martedì 31 gennaio 2012

Ricette vegane... per godere senza far soffrire!


Per un menù senza crudeltà solo ricette di cucina vegan.

Tutte per 4-6 commensali. La composizione, tutta vegetale, che proponiamo si svolge - con la verde incursione messicana del guacamole – sul leitmotiv della cucina mediorientale, espandendola fino a comprendere un piatto tradizionale della marca trevigiana, propaggine interna della Serenissima, secolare porta dell'Oriente e delle spezie.


[hummus con cruditèes]
250 gr di ceci lessati, 2 spicchi d'aglio

2 cucchiai di tahina, 1 limone

1 mazzetto di prezzemolo

1 pizzico di peperoncino o paprika

2 cucchiai di olio extravergine di oliva, sale
Mettere nel frullatore i ceci, la tahina, il succo di limone, gli spicchi d'aglio pestato, un paio di cucchiai d'acqua e il sale. Frullare a bassa velocità fino ad ottenere un composto omogeneo abbastanza denso. Servire in
una ciotola decorando con prezzemolo tritato, un pizzico di peperoncino o paprika e un filo di olio extravergine d'oliva. Preparare finocchi, carciofi, carote, sedano, cipollotti, mela verde

[guacamole con crostini]
2 avocado maturi, succo di 1 limone, 2 spicchi d'aglio schiacciati

2 cipolle tritate finemente, 2 pomodori grossi spellati e tagliati a dadini

pepe nero, coriandolo fresco

Tagliare a metà gli avocado. Togliere i semi e mescolare la polpa insieme al succo di limone, finché diventa una crema. Aggiungere gli altri ingredienti, mescolandoli nel mixer per pochi secondi. Servire su pane tostato, una fetta
tagliata in quattro parti.

[lasagne al radicchio trevisano]
Lasagne bianche (senza uova) 250 gr.

brodo vegetale 300 ml

Farina di soia 50 gr

Olio di girasole 6 cucchiai

4 cespi di radicchio trevigiano

1 cipolla,

Vino rosso, 30 ml.

Uvetta

Pinoli

Noce moscata

Olio extravergine d'oliva

sale e pepe, q.b.

Tagliare il radicchio lavato a striscioline. Tagliare finemente la cipolla e farla appassire per pochi minuti in un tegame con un filo d'olio. Versare 1/2 bicchiere d'acqua e cuocere per 10 minuti. Unire il radicchio. Salare e cuocere a fiamma alta per 2 minuti, mescolando spesso. Irrorare con il vino, ridurre la fiamma e coprire, lasciando cuocere per 15 minuti. A cinque minuti dal termine della cottura aggingere una quindicina di pinoli ed un pugno di uvetta. Mettere in un tegamino l'olio di girasole. Aggiungere la farina di riso. Mescolare fino ad ottenere un impasto liscio e dorato, versare il brodo vegetale continuando a mescolare. Aggiungere un pizzico di noce moscata. Portare ad ebollizione e cucinare per tre minuti. La besciamella deve risultare cremosa ma non troppo densa.
Mettere il radicchio cotto in una zuppiera, aggiungervi, mescolando con delicatezza 2/3 della besciamella preparata. Ungere una teglia. Lessare le lasagne, in due o tre mandate. Sgocciolarle e stenderle su canovacci da cucina.
Adagiare nella teglia, a strati, le lasagne, la besciamella con il radicchio. Ripetere fino ad esaurimento degli ingredienti. Concludere con uno strato di lasagne e coprire con la besciamella rimasta. Cospargere con pane grattuggiato. Infornate a forno già caldo a 220°C. per 15 min.

[quiche mediterranea]
1 confezione di pasta sfoglia surgelata

1 carota tagliata a fettine sottili

2 zucchine tagliata fettine sottili

1 peperone giallo o rosso tagliato a striscioline sottili

6 olive nere snocciolate tagliate a rondelle

qualche filetto di pomodoro spellato

un peperoncino e uno spicchio d'aglio

sale e pepe

Lavare e tagliare le verdure (non le olive). In una padella versare 4 cucchiai di olio, far rosolare l'aglio e il peperoncino, aggiungere le verdure e farle rosolare a fuoco vivo per 10 minuti, mescolando spesso. Unire le olive, salare e pepare. Foderare con la pasta sfoglia una teglia leggeremtne unta, del diametro di 24 centimetri. Bucherellare il fondo con la forchetta. Coprire la pasta con le verdure saltate e passare in forno a 200 gradi per 25 minuti. Lasciare intiepidire prima di servire.

[insalata di arance e capperi giganti delle eolie]
2 arance dolci abbastanza grandi o 3 piccole

Capperi delle Eolie o di Pantelleria sotto sale, un manciata

Olio extravergine d'oliva

Sale

Sbucciare le arance e tagliarle a fettine sottili, dividendo ogni fettina in due mezzelune. Metterle in un'insalatiere, aggiungere i capperi ben risciaquati. Mescolare e condire con olio e sale. Servire subito.

[falafel]
400 gr di ceci, 1 cipolla tritata

1 mazzetto di prezzemolo tritato, 2 spicchi d'aglio

2 cucchiaini di cumino, 1 cucchiaino di coriandolo macinato

olio extravergine d'oliva, 1 pizzico di pepe, sale

Scolare e togliere le bucce ai ceci dopo averli lasciati in ammollo per 24 ore. Mettere nel frullatore i ceci, la cipolla, l'aglio, il prezzemolo, il coriandolo macinato, il cumino, un pizzico di pepe e il sale. Frullare fino ad ottenere un impasto fine ed omogeneo. Lasciare riposare in frigo per 1 ora. Con il composto formare quindi, delle polpette medie e dorarle nell'olio bollente, girandole dolcemente, per 4 minuti circa. Quando le polpette sono ben colorite toglierle e asciugarle con la carta assorbente.

[insalata verde al melograno]
Misto di insalate verdi (lattughina, scarola, valeriana)

Una melagrana
Una cipolla rossa (a piacere)
Olio extavergine d'olive, sale e succo di limone (a piacere)

Circa un'ora prima di preparare, tagliare la cipolla ad anelli sottilissimi e metterla a marinare nel succo di limone. Lavare e asciugare le insalate. Tagliarle a striscioline e versarle in un'insalatiera. Unire la cipolla,
dopo aver tolto l'eccesso di succo di limone, versandola in uno scolapasta e premendola con un cucchiaio. Aggiungere i chicchi di melagrano e condire.

[torta di mais con uvette]
150 g farina bianca

150 gr. farina di mais macinata finemente

200 g zucchero di canna,

4 cucchiai di amido di mais

una bustina di lievito naturale per dolci

un bicchiere di olio di semi,

due manciate di uvetta

la scorza grattugiata di un limone non trattato (oppure qualche goccia di succo)

latte di soia q.b.

Lavare bene l'uva passa; scolarla e asciugarla in un canovaccio, dopodiché infarinarla leggermente affinché non scenda sul fondo della torta. Mescolare a secco le due farine e il lievito. Aggiungere lo zucchero, l'amido e, poco a poco, l'olio. Continuando a mescolare, aggiungere il
limone (succo o scorza) e il latte di soia fino ad ottenere un impasto che si lascia mescolare facilmente. Intanto, portare il forno alla temperatura di 180°C. Aggiungere l'uva passa e versare l'impasto in una tortiera oliata e infarinata; mettere nel forno a 180°C per 40 minuti.

[melone al prosecco]
1 melone da 600 grammi o 2 meloncini

200 g di fragole

1 pera

una pesca

1 dl prosecco

Tagliare la parte superiore del melone, a 2/3 dell'altezza del frutto e svuotarlo della polpa che verrò tagliata a dadini. Mettere i dadini del melone, le fragole tagliate in due o in quattro, la pera e la pesca sbucciate e tagliate anch'esse a dadini e il prosecco. Mescolare e riempire il melone con la preparazione e chiuderelo con la parte tagliata. Tenere in frigo per due ore.
Nota: Non preparare con troppo anticipo.

Jews in power... at Hollywood and in the word...




JUST A VERY SMALL TASTER OF JEWS INFLUENCE AT HOLLYWOOD

Abe Vigoda
Adam Goldberg
Adam Sandler
Adrien Brody
Alan Arkin
Alex Borstein
Alicia Silverstone
Alyson Hannigan
Amanda Peet
Amy Irving
Anton Viktorovich Yelchin
Antonio Sabàto, Jr
Arye Gross
Ashley Tisdale


B. J. Novak
Barbara Hershey nee Barbara Lynn Herzstein
Barbara Streisand
Ben Foster
Ben Savage
Ben Stiller
Bette Midler
Billy Crystal
Brent Spiner


Carl Reiner
Cecilia Roth
Corey Feldman
Corey Ian Haim
Courtney Love


Dan Hedaya
Daniel Day-Lewis
Daniel Jacob Radcliffe aka Harry Potter
David Arquette
David Copperfield nee David Seth Kotkin
David Cronenberg
David Duchovny
David Proval
David Schwimmer
Debra Winger
Dustin Hoffman


Edward G. Robinson nee Emanuel Goldenberg
Ellen Barkin
Eli Herschel Wallach
Eli Roth
Elizabeth Banks
Elizabeth Berkley
Elliott Gould nee Elliot Goldstein
Evan Rachel Wood
Eugene Levy


Frank Oz
Fred Savage

Gabrielle Carteris
Gabriel S. Macht
George Segal
Gene Wilder nee Jerome Silberman
Ginnifer Goodwin
Goldie Hawn
Gwyneth Paltrow


Hank Azaria
Harrison Ford
Helena Bonham Carter


Ian Ziering
Isla Baron Cohen


Jacob Benjamin aka"Jake" Gyllenhaal
Jackie Collins
Jaden Pinkett Smith
James Caan
Jami Gertz
Jamie Lee Curtis
Jamie-Lee Sigler
Jane Seymour
Jason Alexander nee Jason Scott Greenspan
Jeff Goldblum
Jennifer Connelly
Jennifer Grey
Jennifer Jason Leigh nee Jennifer L. Morrow
Jerry Seinfeld
Joan Collins
Joel David Coen
Jon Lovitz
Jon Stewart nee Jonathan Stuart Leibowitz
Jonathan Togo
Joaquim Phoenix
Joseph Gordon-Levitt
Joseph Slotnick
Judd Nelson
Juliet Landau


Kate Capshaw
Kate Hudson
Ken Olin
Kevin Pollak
Kevin Kline
Kirk Douglas, nee Issur Danielovitch
Kyra Minturn Sedgwick


Larry David
Lauren Bacall nee Betty Joan Perske
Leon Askin
Leslie Howard nee Leslie Howard Steiner
Liev Schreiber nee Isaac Liev Schreiber
Liliane Rudabet Gloria Elsveta Sobieski
Lisa Edelstein
Lesley Warren
Lisa Bonet
Lisa Kudrow
Lori Singer


Mandy Patinkin
Marc Singer
Marlee Matlin
Martin Balsam
Martin Landau
Marty Feldman
Matthew Broderick
Mathieu Amalric
Mathieu Kassovitz
Mel Blanc
Mel Kaminsky
Mélanie Laurent
Michael Rapaport
Michael Rosenbaum
Michael Vartan
Michelle Trachtenberg
Morey Amsterdam
Natalie Portman nee Hershlag


Neil Diamond
Neve Campbell


Patricia Arquette
Paul Adelstein
Paul Michael Glaser
Paul Muni nee Meshilem Meier Weisenfreund
Paula Abdul
Paul Mazursky
Paul Newman
Paul Rudd
Paulette Goddard
Pauly Shore
Peter Berg
Peter Coyote nee Rachmil Pinchus Ben Mosha Cohon
Peter Falk
Peter S. Jacobson
Peter Sellers
Piper Laurie nee Rosetta Jacobs
Pink


Rachel Weisz
Rashida Jones
Rhea Perlman
Ricardo Cortez nee Jacob Krantz
Richard Belzer
Richard Dreyfuss
Richard Kind
Richard Schiff
Rick Moranis
Ricky Jay
Rob Schneider
Roman Polanski
Ron Perlman
Ron Rifkin
Robert Coppola Schwartzman
Rosanna Arquette
Roseanne Barr
Rusty Jacobs


Sacha Baron Cohen Sandra Bernhard
Sara Gilbert
Sarah Michelle Gellar
Saul Rubinek
Scott Wolf
Sean Penn
Selma Blair
Seth Green
Scarlett Johansson
Sheeri Rappaport
Shemp Howard nee Samuel Horwitz
Shia LaBeouf
Shiri Appleby
Sid James (deceased)
Sidney Lumet
Soleil Moon FryeStephen Fry
Steven Bauer
Steven Berkoff
Steven Guttenberg
Steven Seagal
Sydney Pollack
Sylvester Stallone


Tori Spelling
Theodore Scott Glenn
Tom Arnold
Tony Curtis
Tracy Gold


Vic Morrow
Victor Garber


Wallace Michael Shawn
Walter Matthau
Winona Ryder nee Horowitz
Woody Allen nee Allan Stewart Königsberg
Yasmine Bleeth
Zachary David Alexander "Zac" Efron
Zsa Zsa Gabor

(Source: The non Jew with a view)


And now....

Are you ignorant enough to believe that many Jews are billionaires simply because "they work hard"? Are you going to buy the line that jews are smarter? It boils down to nothing more than deception and underhanded swindling that has made these notorious carpet baggers so wealthy. This list barely scratches the surface.


John Gandel – Northgan Gandel Group
Solomon Lew
Frank Lowy – The Westfield Group
Harry Triguboff – Meriton Apartments
Elie Horn – owner/founder Cyrela Brazil Realty SA
Joseph Safra – Safra Group
Moises Safra – Safra Group
Dorothea Steinbruch – widow of Mendel Steinbruch, co-founder of Vicunha Group, owner Companhia Siderurgica Nacional (steel company)
David Azrieli – founder Canpro Investments
Charles Bronfman – co-chairman Seagram Co.
Daryl Katz- founder/chairman Katz Group of Companies
Bernard Sherman – founder/chairman Apotex Group
Alexander Shnaider – co-founder Midland Group
Jeffrey Skoll – co-founder Ebay
Sir Michael Kadoorie – owner/founder CLP Holdings Ltd
Serge Dassault – Dassault Group
Alain & Gerard Wertheimer – owners Chanel
Andy von Bechtolsheim – co-founder Sun Microsystems
Shari Arison – co-owner Carnival Cruise
Ami/Michael Federmann – Federmann Enterprises
Morris Kahn – co-founder Amdocs
Lev Leviev – owner Africa-Israeli Investments
Alexander Mashkevich – co-owner Aflgeron Management
Arnon Milchan – New Regency Productions
Sammy Ofer – Ofer Brothers Group
Benny Steinmetz – Steinmetz Diamond Group
Yitzhak Tshuva – Delek Group
Stef Wertheimer – founder Iscar
Lily Safra – born Lily Watkins married into jew money, husbands die in odd circumstances
Alexander Abramov – Evraz Holdings, steel production
Roman Abramovich – Sibneft
Peter Aven – co-founder Alfa Bank
Boris Berezovsky – a.k.a. Platon Elenin former deputy secretary of Russia security council, robber baron
Mikhail Fridman – Alfa Group
Vyacheslav Kantor – Akron
German Khan – executive director Alfa Group
Lev Kvetnoi
Leonid Mikhelson – founder/chairman Novatek
Victor Vekselberg – TNK-BP
Nicky Oppenheimer – De Beers
Isak Andic – founder Mango
Marcuise Alicia Koplowitz – Omega Capital
Marcuise Esther Koplowitz – Fomento de Construcciones y Contratas
Gennadiy Bogolyubov – Privat Group
Igor Kolomoysky – Dnipropetrovs’k Group
Victor Pinchuk – founder Interpipe Group
Clive Calder – founder Zomba Music Group
Richard Desmond – publisher Daily Express
Lloyd Dorfman – founder Travelers Group
Bernie Ecclestone – president/CEO Formula One Management
Laurence Graff – Graff Diamonds
Sir Philip Green – British Home Stores (UK) Albert Gubay– founder Kwik Safe (UK)
Nasser Khalili – art dealer
Joseph Lewis – founder/investor Tavistock Group
Baron David Sainsbury – J Sainsbury (UK)
David & Simon Reuben – joint Chief Executives of Reuben Brothers
Eduard Shifrin – Midland Group
Daniel Abraham – Slim-Fast
Sheldon Adelson – Las Vegas Sands
Philip Anschutz – founder/chairman The Anschutz Corporation
Alan Sugar - Used to own Amstrad computers
Edmund Ansin – president Sunbeam Television Corp
Micky Arison – CEO/owner Carnival Cruise Lines
Steven Ballmer – CEO Microsoft
Ronald Baron – founder Baron Capitol Management
Marc Benioff – chairman/CEO of Salesforce.com
Carl Berg – owner Berg & Berg
Nicolas Berggruen – founder Berggruen Holdings
Leon Black – partner Apollo Management
Arthur Blank – co-founder/co-owner Home Depot
Leonard Blavatnik – shareholder TNT-BP Saul and Access/Renova
Michael Bloomberg – NY city mayor, founder Bloomberg L.P.
Neil Bluhm – owner JMG Realty
David Bonderman – founder GP principal, TPG Group
Norman Braman – former owner Philadelphia Eagles
Charles Brandes -founder Brandes Investment Partners
Donald Bren – chairman Irvine Company
Sergey Brin – co-founder/co-owner Google
Eli Broad – shareholder American International Group
Edgar Bronfman, Sr – Seagram Co.
Ronald Burkle – founder Yucaipa Cos.
Alan Casden – partner Blackacre Capital Management
Leon Charney – lawyer
Steven Cohen – founder/chairman SAC Capital Partners
Leon Cooperman – founder/CEO/chairman Omega Advisors
Lester Crown – shareholder General Dynamics
Mark Cuban – founder Broadcast.com, Dallas Mavericks
Michael Dell – founder Dell Computers
Barry Diller – founder CEO IAC
Stanley Druckenmiller – founder Duquesne Capital
Glenn Dubin – co-founder Highbridge Capital Management
Larry Ellison – CEO Oracle Communication
Israel Englander – Millennium Partners
Doris Fisher – co-founder The Gap
John Fisher – main shareholder The Gap
Kenneth Fisher – founder/chairman/CEO Fisher Investments
Robert Fisher – chairman The Gap
Thomas Friedkin – Gulf States Toyota
Robert Friedland – Ivanhoe Mines
Phillip Frost – chairman Teva Pharmaceutical Industries Ltd.
David Geffen – co-founder/co-owner Dream Works SKG
Malcolm Glazer – First Allied Corporation
Alec Gores – leveraged buyouts of technology firms
Tom Gores – Platinum Equity
David Gottesman – founder/partner First Manhattan
Jeffrey Greene – real estate
William Gross – manager Pacific Investments Management
Joshua Harris – partner Apollo Management
Carl Icahn – 2.9% of Time Warner, financier, corporate raider, private equity investor
Michael Ilitch – founder/owner Little Caesar’s Pizza
Jim Irsay – owner Indianapolis Colts
Irwin Jacobs – co-founder/main shareholder Qualcomm
Jeremy Jacobs, Sr – owner Deleware North Companies
George Kaiser – owner Kaiser-Fransis Oil
Sidney Kimmel – founder Jones Apparel Group, Nine West shoe stores
Alexander Knaster – CEO Pampona Capital Management
Charles Koch – CEO/chairman Koch Industries
David Koch – co-owner Koch Industries
William Koch – The Oxbow Group
Bruce Kovner – founder Caxton Associates
Robert Kraft – chairman Kraft Group
Michael Krasny – founder/owner CDW Computer
Henry Kravis – co-founder/co-owner Kohelberg, Kravis, Roberts & Company
Edward Lampert – CEO/chairman EPS Investments
Marc Lasry – founder/partner Avenue Capital Group
Leonard Lauder – co-owner/CEO Estee Lauder Companies
Ronald Lauder – co-owner Estee Lauder Companies
Ralph Lauren – founder/chairman Polo Ralph Lauren
Thomas Lee – founder Thomas H. Lee Partners
Richard LeFrak – president LeFrak Organisation
Nancy Lerner – main shareholder MBNA Financial
Norma Lerner – main shareholder MBNA Financial
Randolph Lerner – main shareholder MBNA Financial
Theodore Lerner – principal Lerner Enterprises
Peter Lewis – chairman Progressive Insurance Companies
George Lindemann – Palm Beach Investments
Jeffrey Lurie – owner (1994) Philadelphia Eagles
Stephen Mandel, Jr – founder Lone Pine Capital
Alfred Mann – owner Mankind Corporation
Joe Mansueto – founder/CEO Morningstar Inc
Bernard Marcus – co-founder/co-owner Home Depot
Gary Michelson – spinal surgeon
Michael Milken – Drexel Burnham Lambert
Paul Milstein – partner Milstein Properties
John Morgridge – chairman/CEO Cisco Systems
Michael Moritz – Sequoia Capital
Donald Newhouse – Advanced Publications
Samuel Newhouse, Jr – Advanced Publications
Daniel Och – Och-Ziff Capital Management
Larry Page – co-founder/co-owner Google
John Paulson – president Paulson & Co.
Nelson Peltz – Triarc Companies
Ronald Perelman – Revlon
Isaac Perlmutter – CEO Marvel Enterprises Inc
Michael Price – founder MFP Investments
Anthony Pritzker – Hyatt Hotels, Marmon Group
Daniel Pritzker – Hyatt Hotels, Marmon Group
James Pritzker – Hyatt Hotels, Marmon Group
Jay Robert Pritzker – Hyatt Hotels, Marmon Group
Jean Pritzker – Hyatt Hotels, Marmon Group
John Pritzker – Hyatt Hotels, Marmon Group
Karen Pritzker – Hyatt Hotels, Marmon Group
Linda Pritzker – Hyatt Hotels, Marmon Group
Nicholas Pritzker – Hyatt Hotels, Marmon Group
Penny Pritzker – Hyatt Hotels, Marmon Group
Thomas Pritzker – Hyatt Hotels, Marmon Group
Stewart Rahr – president/CEO Kinray Corp
Mitchell Rales – director (1983) owner Danaher Corporation
Steven Rales – chairman (1984) Danaher Corporation
Sumner Redstone – CEO/chairman Viacom
Ira Rennert – Renco Group
Marc Rich – commodities trader
Robert Rich, Jr – main shareholder Rich Products Corp
George Roberts – co-founder/co-owner Kohlberg, Kravis, Roberts & Co.
Stephen Ross – CEO/chairman Related Companies
Alexander Rovt – fertilizer
Marc Rowan – partner Apollo Management
David Rubinstein – co-founder The Carlyle Group
Haim Saban – Saban Capital Group
Henry Samueli – co-founder/owner Broadcom Corporation
Tamir Sapir – (birth name Temur Sepiahsvili) commodities, real estate
Steven Schonfeld – Schonfeld Group
Lynn Schusterman – Samson Investment Company
Stephen Schwarzman – founder Blackstone Group
Eugene Shvidler – shareholder Sibneft
Thomas Siebel – founder Siebel Systems
Herbert Simon – Simon Property Group
James Simons – founder Renaissance Technologies Corporation
Daniel Snyder – founder/owner Snyder Communications
Sheldon Solow – real estate
George Soros – investor
John Sperling – founder Apollo Group
Peter Sperling – Apollo Group
Jerry Speyer – CEO Tishman Speyer
Steven Spielberg – co-founder/co-owner DreamWorks SKG
Leonard Stern – Hartz Mountain
Henry Swieca – co-founder Highbridge Capital Management
Alfred Taubman – Sotheby’s auction and shopping centers
David Tepper – hedge funds, Appaloosa Management
Joan Tisch – co-chairman Loews Corporation
Wilma Tisch – co-chairman Loews Corporation
Leslie Wexner – CEO Limited Brands
Meg Whitman – CEO/president Ebay
Stephen Wynn – chairman/CEO Mirage Resorts
Charles Zegar – New York Bloomberg LP
Sam Zell – Equity Residential
Daniel Ziff – co-owner Ziff-Davis Publishing
Dirk Ziff – co-owner Ziff-Davis Publishing
Robert Ziff – co-owner Ziff-Davis Publishing
Mark Zuckerberg- founder Facebook
Mortimer Zuckerman – founder New York Daily News

(Source: The non Jew with a view)

lunedì 30 gennaio 2012

Alexis De Tocqueville: "Le conseguenze del materialismo nella cultura di un popolo"




«Può tuttavia accadere che un gusto eccessivo per i beni materiali porti gli uomini a mettersi nelle mani del primo padrone che si presenti loro. In effetti, nella vita di ogni popolo democratico, vi è un passaggio assai pericoloso. Quando il gusto per il benessere materiale si sviluppa più rapidamente della civiltà e dell’abitudine alla libertà, arriva un momento in cui gli uomini si lasciano trascinare e quasi perdono la testa alla vista dei beni che stanno per conquistare. Preoccupati solo di fare fortuna, non riescono a cogliere lo stretto legame che unisce il benessere di ciascuno alla prosperità di tutti. In casi del genere, non sarà neanche necessario strappare loro i diritti di cui godono: saranno loro stessi a privarsene volentieri… Se un individuo abile e ambizioso riesce a impadronirsi del potere in un simile momento critico, troverà la strada aperta a qualsivoglia sopruso. Basterà che si preoccupi per un po’ di curare gli interessi materiali e nessuno lo chiamerà a rispondere del resto. Che garantisca l’ordine anzitutto! Una nazione che chieda al suo governo il solo mantenimento dell’ordine è già schiava in fondo al cuore, schiava del suo benessere e da un momento all’altro può presentarsi l’uomo destinato ad asservirla. Quando la gran massa dei cittadini vuole occuparsi solo dei propri affari privati i più piccoli partiti possono impadronirsi del potere. Non è raro allora vedere sulla vasta scena del mondo delle moltitudini rappresentate da pochi uomini che parlano in nome di una folla assente o disattenta, che agiscono in mezzo all’universale immobilità disponendo a capriccio di ogni cosa: cambiando leggi e tiranneggiando a loro piacimento sui costumi; tanto che non si può fare a meno di rimanere stupefatti nel vedere in che mani indegne e deboli possa cadere un grande popolo».

Tratto da De la démocratie en Amerique di Alexis De Tocqueville, 1840.

domenica 29 gennaio 2012

Rilancio della campagna per l'agricoltura contadina - Se ne parla ad Aprilia, all'incontro collettivo ecologista del solstizio estivo 2012


Mucche libere

Qui di seguito alcune nostre note integrative ai co-promotori della Proposta di Legge per l'Agricoltura Contadina (vedi: www.agricolturacontadina.org) :

Cari co-promotori, per quanto riguarda il progetto per l'agricoltura contadina, dopo averne discusso ripetutamente in vari incontri, della Rete Bioregionale Italiana e del Circolo Vegetariano VV.TT., siamo arrivati alla conclusione che sarebbe opportuno modificare alcuni punti dell’impostazione relativa all'allevamento bestiame, tenendo conto che l'agricoltura contadina non può essere sopravanzata dall'allevamento, quindi è necessaria una riduzione nella commistione fra agricoltura ed allevamento ed una revisione del concetto stesso di “alimentazione naturale”. Durante gli incontri recenti della Rete Bioregionale abbiamo sempre condiviso la comprensione del necessario abbassamento dell’uso carneo nella dieta ecologica, soprattutto in considerazione del livello di inquinamento e sfruttamento della terra in conseguenza dell’allevamento industriale.

Tra l’alto c’è da considerare che nell’ecologia “umana”, sulla base degli studi di anatomia comparata e sulle ricerche fatte sui residui coprologici dei nostri padri, risulta evidente che l’uomo non è assolutamente carnivoro, bensì frugivoro, esattamente come le scimmie antropomorfe ed i maiali, significa che i frugivori hanno una alimentazione fondamentalmente senza carne (al massimo un 5 o 10 % di prodotti di origine animale ivi compreso il latte materno), per cui se vogliamo fare un discorso “ecologico” non possiamo prescindere da queste considerazioni.

E qui vorrei fare alcune precisazioni ulteriori sul concetto di agricoltura naturale, scissa dall’allevamento sia pur biologico. Secondo me è comprensibile che in un piccolo appezzamento agricolo vi siano anche animali a condividere il territorio sia per questioni di pulizia del fondo, sia per la produzione di letame od eventualmente latte, questi animali dovrebbero poter vivere dei soli erbaggi e rimasugli di cucina, in modo che la loro presenza sia realmente in sintonia con il contadino e con il luogo, perciò nell’appezzamento coltivato naturalmente non dovrebbero essere ammessi allevamenti di animali nutriti a mangime, la qual cosa fuoriusciurebbe da una sistema ecologico di piccola agricoltura.
Alcune galline (od altri volatili) fanno le uova e va bene… può anche capitare che ogni tanto qualche galletto in più può essere sacrificato, se vi sono degli armenti come pecore e capre occorre limitare il loro numero alle reali possibilità di loro sopravvivenza nutrendosi con i prodotti spontanei del campo, quindi non credo che vi sarebbero molti agnelli da macellare, forse al massimo uno o due all’anno giusto per Pasqua come si dice… Se si attuasse questa metodologia semplice e corretta dal punto di vista ecologico ed alimentare, il contadino di fatto ritornerebbe ad una dieta tradizionale mediterranea in cui la carne compare molto raramente sul piatto e questo lo accetto….. (anche se continuo a dichiarare che se ne può fare tranquillamente a meno e ve lo confermo essendo stato vegetariano ed in perfetta salute dal 1973).


Paolo D’Arpini
Rete Bioregionale Italiana
Circolo Vegetariano VV.TT.

................

Parere del Prof. Giuseppe Altieri, agroecologo: "Sono perfettamente d’accordo sulla posizione della Rete Bioregionale Italiana, relativa all'agricoltura contadina.
Dobbiamo lasciar vivere gli animali sui pascoli liberi ma la realtà deve essere cambiata un pò per volta a partire dai lagers zootecnici intensivi… che devono essere chiusi per Politica comunitaria già approvata… e informando i consumatori tutti della necessità e dei vantaggi di diventare vegetariani… quando tutti saranno vegetariani… gli animali saranno finalmente liberi di pascolare senza essere ammazzati intanto facciamo massima propaganda sulla tossicità della carne e sulla distruzione del pianeta operata dagli “allevamenti intensivi”…. e soprattutto fermiamo gli ogm… altrimenti i geni animali ce li metteranno dentro i vegetali… e nessuno si potrà più salvare…"


.............

Nota: Di questo tema se ne parlerà durante l'incontro collettivo ecologista, previsto ad Aprilia (Latina) dal 22 al 24 giugno 2012. Info. circolo.vegetariano@libero.it - Programma: http://retebioregionale.ilcannocchiale.it/2012/01/20/aprilia_programma_per_lincontr.html


Capra libera - foto di Gustavo Piccinini


Presentazione del progetto di legge per l'Agricoltura Contadina.

Da quando la figura di chi lavora la terra è stata istituzionalizzata e resa, da anni di leggi, definitivamente e regolamente “imprenditore agricolo”, le piccole e piccolissime fattorie rurali hanno gradualmente ceduto il passo: chi chiudendo, chi vendendo, chi evolvendosi in azienda più grande per sopravvivere. Altre cose sono cambiate e hanno preso forma e nomi nuovi. La terra fertile non esiste più, ora è chiamata, in burocratese, SAU (superficie agricola utile). Assieme al trattore e ai suoi attrezzi l’agricoltore non può fare a meno di avere al suo libro paga un commercialista, un esperto di finanziamenti statali, un geologo e altri professionisti vari che avallano le sue pratiche firmandole, perché la burocrazia è diventata parte della sua attività lavorativa quotidiana. Il suo mercato non è più la piazza di paese o di rione ma è la “filiera”, corta o lunga che sia, ma di rado l’agricoltore vede il viso di chi mangerà i suoi prodotti. Le sue sementi, di “altra” qualità ibrida, non sa nemmeno che genetica contengano e non le può possedere o riseminare ma le deve ricomprare ogni anno. E se usa antiparassitari e concimi chimici dovrà possedere una profonda conoscenza di studi farmaceutici per distrigarsi nella lettura delle schede tecniche e comprendere tutti gli effetti collaterali che hanno quei prodotti sulla sua salute. Pochi sanno ad esempio che molti di questi portano all’infertilità. Ogni fase del suo lavoro è regolata da articoli di legge che una commissione agricoltura che si riunisce a Bruxelles, fatta di persone che non sanno “cos’è un campo di grano”, gli hanno scritto. Tutto ciò ha prodotto una nuova generazione di lavoratori della terra, profondamente diversa da quella del passato, che non può fare a meno di ampie superfici coltivate con una sola specie (monocoltura) e che cerca di vivere producendo molto ma a basso costo, anche perché i loro clienti, spesso grandi gruppi commerciali, di più non offrono e il prezzo lo fanno loro.

Tutto ciò ha chiuso le porte alla contadinanza di piccola scala, quella che ha a disposizione piccoli appezzamenti e ha solo “mercato di piccola scala” per i suoi prodotti. L’agricoltura contadina e i contadini hanno semplicemente cessato di esistere, sostituiti dagli imprenditori agricoli che vivono anche grazie ai finanziamenti della comunità europea. Noi di Civiltà Contadina vorremmo far rinascere sia i contadini sia un modello nuovo di agricoltura contadina, non per nostalgia, non per “tornare alle origini”, non perché crediamo che “gli asini volano”.

Siamo invece sicuri che si può fare di meglio sui campi di ciò che si fa ora e se abbiamo deciso di lanciare questa campagna popolare è perché crediamo che, come noi, la pensino in tanti. Infatti l’agricoltura industriale attuale ha dato fin troppo prova di essere un insuccesso quasi totale. Pensiamo solo alla carenza di cibo nel mondo dovuta in gran parte alla importazione di derrate alimentari dai paesi più poveri a quelli più ricchi che sono incapaci di essere autosufficienti sul piano della produzione agricola interna, Italia compresa. Pensiamo alle continue scoperte di cibi posti in vendita già avvelenati o adulterati (carni alla diossina, cereali ammuffiti, influenza dei polli, latte alla melamina solo per citare quelli successi e i più noti dell’ultimo anno) che sono il risultato dell’agricoltura industriale. Pensiamo alla differenza impressionante che esiste fra il prezzo pagato al produttore agricolo e quello che costa al cliente finale per via di un mercato intermediario pervertito. Pensiamo all’uso di sementi geneticamente modificate e ai tanti prodotti agricoli tossici immessi nell’ambiente di vita umano solo per avere produzioni a norma dei regolamenti di mercato internazionali. Pensiamo infine alla perdita di sapore dei prodotti da supermercato e alla perdita di poesia dei campi di pianura ormai ridotti a tavole piatte a perdita d’occhio.

La Campagna per l’agricoltura contadina guarda al futuro, a far rinascere una nuova generazione di persone che lavoreranno la terra dove abitano e vivono. Guarda a persone che si vogliono riappropriare del nome di contadino. E per ridare contadini alla terra siamo partiti da poche e semplici proposte che con il tempo e le energie di tutti diventeranno realtà. Anni fa alcuni di noi che ora organizzano questa campagna hanno profuso energie per sostenere leggi a protezione e diffusione della biodiversità delle sementi. Oggi tutte le leggi auspicate sono state tutte promulgate assicurando così piena legaità alle sementi della biodiversità rurale. Per questo motivo crediamo che avremo da aspettarci un’altra vittoria con questa Campagna Popolare, quella di rivedere le facce dei contadini ripopolare le campagne e renderle produttive. Nella petizione abbiamo voluto riassumere alcuni di quelli che riteniamo essere i principi basilari della contadinanza. Ma non vogliamo, non possiamo fermarci qui, e con il dialogo e la discussione sul sito che abbiamo creato, www.agricolturacontadina.org arriveremo a completare il quadro delle proposte per rendere perfetta l’identità contadina. Sul sito è possibile firmare la petizione on line come pure scaricare un modulo per far firmare.

PRIMI PROMOTORI: Civiltà Contadina, Consorzio della Quarantina, CIR, Antica Terra Gentile e Rete Bioregionale Italiana

La proposta è appoggiata e condivisa dal Circolo Vegetariano VV.TT. di Calcata, in quanto membro della Rete Bioregionale Italiana e compartecipe nella formulazione del testo.

Luca Casciani, gli animali li ama.. nel piatto!




Luca Casciani, trasmette ogni giorno, in soliloquio, su “Radio ti ricordi” 99FM, dalle ore 10,00 alle 13,00 circa, le sue a volte discutibili esternazioni. Ad esempio il 27.1.2012 verso le ore 11,00, come in altre occasioni, con tipica mentalità denigratrice della causa animalista di chi asserisce “Ma pensate prima agli esseri umani”, si lamentava che la Comunità Europea aveva approvato leggi che regolano lo spazio minimo per le galline ovaiole. “Ma interessatevi piuttosto dello spazio minino degli esseri umani. Una comunità europea che si preoccupa di tali cose non merita di essere tale”. Più o meno il concetto era questo.

Siccome invita poi le persone ad inviare a lui i nostri sms allo 338 9900990, e siccome è una radio molto seguita, facciamo capire a Luca Casciani quanto sia lontana la sua visione delle cose dalla realtà; facciamogli capire che dimostra di non essere a conoscenza dell’inferno terrificante cui sono condannati gli animali in allevamento intensivo e che qualunque ingiustizia umana in confronto è una vacanza in crociera. La differenza tra la condizione umana e quella degli animali è la stessa che c’è tra una sberla in faccia ed un colpo di scure in mezzo alla fronte.

Invitiamolo ad informarsi sugli allevamenti in batteria, in quale disperata situazione li ha condannati la specie umana, costretti dalla nascita alla morte a sopravvivere su reti metalliche, illuminati notte e giorno da luce artificiale, in uno spazio grande quanto un foglio A4: è come se relegassero lui (o uno di noi) a vivere fin dalla nascita in un ascensore senza luce, tra l’odore nauseabondo dei nostri stessi escrementi, dopo averci tagliato i denti per impedire (in preda alla disperazione e alla follia) di aggredire i nostri compagni di sventura.

Facciamogli capire che questa situazione è identica in tutti gli allevamenti intensivi: dalla disumana macellazione alla sperimentazione animale, dai cani e gatti scuoiati ancora vivi per le pellicce al cretino cacciatore che si diverte a spappolare il cervello di un capriolo con una fucilata: altro che case più grandi, altro che aumento di stipendio, altro che diritto alle ferie o alla riduzione delle ore di lavoro: l’ingiustizia subita, o i diritti negati agli esseri umani, sono bazzecole in confronto della mostruosa ecatombe giornaliera che l’essere umano da millenni, e con furia crescete, perpetra a danno di miliardi di creature innocenti, che gridano inascoltate e che spesso, (molto spesso) sono migliori di tanti esseri umani.

Luca Casciani farebbe bene a ricordarsi che se l’umanità ha raggiunto l’attuale progresso lo deve principalmente agli animali che nel corso dei millenni ha sfruttato a sangue e fino all’ultimo respiro negando loro non solo rispetto, ma la libertà che il Padreterno aveva dato loro per legge naturale; negando loro sentimenti, intelligenza, capacità di soffrire e di avere terrore della morte. Ricordiamo a Luca Casciani che le ingiustizie cui sono soggetti gli esseri umani sono causate da quelli della sua stessa specie mentre i tormenti degli animali (creature innocenti, nate libere, appartenenti ad altre specie) sono causati da noi esseri umani, e che non abbiamo alcun diritto di interferire nella loro vita ma che a causa di una mentalità antropocentrica come la sua continuiamo a condannarli all’inferno. Se la sua voce vuole essere al servizio della verità e della giustizia verso i più deboli è bene che si ricordi che gli ultimi degli ultimi sono i nostri fratelli animali, quelli che non sono nemmeno considerati come numero ma a peso e che soffrono non per se stessi ma a causa dell’uomo.



Aiutiamolo a capire.
Franco Libero Manco

ISDE: "Aderite compatti alla difesa del latte materno"



Carissime/i, vi invitiamo ad aderire, come singoli e/o come gruppi/associazioni, alla Campagna Nazionale in Difesa del Latte Materno dall'inquinamento. (www.difesalattematerno.wordpress.com; per aderire on line: www.www.peacelink.it/latte; per info scrivere a: difesalattematerno@gmail.com).

La campagna è promossa da associazioni di Medici e di genitori (ISDE – Associazione Medici per l’Ambiente, IBFAN Italia, MAMI – Movimento Allattamento Materno Italiano, ACP – Associazione Culturale Pediatri, Minerva p.e.l.t.i. onlus, PeaceLink, Gruppo Allattando a Faenza, Mamme per la Salute e l’Ambiente onlus – Venafro) che, con diverse mission, si sono trovati sotto il comune denominatore della protezione della salute infantile, nel nostro Paese sempre più minacciata da impianti industriali e di smaltimento dei rifiuti che rilasciano nell'ambiente sostanze altamente tossiche quali la diossina.

Il latte materno “inquinato” (che, precisa il Manifesto, è comunque preferibile ai latti in formula perché garantisce comunque esiti di salute migliori per i bambini, i quali sono già stati esposti in utero ad agenti tossici) diventa il simbolo, la cartina al tornasole, dell'entità dell'inquinamento ambientale.
Tra le azioni che la Campagna si propone c'è la ratifica della Convenzione di Stoccolma, la richiesta di attuazione di un biomonitoraggio a campione del latte materno, per mappare le zone più inquinate e rendere consapevoli i cittadini di informazioni che spesso vengono occultate.

Stiamo organizzando un convegno pubblico e una conferenza stampa per marzo 2012 a Roma, se desiderate vi terremo aggiornati.
Grazie a tutti!

Linda Maggiori
0546060386
(segreteria comitato promotore Campagna)
www.peacelink.it

sabato 28 gennaio 2012

Trasformare la giornata della "memoria" in Giornata per il Futuro dell'Umanità




"Il 27 gennaio..? Che sia un'occasione per guardare al futuro dell'Uomo" (Saul Arpino)

Non ne posso avere una memoria diretta, ma solo una memoria storica.
Come ogni essere umano, però, sono un essere storico e sociale.


In quanto essere umano, nella mia memoria ci sono eventi che non ho vissuto direttamente, ma mi sono stati trasmessi dai miei padri e dai padri dei miei padri.
Le loro sofferenze sono anche le mie sofferenze, come le loro gioie sono anche le mie gioie.


Oggi mi ritrovo un patrimonio che mi permette di riconoscere, prima che avvengano,
possibili errori ed orrori già vissuti dall’umanità che mi ha preceduto.
La memoria di quegli errori e di quegli orrori mi trasmette l’immagine di un muro.
Un muro che ancora una volta si sta alzando tra le migliori aspirazioni umane e la realtà.

Un muro che ha come base i “valori della razza” e istinti primitivi e zoologici.
Su questa base si ergono, con evidente sincronia cromatica, etnocentrismo e razzismo.
La sincronia continua, perché subito sopra si appoggiano odio, xenofobia e violenza.
Lo riconosco. È lo stesso muro dietro il quale si consumò l’olocausto.
Nonostante abbia colori diversi e sia reso più accettabile da un velo di democrazia formale, lo riconosco. È lo stesso muro. Non ho alcun dubbio. La memoria non m’inganna.

La memoria mi dice che non c’è tempo da perdere.

Quell’orrore non venne dalla sera alla mattina. Quel muro non fu costruito in un giorno.
In molti videro quel muro che si alzava lentamente, giorno dopo giorno.
In molti pensarono che in fondo era solo un muro e che prima o poi qualcuno lo avrebbe abbattuto.
Non fu così. I miei padri e i padri dei miei padri arrivarono a capire troppo tardi.
E fu violenza. Tanta violenza. Quando si arriva troppo tardi non resta che la violenza.

E fu la liberazione. Ma la violenza non uccide mai se stessa.
Fu liberazione, ma non dalla violenza del potere e della sopraffazione.
Lo dimostra il muro che ancora una volta si sta ergendo tra le migliori aspirazioni e la realtà.

La memoria è fatta per il futuro, altrimenti non serve a un bel niente.
La memoria ci dice che, prima che la violenza prenda il sopravvento, bisogna abbattere quel muro.

Non bisogna fare lo stesso sbaglio dei nostri padri.
Stavolta è la nonviolenza che deve entrare in scena.
Quel muro deve essere abbattuto prima che sia troppo tardi.
Prima che si renda necessaria altra violenza.

Affinché la storia non si ripeta, bisogna anticiparla.
E non c’è altro modo per anticipare la ripetizione della storia se non con la nonviolenza.

Non lasciamo che coloro che godono di questa falsa democrazia fermino la storia
e ci trascinino di nuovo verso una inevitabile violenza.

La memoria è di tutti. Il futuro è di tutti. Non lasciamolo di nuovo nelle loro mani. Stavolta saremo più veloci. Stavolta saremo noi la storia.

Carlo Olivieri
Partito Umanista

venerdì 27 gennaio 2012

Alba Mediterranea... ed il fastidio che da al potere costituito

"Aspetta... forse c'è ancora una soluzione!" (Saul Arpino)

Salve a tutti con il canale youtube siamo arrivati a oltre 850.000 e credo che stiamo cominicando a dare fastidio... PARECCHIO

Infatti youtube ci ha ristretto il tempo di nuovo a 15 minuti massimo. SENZA COMUNICAZIONE E SENZA MOTIVAZIONE APPARENTE ...(prima potevamo caricare fino ad un'ora ed oltre) ..ancora devo capire perchè....

Forse perchè abbiamo.. pubblicato un video (non apparso) sul debito accumulato con la TAV e dove la FIAT si è presa il 3% senza fare niente solo mettendoci il nome, oppure perchè non c'è stata nessuna gara di appalto (gestita dal Prodi e finanziata da Goldman) oppure perchè Passera su indicazioni (forse) di Montezemolo ha fatto scrivere sulla legge di risanamento.. che sulle ferrovie si potrà NON applicare più
il contratto collettivo nazionale (dove cavolo sono i sindacati) (Passera -Intesa- azionista dei treni conflitto di interesse) .... non lo so..

La rivoluzione comunque bolle da tutte le parti...... speriamo continui perchè solitamente c'è una gestazione di 12/24 mesi....

Mentre noi assistiamo alla liquidazione del commissario della azienda Italia fallita i partiti tentano di riciclarsi... in tutti i modi.. (al limite del vomito)
manderanno l'esercito ed i carabinieri per schiacciare la rivolta degli schiavi.... zitti e al lavoro..... (o solo zitti per i disoccupati)..

La nuova classe dirigente purtoppo è ancora da "formare" (in tutti i sensi)

Albamediterranea direzione futuro
SIA SEMPRE NOSTRA LA SOVRANITA'

Uscire dalla crisi economica senza salassi FMI? - Seguiamo l'esempio dell'Argentina....

Argentina scherzosa.. "Kirchner" significa pinguino.. Foto di Gustavo Piccinini


La guerra di indipendenza dell’Argentina dalle politiche economiche del FMI (Fondo Monetario Internazionale) e’ costata ”solo” 40 morti (quanti ne muoiono in Italia in un week end di sbronza in incidenti automobilistici che come noto provocano cinquemila morti all’anno) nei moti di Natale del 2001 (19 e 20 dicembre)

Andiamo per ordine.


Negli anni 90, l’Argentina segui pedissequamente le politiche economiche restrittive dettate dal fondo monetario internazionale. – le stesse che stanno propinando a noi e ai greci adesso – chiamate pomposamente ”politiche di aggiustamento”.
Queste politiche compresero lo ”strozzamento” delle classi medie fino al punto di imporre il congelamento dei conti correnti bancari dei cittadini (il famigerato “corralito”) e di assistere agli assalti degli affamati ai supermercati.

Gli incidenti coi morti, provocarono le dimissioni a meta’ mandato del presidente Fernando de la Rua, con la conseguenza di ottenere in due settimane ben quattro presidenti e una discreta confusione politica ed economica, fino al punto che il governo dichiaro il DEFAULT selettivo (in pratica non rimborsabilità dei sottoscrittori stranieri che poi furono liquidati al 25% tranne quelli che stanno ancora facendo causa). Il presidente eletto Eduardo Duhalde svaluto’ ed emano’una legge di convertibilità tra la valuta argentina e il dollaro USA.

DAL 2003……
Con l’elezione di Nestor Kirchner (partito Justicialista, ossia peronista, con un forte sindacato), iniziò assieme ad una politica di svalutazione, il risanamento del debito grazie ad emissioni di titoli di stato a lunga scadenza, rinnovabili, con grandi sconti sul nominale.

Fino ad oggi – con la sola eccezione del 2009 che ebbe lo 0,9 di aumento del PIL a seguito della crisi americana del 2008 – l’ aumento del PIL e’ stato regolarmente tra il 7 e il 10%.

A Nestor Kirchner e’ succeduta la moglie Cristina Fernandez rimasta vedova che ne ha seguito le politiche. La povertà dal 52 % e’ scesa a poco più del 10% che e’ lo stesso livello cui e’ scesa la disoccupazione che era al 24%.

Il nobel per l’economia del 2001, l’americano Joseph Stieglitz ex direttore del FMI, ha suggerito la cura Argentina anche all’Europa, ma i critici gli oppongono due ostacoli
- l’Euro
- la mancanza di materie prime che l’Argentina ha e noi no (agricole specie)

L’Argentina ha accompagnato queste scelte di politica economica con una politica estera ”continentale” di tipo nuovo: superata l’OSA ( organizzazione stati americani), si e’ creata la CELAC (comunità di stati latinoamericani e caraibici) escludendo le due super economie del continente (USA e Canada). La Comunità si riunisce periodicamente, ma senza creare un segretariato o un ente fisso penetrabile da una lobby.

Si decide ”a consenso” .

Se fosse presa una decisione simile in Europa ( una comunità senza Francia e senza Germania) i due ostacoli non sarebbero più tali. Italia, Grecia , Spagna e Croazia avrebbero il turismo nordico, la Romania e Cipro, il petrolio, la Polonia le derrate agricole e la mano d’opera e tutti assieme l’arma della svalutazione che adesso stiamo imparando ad apprezzare al suo giusto valore.

L’idea di non svalutare le monete e’ tipica dei regimi autoritari come il fascismo che raggiunse “quota novanta” a spese del proletariato italiano degli anni trenta. E non gli servi’a nulla.

Antonio de Martini

(Fonte: Il Corriere della collera)

.................


Commento di Antoniochedice: "Io propongo di adottare la soluzione argentina.
La nostra situazione e' tipica dell'usura. Di punto in bianco, "i mercati" (ossia le banche che fanno il prezzo) hanno iniziato a pretendere interessi raddoppiati mentre la BCE offre i soldi a interessi più bassi.

La motivazione e' che alcune istituzioni - di proprietà delle banche che prestavano i fondi - hanno fatto una (irrazionale e indimostrabile) previsione futuribile che l'Italia potrebbe non essere in grado di ripagare i debiti e ci hanno tolto la tripla A.

In più, la Germania, l'unico paese europeo ad aver dichiarato bancarotta per non pagare i debiti del primo dopoguerra, pretende di obbligare tutta Europa a tener conto dei suoi traumi di ottanta anni fa.

Bene, teniamo conto che chi ha fatto fallimento negli anni scorsi era tutta gente con la tripla A, da enron a lehman, a l'ultimo di cui non ricordo il nome che aveva come CEO l'ex DG di GOLDMAN SACHS.

Teniamo conto che noi abbiamo la terza riserva aurea del mondo maggiore di Francia e Inghilterra; che la Germania non mette nel suo bilancio l'equivalente della CDP ( se la mettessero nel bilancio dello stato, il loro debito raggiungerebbe il 93% del PIL).

Teniamo conto che e' la prima volta nella storia dell'umanità che debiti contratti nelle stessa moneta hanno tassi di interesse differenziati perché un gruppetto di protestanti bianchi ha deciso che andiamo in pensione troppo presto (n. b. si e' rivelato falso), abbiamo troppe vacanze (lavoriamo oltre 30 ore l'anno rispetto ai lavoratori ...giapponesi); abbiamo sforato per 5 anni su nove il limite di Maastricht del 3%. Orbene, la Francia ha sforato nove anni su nove). E mi fermo qui.
Di fronte a questa palese ingiusta persecuzione degli italiani - che andrebbe spiegata con la psicoanalisi - mi ribello e indico una via di uscita che peraltro viene suggerita anche da un Nobel dell'economia Made in USA: Joseph Stiglitz.

Pensateci un momento tra un paese e una famiglia che va in fallimento c'e una differenza: una famiglia può morire, uno stato no. Quindi potrà pagare dilazionato, ma il debito non scomparirà mai.
La Russia di Eltsin ha pagato i debiti del governo zarista e quelli dell'Unione Sovietica, finendo di pagare in anticipo rispetto al previsto.
I debiti degli stati si pagano. Gli usurai degli stati, si impiccano

....................

Commento di Antonio Miclavez: "L'articolo mi spinge a porgevi un problema che non ho risolto: ci sono tassi di usura per le varie categorie. Il predetto “tasso soglia“ secondo quanto prescrive l'articolo 2 della legge 108/96,viene determinato determinato aumentando della metà il tasso effettivo globale “TEG" rilevato trimestralmente dal Ministero del Tesoro, sentiti la Banca d'Italia e l'UIC (Ufficio Italiano dei Cambi) , in relazione ad una classificazione delle operazioni per categorie omogenee N° 11 e per classi di importo variabili per ogni categoria :


1) Apertura di credito in conto corrente (fino a € 5.000,00 ed oltre € 5.000,00)
2) Scoperti senza affidamento ( fino a € 1.500,00 ed oltre € 1.500,00 )
3) Finanziamenti per anticipi su crediti e documenti e sconto di portafoglio commerciale, altri finanziamenti a breve e lungo termine

4) Crediti personali o alla famiglia

5) Credito finalizzato ( acquisto a rate di beni di consumo)

6) Factoring ( acquisto a rate di beni di consumo)

7) Leasing ( locazione finanziaria di beni : strumentale/immobiliare/autoveicoli e aeronavale ) durata sino o oltre 3 anni
8) Mutui ( a tasso fisso e a tasso variabile ) durata superiore a 5 anni

9) Crediti revolving e con utilizzo di carte di credito

10) Prestito contro cessione del quinto dello stipendio e/o della pensione

11) Altri finanziamenti a famiglie (da banche o da intermediari non bancari )


Possibile che non ci sia un tasso soglia usurario per l'interesse chiesto alle Banche commerciali dopo che hanno chiesto soldi in prestito alla BCE? La BCE li presta all'1%, e loro li prestano al 14%: è il 1.400%. Una volta il denaro costava l'8% e le banche lo davano al 12%, col 50% di rincarico; ma ora il margine è da delirio"

giovedì 26 gennaio 2012

Articolo New Age - Emanuel Celano indaga sul perchè i Maya hanno smesso di contare dal 21-12-2012

Toccando le stelle - Dipinto di Franco Farina


Un'ipotesi numerica sul 21 dicembre 2012


Cari Amici,

vi scrivo questo breve articolo per condividere quanto mi è accaduto con una premessa, non sono un matematico né un fisico. Aggiungo inoltre che non sono per il catastrofismo e per l’industria che lo appoggia. Come molti canalizzatori sostengono il calendario Maya riguarda principalmente dei cambiamenti negli esseri umani e non predizioni di distruzione, poichè stiamo entrando un un'era dove il futuro non è più scritto e quel che accade dipenderà interamente da noi.

Quindi, quello che leggerete prendetelo come una teoria personale senza alcuna presunzione sulle conclusioni che verranno formulate, perchè non vi sono conclusioni ma un nuovo inizio. Un invito alla consapevolezza, alla luce di quanto sta accadendo al nostro Pianeta e alle sue risorse.


Due sere fa mi sono addormentato e dopo pochi istanti subito risvegliato. Saranno intercorsi pochi secondi ma in quegli attimi ho fatto un sogno e ho “visto” un gessetto scrivere su di una lavagna la data del 21 dicembre 2012 e accanto ai numeri, su due colonne una frase breve e un’indicazione sottolineata che riportava :”il 2 è un muro, le forze sono in gioco” e subito sotto : “01 è il vostro nucleo … prima del 2 vi era - spazio e moto - da o verso lo 0 e l’1”.

Al mio risveglio ho subito sentito una voce interiore che mi ripeteva BUIO e LUCE si stanno per re-incontrare.


Nei giorni successivi ho fatto delle ricerche online per trovare delle risposte e mi sono imbattuto sul sito http://www.matematicabinaria.info.

La mia premessa sul perché i Maya hanno smesso di contare il 21 dicembre 2012, ha” preso forma” proprio da queste pagine su internet che vi riporto di seguito.


Occorre infatti partire dalla logica di Leibnitz che nel 1673 concepì il sistema binario, divulgato poi nel 1679 nello scritto “De Progressione Dyadica”.


Nell'I Ching, di oltre 3700 anni fa, il sistema binario era già presente come per i Veda, i Libri della Conoscenza ; ma mentre nei Veda i simboli binari vanno scoperti, nell'I Ching essi sono evidenti anche se rappresentati in maniera diversa:

con una linea intera —— chiamata YANG (0) e una linea spezzata — — chiamata YIN (1)


0 e 1 forniscono la rappresentazione primordiale di Dio,

delineando la sua Forma e le sue successive elaborazioni e definendo il suo Contenuto Vibrazionale.


0 e 1 sono i mattoni dell’universo o i semi dell’universo.


Nel campo duale 0 è Buio e 1 è Luce


L'insieme dei numeri naturali inizia da 1 per estendersi all'Infinito che è l'1 stesso!

Quindi nell'Universo, visibile e non, vige "il principio della circolarità" in quanto tutta la manifestazione si estende dall'Uno all'Uno !


Ma scrivere 1 non è la stessa cosa di 01.

01 introduce infatti la possibilità da parte dell'1 di poter saltare al livello superiore.


01 permette all’uomo di passare dal buio alla luce … nella bibbia si legge “ e fu sera e fu mattina” per ricordarci la sequenzialità degli accadimenti, da 0 a 1 per l’appunto.


01 rappresenta quindi (per mia deduzione) il nostro nucleo, è il “trampolino” per recuperare la divinità assopita al nostro interno.


All'interno dell'1 (0 attivato) è contenuta l'infinita successione dei numeri naturali che deve necessariamente cominciare da 2 !

Il 2 possiamo scriverlo come 1 + 1, cioè il 2 discende dall'unione o somma dell'Infinito con Se Stesso !


Questa unione possiamo tuttavia vederla anche come una divisione (e questo ne dimostra la circolarità dell’infinito che ritorna su se stesso), in senso esoterico infatti il numero 2 deriva dalla divisione dell’unità 1 (da 1 generiamo 1+1) ed è il simbolo della separazione, perché da un punto di vista sacro, l’unità è per essenza una e unica.


Il due, come dìade, è l’espressione della dualità.

In una visione dualistica del mondo si ha la separazione del principio materiale dal principio spirituale, e il numero due è l’incarnazione degli opposti: maschile /femminile, giorno/notte, terra/cielo, ecc.

Essendo un principio duale, indica sia il contrasto, sia la polarità, sia il tentativo di conciliazione tra le forze in gioco.


Veniamo ora alla data del 2012.


Il nucleo (01), da intendersi come abbiamo appena letto è nella parte centrale dell’anno.

Esternamente troviamo alla destra e alla sinistra il 2.


Nel sogno il 2 era indicato come “un muro” ed era accompagnato dall’affermazione : “le forze sono in gioco”.

Le forze sono quelle del nucleo : BUIO (0) e LUCE (1).

Ebbene perché solo adesso ? Perché il 2012 ?


La mia risposta interpretativa ( sottolineo questa è un’ipotesi personale ) è legata alla seconda frase del sogno : “prima del 2 vi era - spazio e moto - da o verso lo 0 e l’1”. E’ come se il nucleo 01 avesse avuto fino al 2011 la possibilità di manifestare “spinte energetiche di trasformazione” verso il Buio e/o verso la Luce senza che queste due forze dovessero scontrarsi.


Prendendo in considerazione le combinazioni di anni che hanno nel nucleo 01 (parte centrale) mi auguro possiate comprendere meglio questa teoria personale sulle “vie di trasformazione” BUIO / LUCE .


L’anno 01 ha “vie di trasformazione” a destra e sinistra. Esiste uno spazio in entrambe le direzioni

Gli anni come 101 non presentano un nucleo in equilibrio poiché l’anno è di tre cifre, per cui non verranno considerati.


L’anno 1011 ha “vie di trasformazione” verso il buio da entrambi i lati, ovvero da 1 a 0 (essendo il movimento verso la forza opposta)


L’anno 1012 … fino al 1019 ha “vie di trasformazione” verso il buio sulla parte sinistra.


L’anno 2010 ha “vie di trasformazione” verso la Luce sulla parte destra

L’anno 2011 ha “vie di trasformazione” verso il Buio sulla parte destra


L’anno 2012 NON HA VIE DI USCITA.

Il 2 somma dell’Infinito con se stesso contiene come “un muro” le due forze in gioco BUIO (0) e LUCE (1).


Il giorno stesso 21 - 12 – 2012 individuato dai Maya come ultimo anno del grande computo ha un significato molto forte.

21 – 12 si può anche vedere come 2 (1+1) 2 ovvero quel giorno l’Infinito “reincontrerà se stesso” o “guarderà se stesso”.


I Maya non potevano prevedere quello che sarebbe accaduto da questo incontro di LUCE e BUIO poiché le forze in gioco vanno valutate e pesate solo in quel preciso momento, essendo costantemente mutevoli e collegate in modo sottile non solo al nostro pianeta ma anche al potenziale energetico di tutti gli esseri che lo abitano.


Quello che accadrà non è ancora dato saperlo.

Nella sua funzione positiva (positiva e negativa vengono qui assegnati per dare un valore logico richiestoci dalla nostra mente che divide ogni cosa essendo nella dualità ) questo evento cercherà di riconciliare gli opposti per ritrovare la perduta armonia; nella sua funzione negativa può portare alla rottura dell’unità con la netta divisione dei contrari.


Il numero due che compare da entrambi i lati dell’anno 2012 e che nell’Antichità era attributo alla Grande Madre Terra (Terra = 2), contiene nel suo nucleo la nostra possibilità evolutiva (01). Esso ci porterà all’interno di una differenziazione, non multipla, bensì fondata su un conflitto binario BUIO (0) e LUCE (1) che comporta matematicamente un’esclusione o una spaccatura ma esotericamente potrebbe simboleggiare la nascita di una nuova Era.


La linea che i Maya non potevano valicare quella del 21 dicembre 2012 e che si presenta in questo anno è quella che segnerà il cammino dell’uomo o in senso orizzontale verso lo sviluppo materiale, o in senso verticale verso l’elevazione spirituale. La linea è la figura geometrica raffigurante il due; infatti si ha un collegamento con il simbolismo della croce nella coppia della verticale e dell’orizzontale.


Come considerazione finale posso dire che, uomini di scienza o meno, tutti possiamo constatare quanto adesso più che mai sia forte questo imperativo :

“LA TERRA CHIEDE UNA RICONCIGLIAZIONE DEGLI OPPOSTI ! LA TERRA CHIEDE DI ESSERE RISPETTATA E AMATA !”


In considerazione di quanto scritto, il giorno 21-12-2012 l’INFINITO RITORNERA' SU SE STESSO, vedrà la sua creazione e si creerà un nuovo piano cosmico. Ma non parliamo di un solo giorno !

Come ci ricorda Gregg Braden in un video che consiglio di vedere http://youtu.be/4gD1d9_HfHA la scienza ci insegna che gli allineamenti avvengono in un lasso di tempo molto lungo e non in un solo giorno e i Maya di questo ne erano ben consapevoli. Secondo i Maya questo allineamento è iniziato nel 1980 e terminerà circa nel 2016, in un periodo quindi di 36 anni.

Tutte quello che le "profezie ad effetto" hanno attribuito ad un data precisa, in realtà, sta già accadendo. I ghiacci si stanno già sciogliendo ed i livelli dei mari si stanno già alzando, stiamo già subendo malattie che non hanno alcuna cura medica, stiamo già assistendo a fenomeni climatici anomali che sfuggono al nostro controllo in diversi continenti.

E’ il modo in cui noi risponderemo a questi cambiamenti che determinerà il nostro destino alla fine del ciclo del tempo individuato dai Maya. Ci ricorderemo che siamo una famiglia e lavoreremo insieme per rispondere a questi cambiamenti oppure ce ne dimenticheremo e ci spaventeremo ? Troveremo modi più sostenibili di vivere, lavorando tutti insieme per la nostra Amata Terra ?

Quello che i Maya volevano comunicare è che il futuro non è più scritto nel tempo, la ciclicità degli eventi non è più prevedibile e la creazione di un mondo in armonia o meno dipenderà dagli esseri umani stessi.

Alla fine di un cliclo di circa 26.000 anni (precessione degli equinozi) costituito da 5 grandi ere del mondo si assiste ad un "attimo senza tempo", il momento dell'adesso. Non è ancora finito un ciclo e non è ancora inziato uno nuovo. Questo è l'unico momento in cui gli esseri umani posso rigenerare i loro corpi e procedere nel cerchio del tempo, senza giudizi e condizionamenti del passato e scegliere nuovamente quello che desiderano.

Prevarrà la Luce o il Buio ? Oppure, la fusione di 0 e 1 darà vita ad un nuovo elemento, una nuova consapevolezza ?


Abbracciamoci tutti nel buio come nella luce per ritrovare il nostro centro, il nostro nucleo e ringraziare il nostro Pianeta e ogni essere che lo abita.

Auguro a me stesso come ad ognuno di voi di provare ogni giorno gratitudine e amore, le forze più potenti che possiede l'uomo, affinchè la coerenza personale tra cuore e cervello divenga presto una coerenza collettiva.

Invito tutti a vedere questo video davvero imperdibile per comprendere quanto sia importante unirsi ora per prendersi cura della nostra casa, la nostra Madre Terra : http://youtu.be/nGeXdv-uPaw

Emanuel Celano

mercoledì 25 gennaio 2012

Porto Miggiano - Santa Cesarea Terme: come distrugger​e un ambiente unico e la memoria di un luogo per 4 soldi...

Porto Miggiano oggi


Sono arrivata a Santa Cesarea Terme nel lontano 1968, quando questapiccola stazione termale veniva considerata una villeggiatura esclusiva.

Lungo la via degli Archi -quella che porta al mare- si alternavano
alberi di tamerici a quelli di ailanto e per una breve sosta c'erano
tante panchine di legno, verdi, le cui spalliere poggiavano su una
siepe bassa e fitta.

Ma l'attrazione maggiore di questa località era il suo mare:
trasparente, azzurro, indaco, con ogni sfumatura di verde e a volte
addirittura di viola; il suo cielo perennemente blu, l'aria profumata
dei pini d'Aleppo della pineta...

Facevano il resto la luce forte, accecante di giorno e carezzevole e
dorata quando il sole cominciava a scomparire e.....il silenzio (non
esistevano discoteche e l'orchestrina di cui parlavo suonava
discretamente, sottovoce, fino alle ventitrè).

E poi c'era la sorpresa: PORTO MIGGIANO e la sua torre diroccata messa
a guardia di un pianoro straordinario, brullo d'estate e verdeggiante
in primavera.

Un sentiero tagliava il pianoro in due e camminavi costeggiando piante
di finocchietto selvatico,di Achillea e di cardo -mentre mille
minuscole cavallette saltavano incrociando le tue caviglie- fino
all'alta falesia che stapiombava a mare nell'insenatura simile a un
fiordo.

E lì rimanevi senza fiato!!!!

Un'affacciata su un mare talmente bello, talmente straordinario che non
avresti mai immaginato potesse esserci un posto così speciale alla
portata di tutti. Sulla destra, al di sotto della villetta deliziosa
dei Ciullo (un piccolo cubo bianco con le finestre blu e una pinetina
alle spalle) esisteva una piccola scala scavata nella pietra che
portava a un'altra meraviglia: la spiaggetta di Porto Miggiano, unica
spiaggia del paese, con una sabbia gialla, dorata, un'acqua
cristallina e un bagnasciuga sul quale giocavano bambini felici.

La sera il pianoro di cui parlavo era deserto. Luci non ce n'erano e si
andava a riconoscere le stelle, mentre i grilli cantavano. Nella notte
di San Lorenzo tutti con il naso all'insù alla ricerca delle stelle
cadenti.

Molto è cambiato da allora.

La costruzione del porto --un progetto ardito e sciagurato-- ha
compromesso la falesia che è crollata in più punti; la spiaggetta è
ridotta alla metà perchè una parte del costone si è abbattuto sulla
sabbia, seppellendola. La scala è stata chiusa per pericolo di crollo
e sempre per pericolo di crollo quel che rimaneva della spiaggetta è
stato ricoperto da massi per renderla inagibile.

Il pianoro è ormai occupato da un esteso e pretenzioso ristorante
(utilizzato per sfarzosi matrimoni) che ha stravolto l'unicità e la
bellezza del luogo. Tre o quattro piscine (con quel mare!!!!) hanno
occupato lo spazio rimasto, rendendolo anonimo, e hanno completato
l'opera di distruzione di quel posto magico. Per raggiungere l'uno e
le altre sono state costruite due strade illuminatissime che sembrano
piste di atterraggio. L'incantesimo si è rotto!!!!!!

Si sbanca continuamente alterando il paesaggio per edificare seconde
case che, nella migliore delle ipotesi verranno occupate per due mesi
all'anno. Non sono previsti nuovi parcheggi, né tantomeno discese a
mare. Alla fine di agosto puntualmente le fognature esplodono.
Quest'anno alla festa patronale, i fedeli che seguivano la processione
con una mano sgranavano i rosario e con l'altra si turavano il naso!!
Dopo lo scempio di Gallipoli, di Castro, di Porto Cesareo, di Otranto
---terre meravigliose toccate in dono ai Salentini--- il cemento
avanza anche qui e senza scrupoli di sottrarre ai locali, ai turisti,
ai villeggianti, ai posteri luoghi e visioni di ineguagliabile
bellezza, si continua a pensare di edificare.

E questa mancanza di rispetto per una natura così generosa, mi fa
dolore, rabbia e tristezza.

Maria Civita


Porto Miggiano ieri

martedì 24 gennaio 2012

Pesaro e Urbino sott'acqua con il nuovo ospedale di Fosso Sejore

Politici ed amministratori pubblici.. siete stati scoperti (Saul Arpino)


La scelta comunicata il 23 gennaio 2012 dalla Regione Marche di indicare Fosso Sejore come sito per il nuovo ospedale della provincia di Pesaro e Urbino è una sorta di "dichiarazione di guerra" dei politici nei confronti dei cittadini.

Fosso Sejore è una bellissima vallata pianeggiante che finisce al mare, un luogo a metà strada tra le due città di Pesaro e Fano e caro ai cittadini. Terreni agricoli facili ad inondazioni e mal collegati con le due città che secondo l'ottica miope dei nostri amministratori dovrebbero essere ricoperti di cemento e catrame. Ma la cosa più incomprensibile è che già anni fa i cittadini di Pesaro dovettero subire un'altra scelta devastante per le colline circostanti la città per far posto al nuovo ospedale, mentre già allora sarebbe stato possibile scegliere aree più adatte, e ora si vuole lasciare il lavoro a metà e aggredire una altra parte di verde.

Tutto questo è stato concertato dal partito di maggioranza: del PD è l'assessore alla sanità Mezzolani grande sostenitore di questa scelta, del PD è il presidente della provincia Ricci che ha fornito uno studio a favore di questa ipotesi che definire ridicolo è un complimento, del PD è il presidente della regione Spacca che mette il sigillo finale.

Ma di quel partito non sono più tanti ex elettori che si sono organizzati nei comitati per la difesa dell'ambiente e che non hanno nessuna intenzione di sopportare l'ennesimo atto di prepotenza politica che i partiti vogliono imporre senza discutere e senza ascoltare, chiusi nel palazzo intenti a curare solo i loro interessi e quelli delle lobby di potere che li sostengono.

Le ripercussioni di tanta scelleratezza non sono prevedibili. In tutta Italia si sta alzando il vento di una protesta radicale e tratti violenta e non è detto che i forconi non arrivino presto anche da noi, perchè l'esasperazione dei cittadini che vogliono difendere il proprio territorio e paesaggio è alta. Così come è alta la tensione tra le forze politiche.

I partiti che al loro interno hanno eletti con un minimo di coscienza ecologica fanno fatica a contenerli, il solco che divide le liste civiche vere (e non quelle create ad hoc dai partiti stessi) dal centro sinistra è sempre più profondo e governare con certi cementificatori diventa difficile anche nelle città. Valori come il bene comune, la salvaguardia del paesaggio, la difesa del territorio, l'ascolto degli elettori sono per i partiti parole vuote e per la società civile impegni inderogabili.

Per ora cercheremo di difenderli con i pochi mezzi ancora a nostra disposizione, come il referendum e le alleanze elettorali, ma probabilmente solo la lotta e nelle sue forme più dure potrà staccare la spina ad un apparato di potere incapace di rinnovarsi.

Liste Civiche Marche

Geopolitica - Iran, Cina e Russia, Triplice Intesa Eurasiatica, per contrastare la politica egemonica USA




Iran, Cina e Russia, Triplice Intesa Eurasiatica, per contrastare la politica egemonica USA

Nonostante le aree di differenza e la rivalità tra Mosca e Teheran, i
legami russo-iraniani si rafforzano. Sia la Russia che l'Iran hanno
molto in comune. Sono entrambi grandi esportatori di energia, hanno
interessi profondamente radicati nel Caucaso meridionale, si oppongono
allo scudo missilistico della NATO e desidera tenere alla larga gli
Stati Uniti e l'Unione europea dal controllo dei corridoi energetici
nel bacino del Mar Caspio. Mosca e Teheran condividono anche molti
alleati, dall'Armenia, Tagikistan e Bielorussia a Siria e Venezuela.
Ma sopra ogni cosa, entrambe le repubbliche sono anche i due
principali obiettivi geo-strategici di Washington.

La Triplice Intesa Eurasiatica e il valore dell'Iran per la Russia e la Cina

Con l'inclusione dei cinesi, la Federazione Russa e l'Iran sono
ampiamente considerati alleati e partner. Insieme la Federazione della
Russia, la Repubblica Popolare cinese e la Repubblica islamica
dell'Iran formano una barriera contro gli Stati Uniti. I tre lo
formano questo una triplice alleanza, il nucleo di una coalizione
eurasiatica che resiste all'invasione di Washington dell'Eurasia e
alla ricerca degli USA all'egemonia globale. I cinesi affrontano
soprattutto l'invasione degli Stati Uniti nell'est asiatico e nel
Pacifico, gli iraniani affrontano soprattutto l'invasione degli Stati
Uniti nell'Asia sud-occidentale, e i russi l'invasione degli Stati
Uniti dell'Europa orientale. Tutti e tre gli stati devono affrontare
l'invasione degli Stati Uniti in Asia centrale e sono diffidenti nei
confronti della presenza militare USA e NATO in Afghanistan.

L'Iran può essere caratterizzato come un perno geo-strategico.
L'intera equazione geo-politica in Eurasia cambierà in base all'orbita
politico dell'Iran. Se l'Iran dovesse allearsi con gli Stati Uniti e
diventare ostile a Pechino e Mosca, potrebbe seriamente destabilizzare
la Russia e la Cina e devastare entrambe le nazioni. Ciò sarebbe
dovuto ai suoi legami etnico-culturali, linguistici, economici,
religiosi e geo-politici dal Caucaso all'Asia centrale.

L'Iran potrebbe anche diventare il più grande canale per l'influenza e
l'espansione degli Stati Uniti nel Caucaso e in Asia centrale, perché
l'Iran è la porta verso il ventre molle meridionale della Russia (o
"estero vicino") nel Caucaso e nell'Asia centrale. In tale scenario,
la Russia come corridoio energetico verrebbe effettivamente sconvolta
e sfidata, mentre Washington sbloccherebbe il potenziale iraniano
come corridoio energetico primario per il Mar Caspio e sostenitore
delle pipeline iraniane. Parte del successo della Russia come via di
transito dell'energia è dovuta agli sforzi statunitensi d'indebolire
l'Iran, impedendo il transito dell'energia attraverso il territorio
iraniano.

Se l'Iran cambiasse campo, anche l'economia e la sicurezza nazionale
cinesi sarebbe tenute in ostaggio per due motivi. La sicurezza
energetica cinese sarebbe minacciata direttamente per via del fatto
che le riserve energetiche iraniane non sarebbero più sicure e
sarebbero soggette agli interessi geopolitici degli USA. Inoltre,
l'Asia centrale potrebbe anche ri-orientare la sua orbita se
Washington dovesse aprire un canale diretto al mare aperto attraverso
l'Iran.

Così, sia la Russia che la Cina vogliono una alleanza strategica con
l'Iran, come mezzo per parare l'invasione geo-politica di Washington.
La "Fortezza Eurasia" sarebbe vulnerabile senza l'Iran. Questo è il
motivo per cui né la Russia né la Cina potrebbero mai accettare una
guerra contro l'Iran. Se Washington dovesse trasformare l'Iran in un
cliente, allora la Russia e la Cina sarebbero in pericolo.
Fraintendere il sostegno di Cina e Russia alle sanzioni del Consiglio
di Sicurezza dell'ONU

C'è un grande fraintendimento sul passato sostegno russo e cinese alle
sanzioni ONU contro l'Iran. Anche se Pechino e Mosca permisero che le
sanzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite passassero
contro il loro alleato iraniano, lo hanno fatto per motivi strategici
volti a mantenere l'Iran al di fuori dell'orbita di Washington. In
realtà, per gli Stati Uniti sarebbe assai meglio cooptare Teheran come
partner satellitare o minore, che correre rischi inutili e azzardati
di una vera e propria guerra contro gli iraniani. Il sostegno russo e
cinese alle passate sanzioni hanno consentito che una più ampia
frattura emergesse tra l'Iran e Washington. A questo proposito, la
realpolitik è all'opera. Mentre le tensioni irano-statunitensi
aumentano, le relazioni dell'Iran con la Russia e la Cina diventano
più strette e l'Iran consolida sempre più il suo campo con Mosca e
Pechino.
Russia e Cina non avrebbero mai sostenuto delle sanzioni paralizzanti
o qualsiasi forma di embargo economico, che potessero minacciare la
sicurezza nazionale iraniana. Questo è il motivo per cui sia la Cina
che la Russia hanno rifiutato di essere costrette da Washington a
unirsi alle sue nuove sanzioni unilaterali del 2012. I russi hanno
anche messo in guardia l'Unione europea dall'essere la pedina di
Washington, perché sono autolesionistici nel giocare secondo gli
schemi degli Stati Uniti. A questo proposito, la Russia ha commentato
i piani impraticabili e praticamente inefficaci dell'UE per un embargo
petrolifero contro l'Iran. Teheran ha anche fatto simili ammonimenti e
ha respinto l'embargo petrolifero dell'UE come una tattica psicologica
che è destinata a fallire.
La cooperazione russo-iraniana nella sicurezza e nel coordinamento strategico
Nell'agosto 2011, il capo del Consiglio supremo di sicurezza nazionale
dell'Iran, il segretario generale Saaed (Said) Jalili, e il capo del
Consiglio Nazionale di Sicurezza della Federazione Russa, il
segretario Nikolaj Platonovich Patrushev, si incontravano a Teheran
per parlare del programma energetico nucleare iraniano e della
cooperazione bilaterale. La Russia ha voluto aiutare l'Iran ha
respingere le nuove accuse con cui Washington si stava preparando ad
attaccare l'Iran. Poco dopo Patrushev e il suo team russo sono giunti
a Teheran, il ministro degli esteri iraniano, Ali Akbar Salehi,
sarebbe volato a Mosca.
Nel settembre 2011 sia Jalili che Patrushev si sarebbero incontrato di
nuovo, ma questa volta in Russia. Jalili dovrebbe andare a Mosca e poi
attraversare gli Urali per recarsi nella città russa di Ekaterinburg.

L'incontro di Ekaterinburg tra i due ha avuto luogo a margine di un
vertice sulla sicurezza internazionale, ed è stato importante, perché
è stato annunciato che i vertici degli enti di sicurezza nazionale di
Mosca e Teheran si sarebbero d'ora in poi coordinati, organizzando
riunioni regolari, e un protocollo è stato firmato da entrambi a
sostegno di ciò. A Ekaterinburg, sia Jalili che Patrushev hanno anche
tenuto riunioni con la loro controparte cinese, Meng Jianzhu. Il
risultato della riunione sarebbe che Jalili e Jianzhu richiederebbero
misure analoghe da adottare da parte dei consigli di sicurezza
nazionale dell'Iran e della Cina. Cinesi e iraniani avrebbero anche
effettuato degli appelli per l'istituzione di un consiglio di
sicurezza sovranazionale all'interno del Consiglio della Shanghai
Cooperation Organization, per affrontare le minacce comuni a Pechino,
Teheran, Mosca e del resto dell'organizzazione eurasiatica.

Sempre nel settembre 2011, Dmitrij Rogozin, l'inviato russo presso la
NATO, ha annunciato che avrebbe visitato Teheran nel prossimo futuro
per parlare del progetto dello scudo missilistico della NATO, a cui
sia il Cremlino che l'Iran si oppongono; e subito compariva un
articolo che affermava che la Russia, Iran e Cina stamno progettando
la creazione di uno scudo missilistico congiunto. Rogozin, che
nell'agosto 2011 aveva avvertito che la Siria e lo Yemen sarebbero
stati attaccati per poter avviare il confronto con Teheran, avrebbe
risposto agli articoli confutando pubblicamente i piani per la
creazione di un programma per uno scudo missilistico congiunto
sino-russo-iraniano.

Il mese seguente, nell'ottobre del 2011, i ministeri degli affari
esteri di Russia e dell'Iran annunciavano che avrebbero ampliato i
legami in tutti i campi. Poco dopo, nel novembre 2011, l'Iran e la
Russia hanno firmato un accordo di cooperazione e di partnership
strategica tra i loro rispettivi più importanti enti di sicurezza
riguardanti economia, politica, sicurezza, intelligence e
coordinamento. Questo era stato anticipato da un documento su cui
russi e iraniani stavano lavorando da tempo. L'accordo è stato firmato
a Mosca dal segretario generale del Consiglio supremo di sicurezza
dell'Iran, Ali Bagheri (Baqeri), e dal Sottosegretario del Consiglio
di Sicurezza Nazionale della Russia, Evgenij Lukjanov.

Nel novembre 2011, il capo del Comitato per gli affari internazionali
della Duma russa, Konstantin Kosachev, aveva anche annunciato che la
Russia deve fare tutto il possibile per impedire un attacco al vicino
Iran. Alla fine di novembre 2011 è stato anche annunciato, ancora una
volta, che Dmitrij Rogozin avrebbe sicuramente visitato sia Teheran
che Pechino nel 2012. E' stato rivelato che Rogozin e un team di
funzionari russi sarebbero andati in Iran e in Cina per delle
discussioni strategiche sulle strategie collettive contro le minacce
comuni.

La Sicurezza Nazionale della Russia e quella dell'Iran sono legate
Il 12 gennaio 2012, Nikolaj Patrushev ha detto ad Interfax che temeva
che una grande guerra stesse per esplodere e che Tel Aviv stesse
spingendo gli Stati Uniti ad attaccare l'Iran. Ha respinto le pretese
che l'Iran stia fabbricando clandestinamente delle armi nucleari e ha
detto che per anni il mondo aveva sempre sentito dire ad nauseam che
l'Iran avrebbe avuto la bomba atomica la settimana prossima. I suoi
commenti sarebbero stati seguiti da un terribile avvertimento da
Dmitrij Rogozin.

Il 13 gennaio 2012, Rogozin, che il Cremlino annunciava sarebbe
diventato viceprimo ministro russo, ha dichiarato che qualsiasi
tentativo di intervento militare contro l'Iran sarebbe una minaccia
alla sicurezza nazionale della Russia. In altre parole, un attacco a
Teheran è un attacco a Mosca. Nel 2007, Vladimir Putin aveva
sostanzialmente detto la stessa cosa, quando era a Teheran per un
vertice sul Mar Caspio, provocando allarme presso George W. Bush Jr.,
avvertendo che la Terza Guerra Mondiale avrebbe potuto scoppiare per
l'Iran. L'affermazione di Rogozin è semplicemente una dichiarazione di
ciò che è stata la posizione della Russia per tutto questo tempo: se
l'Iran dovesse cadere, la Russia sarebbe in pericolo.

L'Iran è un obiettivo dell'ostilità degli Stati Uniti, non solo per le
sue vaste riserve di energia e risorse naturali, ma a causa di
importanti considerazioni geo-strategiche che lo rendono un trampolino
di lancio strategico contro la Russia e la Cina. Le strade per Mosca e
Pechino passano per Teheran, così come la strada per Teheran passa per
Damasco, Baghdad e Beirut. Né gli USA vogliono controllare il petrolio
e il gas iraniani per mere ragioni economiche o di consumo. Washington
vuole mettere la museruola alla Cina attraverso il controllo della
sicurezza energetica cinese e vuole che le esportazioni energetiche
iraniane siano scambiate in dollari USA, per assicurare l'uso continuo
del dollaro nelle transazioni internazionali.

Inoltre, l'Iran ha stipulato accordi con partner commerciali come la
Cina e l'India, in cui le transazioni commerciali non avranno luogo
con gli euro o i dollari statunitensi. Nel gennaio 2012, sia russi che
gli iraniani hanno sostituito il dollaro con le loro monete nazionali,
rispettivamente il rublo russo e il rial iraniano, nei loro scambi
bilaterali. Questo è un duro colpo economico e finanziario negli Stati
Uniti.

La Siria è al centro delle preoccupazioni sulla sicurezza nazionale
dell'Iran e della Russia

Russia, Cina e Iran supportano fermamente la Siria. L'assedio
diplomatico ed economico contro la Siria è legato alla posta
geo-politica in gioco per il controllo dell'Eurasia. L'instabilità in
Siria è legata all'obiettivo di combattere l'Iran e, infine, di
trasformarlo in un partner degli Stati Uniti contro Russia e Cina.

Il cancellato o ritardato dispiegamento di migliaia di truppe
statunitensi in Israele per Austere Challenge 2012, era volto a far
aumentare la pressione contro la Siria. Sulla base di frammenti di un
rapporto di Voce della Russia, i media russi hanno riferito
erroneamente che Austere Challenge 2012 si sarebbe tenuta nel Golfo
Persico, venendo erroneamente ripresa dagli organi di informazione di
altre parti del mondo. Ciò ha contribuito ha mettere in evidenza il
collegamento iraniano a spese di quelli siriano e libanese. Il
dispiegamento delle truppe statunitensi era rivolto principalmente
contro la Siria, per isolare e contrastare l'Iran. Speculativamente,
la cancellazione o il ritardo delle esercitazioni missilistiche
israelo-statunitensi comprendevano probabilmente attacchi con missili
e razzi non solo dall'Iran, ma anche da Siria, Libano e Territori
palestinesi.

A parte i suoi porti navali in Siria, la Russia non vuole vedere la
Siria utilizzata per re-indirizzare i coordinatori energetici del
bacino del Caspio e del bacino del Mediterraneo. Se la Siria dovesse
cadere, tali rotte verrebbero sincronizzati in modo da riflettere la
nuova realtà geo-politica. A spese dell'Iran, l'energia dal Golfo
Persico potrebbe anche essere dirottata verso il Mediterraneo
attraverso Libano e Siria, nel Levante.

Mahdi Darius Nazemroaya - Strategic Culture Foundation

Traduzione di Alessandro Lattanzio - SitoAurora

lunedì 23 gennaio 2012

Giorno Universale della Memoria: “27 gennaio 2012 - Memoria a tutto campo... la vita è una sola ed i genocidi sono tanti!”



Il 27 gennaio ricorre il giorno della “memoria”...
E vorrei affermare che le catastrofi umanitarie, gli eccidi e le tribolazioni dell'umanità intera vanno qui ricordate. Quando nel 1945 il mondo scoprì (ma gli alleati lo sapevano già) la tortura e le persecuzioni a cui erano stati sottoposti milioni di individui colpevoli di essere “altri” e “diversi” dalla comunità dominante un velo si squarciò.. Ma subito dopo fu risistemato per lasciar trapelare solo ciò che i vincitori ritenevano utile.... Delle centinaia di migliaia di morti “bianche” in Ucraina ed in Polonia, degli stermini attuati in vari scenari di guerra da diversi belligeranti, a danno delle minoranze, si preferì tacere... Si preferì additare gli sconfitti, pur tremendamente colpevoli, di ogni nequizia avvenuta durante il conflitto.

La storia forse non può ancora essere riveduta e corretta.. forse dovranno trascorrere ancora cento anni.. o forse mille o forse duemila... Come avvenne per le presunte persecuzioni patite dai cristiani che solo oggi la storia conferma essere non corrispondenti a quanto la chiesa tramanda... Come ad esempio la storia di Nerone ammazza cristiani ed incendiario di Roma, che oggi fa sorridere persino i bambini.

Non fanno affatto sorridere, invece, gli stermini compiuti dalla cristianità contro intere popolazioni inermi, in varie parti del mondo, con la scusa della propagazione della “fede”.

Ed anche per quanto riguarda i supplizi di ebrei, omosessuali, slavi, zingari, oppositori dei regimi, etc. che durante l'ultimo conflitto furono sistematicamente perseguitati, in varie e diverse situazioni, in gulag ed in campi di concentramento, non possiamo -né dobbiamo- negare l'evidenza... i morti ci sono stati, i supplizi ci sono stati. Lo testimoniano le foto e le narrazioni dei sopravvissuti all'olocausto.

In se stessa la parola “olocausto” non ha propriamente un'accezione così negativa come oggi viene attribuita al termine. Olocausto è anche il “sacrificio” compiuto in omaggio a un dio. Certo è un sacrificio cruento, con spargimento di sangue, e con bruciatura delle carni della vittima sull'ara... ma non è esattamente quel che faceva Abele per santificare il signore?

Per un senso universale di giustizia occorre ricordare, con la ricorrenza del 27 gennaio, tutte le vittime cadute per mano dell'uomo, in seguito all'accecamento dovuto ad una ideologia, ad una religione, ad una golosità... Vittime sempre innocenti, sempre mutilate e vilipese in nome di un “interesse superiore” o della ragion di stato o della culinaria....

Alcuni potranno scandalizzarsi al mio paragone sugli stermini compiuti contro l'umanità rispetto a quelli verso il mondo animale... ma, pensiamoci bene, non è anch'esso un animale uomo? Non siamo noi tutti umani animali, definiti evoluti, che in seguito alla nostra presunta “intelligenza” siamo stati in grado di dominare tutte le altre e la nostra stessa specie? Non siamo noi animali che assoggettano tutto ciò che è vivo, che usano con mercimonio altri esseri umani e non umani, che distruggono l'habitat e gli elementi, che cancellano dalla loro coscienza l'appartenenza comune alla vita? Sì, siamo animali.... che hanno cancellato la memoria!

Cosa posso aggiungere, ora, oltre all'invito a riportare nella coscienza la nostra memoria?

Paolo D'Arpini

domenica 22 gennaio 2012

Solidarietà, giorno e notte, verso i sofferenti psichici... è successo a Viterbo

Viterbo, immagine del palazzo dei papi


La popolazione e le istituzioni di un'intera citta' e un'intera provincia hanno espresso gratitudine e solidarieta' all'associazione viterbese dei sofferenti psichici e dei loro familiari e sostenitori che per tre settimane, giorno e notte, hanno tenuto un presidio in piazza del Comune a Viterbo, la piazza su cui si affacciano i palazzi della Prefettura, della Provincia ed appunto del Comune.

Un presidio per segnalare la gravissima situazione in cui si trovano i servizi pubblici territoriali socio-sanitari; un presidio per difendere il diritto di tutti alla salute e all'assistenza; un presidio per sostenere le precise, dettagliate, ragionevoli, adeguate proposte che l'Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia (in sigla: Afesopsit) ha presentato alla Regione Lazio per ottenere gli interventi necessari ed urgenti per garantire almeno i livelli minimi indispensabili di assistenza a chi ne ha assoluto bisogno.

Queste tre settimane di sit-in, molto impegnative anche per le condizioni meteorologiche inclementi, hanno compiuto il miracolo di sensibilizzare e mobilitare l'intera comunita' locale: dai singoli cittadini che a migliaia si sono recati in piazza a firmare la petizione dell'Afesopsit, al mondo dell'associazionismo, del volontariato, delle organizzazioni professionali e sindacali, della cultura e finanche dello spettacolo, a tutte le istituzioni locali, in primis il Comune e la Provincia di Viterbo.

Ma non solo dalla comunita' locale: da tutta Italia sono pervenute dichiarazioni di gratitudine e solidarieta' al sit-in ed all'associazione viterbese dei sofferenti psichici e dei loro familiari e sostenitori, ed un vivo sostegno alle proposte presentate dall'associazione alla Regione Lazio: numerose interrogazioni parlamentari sono state presentate al Senato della Repubblica e alla Camera dei Deputati; mozioni e interpellanze sono state presentate alla Regione Lazio; autorevoli personalita' della vita civile e della cultura di prestigio nazionale ed internazionale hanno espresso il loro persuaso sostegno alla lotta dei sofferenti psichici e dei loro familiari per ottenere il rispetto della dignita' e il diritto all'assistenza per tutti gli esseri umani.

*

Ottenuto un primo incontro con la Regione Lazio (incontro diretto che per mesi e mesi era stato di fatto assurdamente negato da parte dell'istituzione regionale) si e' aperta un'interlocuzione che nelle prossime settimane potra' finalmente portare alcuni buoni, indispensabili frutti: ma perche' questo accada occorre che l'associazione Afesopsit e le sue proposte continuino ad essere sostenute dalla grande, corale, unanime solidarieta' popolare ed istituzionale che si e' creata in queste settimane.

Concludendo sabato 21 gennaio il sit-in in piazza del Comune con una partecipata assemblea pubblica e una gioiosa festa popolare, l'associazione viterbese dei sofferenti psichici e dei loro familiari e sostenitori ha gia' in programma un fitto calendario di incontri con la Regione Lazio, la direzione generale della Asl di Viterbo, i Comuni del viterbese; e sta predisponendo un'ulteriore serie di iniziative in difesa del diritto di tutti alla salute e all'assistenza; per garantire l'esistenza, l'operativita' e l'efficacia dei servizi pubblici territoriali socio-sanitari; per ottenere il rispetto e l'applicazione delle leggi che riconoscono ad ogni essere umano dignita' e diritti fondamentali inalienabili.

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Anche il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo, cosi' come ogni soggetto collettivo democratico ed ogni persona di retto sentire e di volonta' buona, rinnova la sua gratitudine e la sua solidarieta' alle amiche e agli amici dell'associazione viterbese dei sofferenti psichici e dei loro familiari e sostenitori, alle persone che con generosa dedizione hanno animato queste tre settimane di democrazia diretta, di civilta' solidale, di uguaglianza di diritti, di aiuto reciproco, di forza della verita', di nonviolenza in azione.

L'intera popolazione dell'Alto Lazio e tutte le sue rappresentanze organizzate, tanto della societa' civile quanto istituzionali, ha riconosciuto l'immenso valore di questa iniziativa, di questo impegno, e se ne e' dimostrata grata all'Afesopsit, e continuera' pertanto a sostenere l'associazione viterbese dei sofferenti psichici e dei loro familiari e sostenitori fino al raggiungimento del risultato che ad ogni persona siano garantiti i diritti umani fondamentali, in primo luogo il diritto alla salute e all'assistenza; ovvero alla solidarieta', al riconoscimento della piena, splendente dignita' che e' in ogni essere umano. Riconoscimento e solidarieta' che costituiscono ad un tempo un diritto e un dovere: di responsabilita' reciproca, condivisa, comune; di prossimita' esistenziale, dialogica relazione, incontro morale: e quindi di civile convivenza; nell'intreccio fecondo e necessario di liberta', uguaglianza, fraternita'.

La Nonviolenza è in Cammino