz
e, nell'angoscia, nella rabbia, mi ricordo di questo, e mi passa. Mi rendo conto
che fino a che continuerò a mentirmi ci sarà da soffrire, e tutto passa. E mi ricordo di quel detto secondo cui raccogli quello che hai seminato, mi metto l'anima in pace rendendomi conto che lo schifo che raccolgo l'ho seminato io. E non
è roba da poco, perchè non sono più vittima, e non mi arrabbio per quello che raccolgo. La prossima volta cercherò di seminare qualcosa di migliore. Nessun altro semina nel mio giardino, è inutile che me la prendo con altri.

A presto proff


...................

Considerazioni. Visto il momento.

Certe volte nella vita non tutte le pagine che scriviamo son belle.
Ci svegliamo volendo fare un capolavoro e creando qualcosa di molto bello.
E poi ci accorgiamo che quello che stiamo creando prende una piega indesiderata.
Un po’ come il dipinto che ce lo immaginavamo così bello e poi non esce come vogliamo.
Quindi cosa facciamo?
Strappiamo questo libro?
Distruggiamo la tela su cui dipingiamo?
Diamo un saluto a quella pagina o a quella tela mal riuscita senza troppo rancore e giriamo pagina.
Una nuova pagina bianca o una nuova candida tela.
Riprendiamo a scrivere e dipingere la prossima puntata di questa storia.
Una storia che viviamo insieme.
Non importa se siamo ai capi opposti del pianeta ma è una storia che viviamo insieme perché siamo tutti in questo eterno momento che è il presente. In una certa forma siamo tutti in comunicazione ed entrambi contribuiamo a creare questo presente.
Desiderato voluto o rifiutato ma in qualche modo contribuiamo a creare questo momento presente. Non siamo una nullità persa nell’infinito ma siamo gli attori che recitano su questo palcoscenico.
Ciò che pensi ha valore, ciò che decidi oggi contribuisce a creare il tuo domani, e ciò che fai crea sempre un effetto, bello o brutto che sia.
Non sottovalutarti mai.
Franco Farina

giovedì 24 maggio 2012

Verona Romana - "Qualcosa su Verona me la fate dire?"

Teatro Romano di Verona, ai piedi del Colle di San Pietro

Qualcosa su Verona me la fate dire?

Si dice "il primo amore non si scorda mai" ed è vero. La prima città che ho sentito mia, che ho intimamente amata ed in cui, malgrado tutto, mi son sentito accolto, è stata Verona. Qualcuno potrà obiettare "ma come, non sei nato a Roma? Non hai amato Roma?".. E no, non l'ho amata, l'ho sempre sentita un luogo ed una comunità estranea, almeno sino al 1974, anno in cui -da poco tornato dal mio primo viaggio in India- sentii che qualsiasi luogo potesse essere la mia casa.. Fu allora che riconobbi Roma. Ma ciò avvenne solo perchè non facevo altro che meditare tutto il giorno e girovagare a piedi nei luoghi più magici della città eterna.

Con Verona è stata un'altra cosa, fu un abbraccio emozionale, quando la scelsi come mia dimora, ero adolescente, scappavo da Roma e volevo vivere in un modo libero e umano. Ed a Verona, trovai quel che cercavo, luoghi a misura d'uomo, amicizie, amori... Certo venivo sempre etichettato come "terrone".. ma dagli amici con un sorriso e dai nemici con "timore". Tant'è che in tutti gli anni in cui vissi a Verona, in cui vi impiantai le basi di un vivere libero e fuori dagli schemi, continuai a parlare con un leggero accento romanesco, così per sfizio, per "vezzo" come dicevo allora.

Ovviamente la parte di Verona che maggiormente amai ed in cui soggiornai più piacevolmente fu proprio la parte antica, quella che portava ancora la memoria di Roma. Il "Circolo Ex", la mia prima associazione, ed una delle primissime in Italia, in cui si celebrava la vita, la cultura, l'arte e la trasgressione in tutti i sensi, aveva sede in Piazzetta San Marco in Foro, quello cioè che era stato il Foro Romano.

Beh, qui però mi fermo non voglio raccontare troppo per non perdere di vista l'argomento dell'articolo che segue.

Paolo D'Arpini


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Il piano di fondazione di Verona Romana


Umberto Grancelli ne Il Piano di fondazione di Verona romana svela il volto dimenticato e sconosciuto di una città magica, espressa dalle proprie misure sacre, dagli antichi riti, dagli allineamenti astronomici, ma, soprattutto, lasciando che le pietre stesse ci parlino, oltre le scontate geometrie legate al cardo e al decumano, sebbene la forma reticolare colpisca al primo sguardo e le strade principali seguano gli assi cartesiani dove l’organismo cittadino ordinario troverà la sua forma palese.

Spingendosi più in profondità, una geometria occulta ci è allora lentamente svelata, concepita per restare immutata nei secoli, così che nessuno ha potuto scalfirla, tenendosi sottotraccia e mantenendo l’equilibrio dell’eterna tensione del cerchio e del quadrato. La parte “razionale”, lineare e allineata della Verona romana, è quella sviluppatasi dentro l’ansa protettiva dell’Adige, così che la città conosciuta e quella sconosciuta convivono: una dentro l’ansa, disposta a reticolo e l’altra, quella sacra, che è connessa alle forze delle origini e trova la sua sede sul colle di S. Pietro, dov’è il “palatium” del potere, il luogo della forza spirituale, dove il cielo comunica con la terra.

Attraverso punti riconducibili ad un disegno mandalico, ripresi successivamente anche da templi cristiani, Verona, come ogni altra “Città antica”, ci appare composta non solo di assi reticolati, ma anche di cerchi e di allineamenti tuttora rintracciabili e fissati sul “cammino” annuale del sole. Lentamente, ci è svelata una città incantata, in cui è vivo l’eco dell’incontro fra la sapienza dell’oriente e quella dell’occidente. Si tratta sempre della città come luogo fondato su principi eterni e trascendenti, frutto di conoscenze immemorabili, per lo più a noi sconosciute, secondo l’incessante alternarsi della luce e del buio, del solare e del sotterraneo.

Il colle di San Pietro con i suoi pozzi e le sue cavità, con il teatro ai suoi piedi, è la montagna sacra cui tutta la città si volge; forse è qui che si tracciò il pomerio, come nella fondazione di Roma (segnato da un fulmine inviato dalla divinità più alta), con l’aratro mosso da due buoi, uno di manto bianco e l’altro nero; un aratro a versoio, che in qualche museo dell’Etruria è ancora possibile vedere, con l’ala di bronzo che permetteva alla zolla mossa di essere capovolta, in maniera che il sotto diventasse il sopra e viceversa.

Liturgie rituali e tradizionali erano indispensabili per creare la città antica, secondo gesti compiuti non solo per delimitare, ma anche per orientarne la fondazione nel senso del cammino annuale del sole e verso le stelle o le costellazioni, che da sempre, peraltro, hanno determinato gli atti umani fondamentali. Non esiste cattedrale che non abbia il suo zodiaco e non fanno eccezione le principali chiese di Verona, la Basilica di San Zeno e il Duomo, che conservano pareti istoriate con queste dodici figure. Le stesse cattedrali sono la continuazione medioevale di questo sapere arcano, come Fulcanelli ha ricostruito nel suo Mistero delle Cattedrali.

Vivere, morire e rinascere; la morte è effettivamente un passaggio, un cambiamento di stato. Analogicamente, anche ogni città ha una sua individualità, è una creatura, un organismo che nasce e muta in un costante divenire. Il colle di S. Pietro era l’acropoli veronese, dove più alto sorgeva il tempio dedicato al dio Giano, che chiudeva e apriva ogni ciclo; due facce opposte di una divinità indivisibile che incarna il mistero dell’uomo come unità viva e creatrice, composta di aspetti contrastanti e complementari, che si influenzano vicendevolmente.

Non a caso Ops Consiva è la paredra di Saturno, ma anche consorte di Giano, ed è una divinità femminile preposta alla fertilità, alle acque sorgive e feconde, ai granai e alla conservazione del farro, base alimentare dei romani, grano particolare selezionatosi nel Lazio e legato anch’esso ai misteri del pane, alla morte e alla resurrezione. Già gli egizi solevano ricoprire il dio dei morti Osiride di cariossidi e farle germinare, perché il grano deve trasformarsi fino a morire e, infine, germinare nelle viscere delle madre terra, perché solo cosi potrà diventare nutrimento gli uomini. Ancora il pane era legato intimamente ai Misteri Eleusini come il vino era legato ai Misteri di Dioniso, e nella messa cattolica ritroviamo questi medesimi alimenti, per quanto ulteriormente trasfigurati in “carne” e “sangue” del Cristo.

Il colle di San Pietro è l’inizio e la fine di un viaggio eternamente ciclico, di morte e di rinascita, dove i volti di Giano posti sulla soglia osservano in opposte direzioni la partenza e l’arrivo. Questa divinità italica, come l’apostolo Pietro, è munita di chiavi per aprire o chiudere la porta della salvezza. Umberto Grancelli ci ha aperto le porte e accompagnato verso un altro orizzonte della conoscenza, ma anche verso la speranza che una parte di noi stessi, seppur piccola, troverà la liberazione eterna.

Luigi Pellini



Paolo D'Arpini quindicenne in cima al Colle di San Pietro a Verona (Vedi anche: http://saul-arpino.blogspot.it/)


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Commento ricevuto:

Il mio editore veronese -Giovanni Perez, nato a Napoli ma a Verona dalla nascita, edizioni "Vita Nova"- pubblicò nel 2006 "Il piano di fondazione di Verona romana" di Umberto Grancelli, pagg. 196 e nel 2009 "Verona.Origini storiche e astronomiche" di Adriano Gaspani, pagg.184.

Sempre interessato alla mia citta natale! Ove si è dimenticato il 18 maggio il 70° anniversario della morte di Angelo Dall'Oca Bianca, col quale mio padre ebbe amicizia (possiedo un vasto epistolario) dal 1922.
Ricordo di aver partecipato ai funerali del Pittore, accompagnando mio padre: avevo meno di 4 anni!

Ma ogni volta che sono a Verona visito la sua tomba, al centro dell'omonimo villaggio per i poveri da lui fatto costruire dal 1936, oltre quella di Umberto Boccioni, adiacente a quella dei miei nonni, e non lontana da quella della Madre di Dall'Oca.

Antonio Pantano