lunedì 31 ottobre 2011

Firenze 27/11/2011 Corteo nazionale contro Mc Donald's quale simbolo dello sfruttamento di uomini, animali e pianeta

Foto di Gustavo Piccinini



DOMENICA 27 NOVEMBRE 2011 - ORE 15 - PZA DELLA REPUBBLICA - FIRENZE

CORTEO CHE SFILERA' LUNGO LE VIE DEL CENTRO FIORENTINO, ALL'INTERNO DEL QUALE, TRAMITE L'AUSILIO DI UN MAXISCHERMO DI 12 METRI QUADRATI, VERRANNO PROIETTATI' FILMATI-VERITA' SULLA CONDIZIONE DEGLI ANIMALI IN QUESTA SOCIETA'.

COMUNICATO :



Ogni anno il consumismo chiede il suo tributo di corpi e violenta l’ambiente che ci circonda. A pagarne le conseguenze maggiori sono i più indifesi. I primi fra loro sono gli ANIMALI.

Ma i crimini perpetrati dalle multinazionali come McDonald's coinvolgono gli animali,come anche l’ambiente e la salute delle persone; incidono sulla fame nel mondo come sui diritti dei lavoratori. McDonald's e' uno dei maggiori simboli di questo sfruttamento trasversale e questa lotta fa parte di una battaglia più ampia contro le logiche di sfruttamento di tutti gli esseri viventi. Essendo l'informazione un diritto di tutti e l'unica base legittima su cui operare una scelta,Domenica 27 Novembre sara' organizzato a Firenze un ''Corteo Nazionale contro McDonald's'' in cui,tramite un MAXISCHERMO di 12 metri quadrati,verranno proiettati FILMATI-VERITA' al fine di dare INFORMAZIONE.

I movimenti aderenti ritenendo inaccettabile concepire come mera risorsa economica chiunque sia senziente, dunque non un oggetto ma un soggetto e rifiutano ogni discriminazione fondata sul concetto di razza, sesso o specie. Parallelamente, reputando impossibile e incoerente una giustizia separata fra tutti coloro che abitano la terra, rifiutano ogni totalitarismo e discriminazione di qualunque provenienza ideologica, verso animali umani e non umani.
Invitiamo tutti coloro che si riconoscono in questi principi a prendere parte all'evento.

Movimenti ufficialmente aderenti (lista provvisoria, altre adesioni sono in via di definizione) :

Laverabestia.org - LIDA - ValleVegan - A.p.a.s. - Animal Liberation - C.e.d.a. - Pro Animals - Guida Verde - Pro Bios

Sono necessari molti fondi per coprire le spese per il maxischermo, i permessi, i volantini, i manifesti ecc..e non reputando giusto che chi si fa in quattro per organizzare rimettendoci gia' un sacco di soldi, debba anche saldare di tasca propria il disavanzo , abbiamo istituito un conto corrente per le donazioni.
Tale disavanzo e' creato dal fatto che molte associazioni 'animaliste' non hanno voluto aderire in via ufficiale, in quanto non solo non capiscono l'Antispecismo ma hanno perfino molti tesserati e dirigenti che a McDonald's ci vanno.
Orrore...

Invito quindi chi non e' come loro a donare sul conto corrente della Lida Firenze quanto piu' possibile. Non credo che cio' bastera' per coprire il tutto, ma meglio che chi organizza ci rimetta 400 euro che 1.500...

Sperando nella vostra comprensione e nel vostro contributo vi ringraziamo anticipatamente invitandovi a far girare in ogni dove la notizia quanto piu' possibile, in primis su facebook. E' IMPORTANTE.

Questi sono gli estremi per le donazioni, vi raccomando di scrivere nella causale ''Manifestazione contro McDonald's''. Grazie di cuore.

L.I.D.A. Firenze Onlus
Lega Italiana dei Diritti dell'Animale
IBAN - IT14O0760102800000007910950 (la prima O dopo IT14 è una lettera "O", e quella dopo uno zero)
CCP: 7910950


Non tornera' presto un'occasione del genere..Contribuite con ogni sforzo a renderla una giornata memorabile.
Un grande abbraccio.. ci vediamo in piazza ;

DOMENICA 27 NOVEMBRE : TUTTI A FIRENZE!!!!!!
LINK EVENTO SU FACEBOOK:
http://www.facebook.com/event.php?eid=266431350059490&view=wall¬if_t=event_wall


AUTOBUS :

DA NAPOLI - CASERTA :

Mente Che Mente (nome fb )
mentechemente@gmail.com
Mimmo - 3341142919

DALL' EMILIA ROMAGNA :

Paolo Veg Syberia (nome fb )
sy73af@gmail.com oppure sy73@filospinato.com
Paolo 3355203696

DA GENOVA :

https://www.facebook.com/event.php?eid=173639926056149
Marina Rapisarda Vegana (nome fb )
vulcanomarino@libero.it
Marina - 3338741071

oppure

Simo V-g Strummer (nome fb )
giowolvy@yahoo.it
Simone 3471040254

DA TORINO-IVREA :

http://www.facebook.com/event.php?eid=159805734115088
Isotta Veg Vegman (nome fb )
sostanza@tiscalinet.it
tel 366 27 09 171

Qualora vogliate organizzare mezzi da altri luoghi contattate casaledagelli@yahoo.it - Damiano Gori

domenica 30 ottobre 2011

Luana De Rossi: "Chi strilla per primo al ladro... quello è lui! - Matteo Renzi, il rottamatore?.. Si vede che è lui da rottamare"

"Vecchio PD.. ed il nuovo che avanza (nel senso che resta..)!" Saul Arpino



CHE IL ROTTAMATORE - MATTEO RENZI - SIA PIU' ROTTAMATO dei rottamare è cosa ovvia.

IL GIOVINCELLO con la faccia da furbetto ha aperto a FIRENZE la sua riunione sulle proposte da fare al PD se a breve torna al GOVERNO. A breve perche' tutti non intendono cambiare l'attuale LEGGE ELETTORALE PORCELLUM - e andare con questa alle elezioni malgrado referendum. BERLUSCONI perche' sa che perde ma deve piazzare le sue ESCORT in parlamento - il PD perche' prende il premio maggioranza e puo' governare - e BOSSI perche' se si presenta con una nuova legge elettorale perde
sicuramente e vincono i MARONIANI.

Apparte che dietro il RENZI c'e' VELTRONI - DE BENEDETTI - FRATINI - DE SIERVO -
GORI DI CANALE 5 - CARRAI - MARCUCCI - RUTELLI - REALACCI - tutti da tempo falliti
(tranne il De Bebendetti) rappresentati di poteri cosi' detti forti e vecchi quanto l'Italia ho preso nota delle grandi novita' che il RENZIANO BAMBOCCIO intende presentare lui ROTTAMATO dei ROTTAMATI.

La prima su tutte - ASILI NIDO - ora con tutta la preoccupazione che abbiamo per le nuove generazioni - gli ASILI NIDO č forse una delle ultime priorita'… magari invece puntare sulla ricerca sulla cultura sui posti di lavoro sulla soluzione del pil sul come farsi dire ad esempio da MARCHIONNE quale piano industriale ha per l'Italia o se per far crescere le sue azioni in borsa intende spostare la FIAT - come sta facendo - IN AMERICA. PUNTARE sul lavoro perche' questa generazione e quella futura ha davanti solo precariato e zero pensione, tutti diritti che i padri avevano risolto attraverso mille battaglie.

La seconda PRIORITA' DEL RENZI ANNUNCIATA IN DIRETTA ALLA SETTE - č la banda larga
come se di bande in italia non ce ne sono a sufficienza. LA BANDA LARGA COSTA 800 MILIONI DA SPARTIRE serve a trasportare piu' pacchetti dati ma non č piu' veloce dell'adsl. IN UN PAESE come il nostro che in internet ci lavora ZERO - quasi nessuno sa inviare una email o farsi un proprio sito o navigare alla ricerca di informazioni controcorrente, questa proposta RISOLUTIVA DEL PD AL GOVERNO - é quanto mai ridicola se non sciocca quanto il so bamboccio rappresentante oltre che anche gli ottocentomilioni ora sono da investire altrove.

LA TERZA PROPOSTA DEL RENZI E' QUELLA DI fare finalmente un partito con il suo leader che lui ritiene NECESSARIO nei tempi moderni. Ora il grande problema dei partiti e' proprio quello di averli fatti a somiglianza e immagine dei leader. DI PIETRO ha il suo partito e recentemente ha candidato il figlio proprio per lasciarglielo in eredita'.

IL PARTITO DI SILVIO BERLUSCONI senza di lui si sfrantuma in cinque minuti pur avendo oramai una buona ossatura ha un elettorato che invece vota solo SILVIO.

VENDOLA ha il suo partito di rappresentanza costruito sulla sua immagine di CATTOCOMUNISTA SANTIFICATO - CASINI é il leader dei costruttori edili papponi romani e recentemente e' sceso in campo addirittura SCILIPOTI con il partito del benessere fatto di agopunture sulla lingua per imparare a leccare il meglio possibile. NON MI SEMBRA NEANCHE QUESTA UNA BUONA PROPOSTA ci sarebbe da dire anche a d'alema che il partito č di tutti e tutti devono esprimere e collaborare per una idea collettiva la migliore che viene proposta dalla base e domandarsi perche' il RENZI fa questa uscita del LEADER GIOVANE CARINO BELLOCCIO e scemo come il TROTA.

Infatti anche BOSSI ha il suo partito...Lo gestisce la moglie e poi lo passera' al figlio in eredita'.

INFINE I SLOGAN - BING BANG - I DINOSAURI che rappresentano i vecchi che brucano ancora l'erba (magari gli farebbe bene) per arrivare al WIKIPD - una sorta di diario in bianco dove inserire tutte le chiacchere del partito che in realta' poi non si dicono mai. INSOMMA ROBETTA VECCHIA SCIOCCA E INUTILE puro GOSSIP MUSSOLINIANO. Se č questo il nuovo che avanza non voglio immaginare al dietro che lo spinge. INOLTRE DICIAMO ANCHE CHE IL RENZI ieri é stato contestato dai DISABILI e un centinaio di persone che hanno ricordato all'esterno del teatro tutte le sue porcate fatte da sindaco... e che lo stesso RENZUCCIO non ha fatto quel pienone che aveva previsto...
a ROMA se fai una manifestazione di duemila persone NON SEI NESSUNO… non vedo perche' a FIRENZE ... populuccio e paesani …SONO FELICI di una piccola assemblea organizzata a furor dell'alta borghesia e di preti che mangiano la spesa pubblica attraverso lo IOR e i favori politici.

STANCA DI TANTA SUPERFICIALITA' vorrei aprire un dibattito con tutti NOI noi della base che non abbiamo rappresentanza e che siamo stanchi di tanta vegogna, comprese le due righe inviate all'Europa per dirgli che non faremo nulla di nulla tanto a gennaio il governo sgombra.

Stanchi di veder poltrone occupate da culi inciuciati con la mafia, stanchi dei bei culi vuoti delle minetti e carfagna… stanchi di sentirci sputtanti in tutta europa perche' abbiamo votato oppure hanno votato la vergogna del paese per mille questioni che non intendo ora affrontare.

Rivolgo a te tre domande.

UNA VOLTA AL GOVERNO COSA DEVE AFFRONTARE RAPIDAMENTE IL PD?

COME USCIRE DALLA CRISI ECONOMICA?

COME RILANCIARE LA CULTURA E LA QUALITA' CHE NEL NOSTRO PAESE SERVONO PRIMA
DEL PANE?

Risposte venienti prossimamente su questo schermo....

Luana De Rossi

"Misteri etruschi fiorentini, Renzi..."

sabato 29 ottobre 2011

La storia celata di Bankitalia ed i fatti avvenuti dal 1944 al 1945, al nord ed al sud d'Italia, narrati da Antonio Pantano

"Equilibristi" Foto di Gustavo Piccinini


Le omissioni nella storia della Banca d’Italia


Pubblicando l’elenco dei governatori della Banca d’Italia, in occasione della nomina nell’ottobre 2011 di Ignazio Visco al vertice di essa, si è taciuto il non breve periodo corrente tra la fine maggio 1944 e la fine aprile 1945, quando la banca centrale fu trasferita al Nord della penisola, da Roma a Milano, per sottrarla ai bombardamenti aerei nemici e sotto l’incalzare della avanzata delle truppe militari del fronte degli Alleati (USA, Gran Bretagna, URSS, Francia, ecc.). Queste furono nemiche dal 10 giugno 1940 e, per l’atto di resa (sotto forma di sospensione dello stato bellico) sottoscritto e subìto a Cassibile dal generale Giuseppe Castellano, assistito dallo avvocato Vito Guarrasi (cugino di Enrico Cuccia e, negli anni successivi, potente personaggio del sottobosco della politica siciliana e nazionale) plenipotenziari dello illegittimo (perché incaricato “motu proprio” dal sovrano, ma MAI ratificato dal Parlamento, con altri concomitanti errori formali e sostanziali inficianti la validità giuridica) governo Badoglio (vedasi: Elio Lodolini, Dal governo Badoglio alla Repubblica Italiana, Genova, Italia Storica, 2011) il 3 settembre 1943, divennero, dal giorno 8 settembre 1943, “occupanti del territorio italiano” (secondo la dizione del testo della “resa incondizionata”, che in Italia fu, invece, contra pacta et legem, chiamata falsamente ed arbitrariamente “armistizio”) ove imposero un proprio Governo Militare Alleato per i Territori Occupati – A.M.G.O.T. - , vigente fino al 31 dicembre 1945 e, per alcune prerogative, fino al 31dicembre 1947, con “impegni e vincoli” successivi tutt’ora vigenti.

E’ storia incontestabile che, nel trasferimento della sede e di tutti i servizi al Nord d’Italia (effettuato dopo l’abbandono della capitale da parte del re e del suo governo, avvenuto il mattino del 8 settembre 1943, con “fuga concertata con plenipotenziari germanici” conclusa all’alba del 10 settembre 1943 con l’imbarco ad Ortona sulla corvetta “Baionetta” e l’approdo la notte dello stesso giorno a Brindisi, in zona ormai controllata dal nemico Alleato) compiuto negli ultimi giorni del mese di settembre 1943 dal governo fascista della Repubblica Sociale Italiana, naturalmente subentrato alla “vacatio” su due terzi del territorio creata dalla tragicomica “fuga” della monarchia verso il nemico, il governatore della Banca d’Italia in carica, Vincenzo Azzolini, seguì doverosamente la sede, l’organico dirigenziale, le riserve monetarie e la riserva aurea presso di essa custodita, a Milano.

A causa del rientro a Roma di Azzolini, dopo 8 mesi dalla costituzione della R.S.I., verso il 28 maggio 1944 (certamente in vista della conquista di Roma da parte degli Alleati, ma ufficialmente “per urgenti motivi familiari”, con preavviso al suo Ministro che gli contestò il “sospetto” ed i rischi conseguenti – Azzolini fu incarcerato poi e condannato anche a 30 anni di reclusione dalla “giustizia del Regno d’Italia”), il Ministro delle Finanze della Repubblica Sociale Italiana, prof. Domenico Pellegrini Giampietro, con Decreto ministe-riale n. 400 del 28 giugno 1944-XXII, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 159 il 10 luglio 1944-XXII, ratificato dal Consiglio dei Ministri il 14 novembre 1944, in forza di Decreto del Capo dello Stato del 8 ottobre 1943, confermò la nomina a Commissario Straordinario al governo della Banca d’Italia l’avv. Giovanni Orgera, insediato di fatto dal 1° giugno, che quell’incarico di surroga di tutti i poteri di governo della banca mantenne fino al 28 aprile 1945, cioè fino all’arrivo degli Alleati a Milano. Ciò, in modo inconfutabile, è confermato anche da pubblicazioni ufficiali dell’ufficio storico della Banca d’Italia.

Il regno del Sud, sedicente “Regno d’Italia”, fu svuotato di ogni prerogativa (senza territorio, senza parlamento, senza popolazione, tutti assoggettati al naturale governo dello A.M.G.O.T., ed esautorato anche nella fondamentale emissione monetaria) e fu costretto-ridotto ad almanaccarsi solo nella utopica creazione di un governo fantasma non governante.

Molto più tardi, “tollerato” dagli Alleati per precostituire capisaldi per il dopo guerra, trovò necessario – per completare la gamma delle “poltrone fantasma” relative ad enti et similia, retribuite lautamente con valuta in AM-lire - nominare un governatore della Banca d’Italia per poter esercitare, dopo l’ingresso degli Alleati a Roma, una funzione formale nell’edificio di via Nazionale. E in ciò, per la suddivisione di posti (criterio caratterizzante poi tutto il regime postbellico), fu insediato il senatore del regno (economista liberista ma interessato anche fattivamente all’opera del Ministro delle finanze del governo fascista Alberto de’ Stefani, ed ai novatori criteri fascisti e corporativi, e sempre fedele monarchico) Luigi Einaudi, approdato a Salerno nel febbraio 1945, dopo cauta lunga permanenza in Svizzera in conseguenza degli sventati, ma a lungo preparati, accadimenti determinati dall’8 settembre 1943. Governatore nominale, giacché nei territori conquistati dall’avanzata militare Alleata, di fatto le sedi provinciali della Banca d’Italia, anche per assenza di fondi monetari, non svolgevano attività, essendo fondamentalmente interrotto il servizio di tesoreria per conto dello Stato, che solo al Nord, nella giurisdizione effettiva e veritiera della Repubblica Sociale Italiana, aveva corso ed efficienza, persino con emissione monetaria.

Al sud d’Italia lo A.M.G.O.T. stampò e pose in circolazione titoli monetari – le famose AM-lire – per valore di 640 miliardi di lire, utili e necessari alle proprie truppe di occupazione per intrattenere rapporti civili, ma perniciosi per la pesante inflazione provocata nello intero sistema della circolazione monetaria italiana e protrattasi per anni, a causa della circolazione forzosa di quella carta moneta formale, di nessun valore reale. Senza ragione, ma solo al mero fine di falsare la storia, la Banca d’Italia odierna ha omesso l’indicazione e l’opera del commissario Orgera, svolta con zelo tra il maggio 1944 e l’aprile 1945 (un intero anno!), riconosciuta, però, nella Relazione presentata nel luglio 1946 dal governatore Einaudi, che elogiò quel Commissario per la rettitudine e la correttezza utili alla Banca ed allo Stato, precipuamente per il dopoguerra, che fu meno pesante proprio per ciò che fu attuato, e lasciato in eredità dalla Repubblica Sociale Italiana (vedasi: Collana storica della Banca d’Italia, I nazisti e l’oro della banca d’Italia, Laterza, 2001).

Va aggiunto, per dovere di verità, che il ministro delle finanze Domenico Pellegrini Giampietro, con l’assorbimento integrale allo Stato della Banca d’Italia s.p.a., anche mediante il commissaria-mento (secondo i Decreti citati), e delle sue disponibilità in liquidità monetaria e riserve auree, NULLA cedette gratuitamente ai germanici. Al contrario del Governo Badoglio, che barattò la riserva aurea in cambio di convenienze “personali” lasciando il Governatore Azzolini in balìa di un documento esibito il 10 settembre 1943 dal rappresentante della Banca del Reich di Germania, così che tra il 22 ed il 28 settembre 1943 quella riserva fu trasferita a Milano, sotto “protezione militare germanica”, senza, comunque, che MAI uscisse dal suolo nazionale, nemmeno quando la stessa Banca d’Italia, trasferì quella riserva in provincia di Bolzano il 16 dicembre 1943, nel comune di Fortezza, ove istallò apposita propria sede (vedasi: Domenico Pellegrini Giampietro, L’oro di Salò, Milano, in Candido, da 2 marzo a 1° giugno 1958) ove fu svolta sorveglianza da gendarmeria italiana e germanica. Sorveglianza che terminò il 5 maggio 1945, con il “subentro forzoso” delle truppe Alleate, che di tutto si accollarono proprietà e dominio.

Inoltre, come già pubblicato più volte (vedasi: anche Antonio Pantano, Ezra Pound e la Repubblica Sociale Italiana, Roma, Pagine, 2009), la situazione finanziaria generale lasciata dalla Repubblica Sociale Italiana alla sua cessazione, con attivo di bilancio dello Stato di 20,9 miliardi di lire, MAI più verificato dopo nella storia successiva della Repubblica oggi vigente, fu certificata da una commissione del Senato degli U.S.A. presieduta dal sen. Winkersham, che, con dichiarazione diffusa il 25 agosto 1945, affermò aver trovato nella sola R.S.I. del nord Italia situazione attiva di bilancio e florida nelle riserve e nei depositi bancari, al contrario di tutti gli altri stati europei visitati, inclusi gli scandinavi. Floridezza che permise all’Italia del dopoguerra facile ripresa economica e finanziaria, seppur gravata dagli oneri di svalutazione delle AM-lire imposti e confermati dagli USA nel 1947, dalle penalizzazioni relative alla condizione di Stato perdente, ratificate anche nello obbligato “trattato di pace” imposto a Parigi il 10 febbraio 1947, e per i vari piani Marshall, inclusi i costi per la restituzione della “famosa” riserva aurea, definita, per volere dei vincitori, solo il 29 giugno 1998, con accredito e restituzione di ultima frazione da parte dell’internazionale “Pool dell’oro” organizzato e gestito dagli Stati dei paesi vincitori la seconda guerra mondiale.

Antonio Pantano


Fonte: ABRUZZOpress

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Commento di Marco Saba:

"La lunga vicenda della moneta di occupazione "americana" si concluse con la legge n. 3598 del 28 dicembre 1952, che obbligò il Ministero del Tesoro a rilasciare alla Banca d'Italia Buoni del Tesoro Ordinari per un ammontare corrispondente... a quello delle fraudolente Am-lire ritirate e bruciate in seguito alla Convenzione del 1946... Questo doppio addebitamento all'Italia delle spese del falsario Alleato costituirono il corpo principale dell'odioso debito pubblico del dopoguerra"


Vedi anche: The Finance of European Liberation with special reference to Italy - by Frank A. Southard, Jr., 1945
http://www.scribd.com/doc/39170630/The-Finance-of-European-Liberation

http://seigneuriage.blogspot.com/2011/10/le-omissioni-nella-storia-della-banca.html

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Scrive Pierluigi a ulteriore commento:

“Ottimo lavoro x il nostro crescere nella Verità con l’Amico VERO. Ecco ulteriori conferme che le logiche del Vero Mercato che difende le persone (il loro lavoro e il loro tempo) dallo strapotere monetario stanno trionfando ormai ovunque difendendoci dalla truffa della finanza virtuale e globale causa prima di tutti i disastri locali e internazionali. Quando partiamo col gruppo di acquisti per la distribuzione gratuita di soldi ai fratelli della “Vigna del Signore” per aiutare i loro parenti o conoscenti bisognosi? Rischi=ZERO! Utili centuplicati già in terra.. (un po' criptico come significato, voi l'avete capito?)”

venerdì 28 ottobre 2011

Chi decide "chi" in Bankitalia? Le stranezze della democrazia bancaria....

"Alegher.. che il bus l'è semper negher..." (Saul Arpino) - La foto è di Gustavo Piccini


Il 26 ottobre 2011 il giornale dice (non importa quale, è un cartello a parte la "Rinascita" di Roma):

"Il presidente della repubblica napolitano ha firmato il decreto di nomina di ignazio visco a governatore di bankitalia, su proposta del presidente del consiglio dei ministri, vista la deliberazione del governo e dopo aver acquisito il parere favorevole del consiglio superiore dell'istituto in via nazionale"

Dividiamo in pezzi, e quindi in gerarchie che essendo scritte così sembrano avere sequenza cronologica:

1- il presidente della repubblica napolitano ha firmato il decreto di nomina di ignazio visco a governatore di bankitalia,
2 - su proposta del presidente del consiglio dei ministri
3 - vista la deliberazione del governo e
4 - dopo aver acquisito il parere favorevole del consiglio superiore dell'istituto in via nazionale


Che bella frase lunga lunga: sembra che abbia deciso il Napolitano dopo aver chiesto al Consiglio dei Ministri, poi al Governo e infine a Bankitalia. Invece la sequenza è:

1 - dopo aver acquisito il parere favorevole del consiglio superiore dell'istituto in via nazionale (Bankitalia)
2 - vista la deliberazione del governo e
3 - su proposta del presidente del consiglio dei ministri
4- il presidente della repubblica napolitano ha firmato il decreto di nomina di ignazio visco a governatore di bankitalia, -


Ovvero:

1 - Bankitalia ha deciso chi vuole - Visco-
2 - il Governo visto l'assegno di 19.000€/mese da Bankitalia ha detto ok;
3 - il presidente del consiglio dei ministri ha fatto lo Yesman, e
4 - Napolitano ha fatto lo Superyesman.

Ma chi ha scelto l'uomo alla propria guida è Bankitalia, ovvero al 96% le banche; se qualcuno della catena non faceva lo yesman, no problem; i banchieri lo avrebbero ripresentato, lui o un altro Yesman fino all'ok dei camerieri/senatori. Lo stesso accade al al Parlamento Europeo dove i Burocrati scrivono le leggi che gli Europarlamentari devono solo che firmare: possono al massimo tardare l'approvazione delle leggi, non certo presentarne di nuove. I Cittadini? Cornuti e mazziati, in nome della "Democrazia"

Il Sole 24 ore conclude trionfalmente: "Visco è persona estremamente competente, ha esperienza nazionale e internazionale, conosce la Banca d'Italia dove ha svolto la sua intera carriera, garantisce l'autonomia dell'istituzione e in questi anni nel direttorio si è allenato anche a fare il governatore"

Insomma, chi deciderà la liquidità italiana non è certo stato eletto dal popolo nè farà l'interesse del Popolo; è bensì un fortissimo uomo di banca, un laureato in economia napoletano (finalmente un laureato, anche se come accento preferivo un Veneto) che, alla faccia della Banca di Diritto Pubblico "garantisce l'autonomia dell'istituzione" - Bankitalia - in cui lavora dal 1972 !!!

Ma tranquillizziamoci, poichè "si è allenato anche a fare il governatore" come un calciatore che si scalda in panchina, e visto che è ha lavorato solo in Bankitalia (è stata "la sua intera carriera" ), è stato fatto crescere ed è stato nominato leader da quel sistema putrido che è il sistema bancario caratterizzato da furto di sovranità monetaria, anatocismo, usura, truffe alla Parmalat, credit crunch, derivati etc etc etc etc, dovremo aspettarci un futuro nero come il carbone.

Ma invece dovremmo rialassarc, suggerisce il Sole 24 ore; è stato presidente del famigerato Sistema Europeo delle Banche Centrali - SEBC (dal 2009 al 2010), per cui ci affonderà in modo scientifico. E in quanto è professore universitario, lo giustificherà in modo scientifico. Viva la democrazia (bancaria).

Antonio Miclavez

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Commento di Antonio Pantano

Osservazione: DOMANDA retorica o da ingenui!?

Bankitalyland (succursale periferica di altre banche private radicate sopratutto oltre confine) ha "necessariamente" scelto il Visco a succedere al Draghi (cursus honorum anche mediante Britannia-1992), giacché costui, tra le tante, nella "qualità", sovrintese agli investimenti "libici" voluti dal fu M.Gheddafi nel trentennio precedente la sistemazione dell'investitore. Visco operò anche, negli ultimi mesi, a "collocare" quegli investimenti in vista di probabile "successione per eredità".

In caratura a base delle transazioni "condotte a buon fine", il "soggetto" è stato "promosso" al meritato grado della scala bancaria italiota.
Ecco una "lettura" aderente alla realtà dei fatti e misfatti. Ciò (lettura) secondo i criteri della scuola universitaria di Teramo-Atri, già diretta dal prof. Giacinto Auriti. "Causa ed effetto" dei "sistemi finanziari".

Ritengo che "gli addetti ai lavori", in forza degli interessi inimmaginabili che "rappresentano" (non certamente quelli italiani, nella fattispecie) e difendono, siano costretti ad agire NON in senso morale, ma "a dispetto" altrui.

Italyland non è rappresentata da Binismaghi! Meno ancora noi, italiani veri.
TUTTI costoro (Draghi, Binismaghi, ecc.) sono "burattini in seconda", manipolati da burattinai, come è per la Merkel ed il Sarkozy, e, in Italyland, il Berlusconi.
Ieri, proprio, ho trattato tema analogo (due volte in due giorni) con il massimo archivista italiano (persona serissima!) relativamente a fatti storici del XX secolo, ed abbiamo convenuto che, maxime oggi, sono molti i burattini. Ergo : il "consigliere in BCE" fa ciò che gli viene imposto, fino a che gli verrà indicato altro "ruolo".

Il "clan" (massonico o clericale, che è lo stesso!) è chiuso e circoscritto.
NOI non dovremmo perder tempo su di loro! Operano costantemente a nostro danno.


Antonio Pantano (già docente nella citata scuola, ma operante in permanente "servizio attivo intellettuale").


giovedì 27 ottobre 2011

"Hasta la victoria, siempre!" ... nascita dell'ente Acqua Bene Comune Napoli



Presentazione:
Scrive Vito De Russis: "Ricevo da Alex Zanotelli, il 26 ottobre 2011. E sono lieto di partecipare alla sua divulgazione in questo Paese installato nella graduatoria mondiale sulla libertà di stampa, sempre più solidamente, tra i Paesi "parzialmente liberi".

Napoli: Hasta la victoria, siempre!

E' un momento questo di gioia e di festa per Napoli perché è diventata la
capitale italiana dell'acqua pubblica, la "Parigi d'Italia". Infatti oggi 26
ottobre 2011, il Consiglio Comunale di Napoli , in seduta pubblica e solenne
al Maschio Angioino, vota la ripubblicizzazione del servizio idrico, che
sarà gestito da un Ente di Diritto Pubblico, "Acqua Bene Comune Napoli" in
sostituzione dell'Arin Spa.

Napoli diventa così la prima grande città italiana che decide di 'obbedire' al Referendum sull'acqua (12-13 giugno 2011), ripubblicizzando la propria acqua e ripudiando la formula della Spa.

E' una grande lezione che questa città così bistrattata dona a tutto il
paese. Per questa vittoria siamo grati al nostro sindaco L.De Magistris e al
prof. A. Lucarelli, assessore ai Beni Comuni, ma soprattutto dobbiamo dire
grazie alla tenacia e alla grinta dei Comitati Campani per l'acqua pubblica.
Sono loro i veri artefici di questa straordinaria vittoria: è la
cittadinanza attiva di questa città e regione, che si è impegnata a fondo e
per lunghi anni, per difendere la Madre, l'acqua, la madre di tutta la vita.
Infatti è dal 2004, quando i 150 comuni di Napoli e Caserta avevano votato
la privatizzazione dell'acqua, che i comitati si sono battuti per ottenerne
la ripubblicizzazione. Uno straordinario impegno dei comitati è riuscito, in
meno di due anni, a rovesciare quella decisione. Il 31 gennaio 2006 i
sindaci di Napoli e Caserta ne votarono la ripubblicizzazione. Fu però una
vittoria di Pirro, perché non fu mai tradotta in atto amministrativo per la
netta opposizione di Bassolino-Iervolino. Ma il movimento non si è mai
arreso e, aiutato da notevoli figure come il prof. A. Lucarelli e l'avv. M.
Montalto, è riuscito a contenere le forze privatizzatrici. La svolta è
arrivata con l'elezione di De Magistris a sindaco di Napoli (l'acqua
pubblica era uno degli obiettivi della sua campagna elettorale) e con la
vittoria del Referendum sull'acqua . Infatti il primo atto da sindaco è
stato quello di scegliere il prof. A. Lucarelli come Assessore ai Beni
Comuni (il primo in Italia!) con delega sull'acqua .Ed è Lucarelli che ci ha
portato a questa grande vittoria.

Dobbiamo celebrare, fare festa, sia per la vittoria del Referendum, sia per
questa vittoria tutta napoletana. Invece incomprensioni, sospetti,
intolleranze hanno preso il sopravvento nel movimento. Questo è grave perché
siamo lo straordinario popolo dell'acqua che ha vinto con il referendum, una
vittoria che tutto il mondo ci invidia. Smettiamola di guardarci l'ombelico,
rimbocchiamoci le maniche: il lavoro che ci attende è enorme. E lo faremo se
sapremo stare uniti, lavorare insieme, fare rete. Quando inizieremo a
premere su Milano, Torino, Genova, Roma. perché si ripeta il 'miracolo' di
Napoli? Tocca a noi, ai comitati locali, al Forum nazionale. E' un compito
immenso quello che ci attende:tradurre localmente il Referendum, in barba ai
partiti, in barba ai potentati economico-finanziari.

Per continuare l'impegno sull'acqua, il FORUM nazionale dei comitati
dell'acqua ha indetto una manifestazione nazionale a Roma, il 26 novembre e
in questa occasione, lancerà una campagna di "Obbedienza civile": si
invitano tutti i cittadini/e ad "obbedire" alle decisioni referendarie. Una
di queste è che non si può guadagnare sull'acqua , per cui chiederemo a
tutti i cittadini/e di autoridursi le bollette del 7%.Infatti quel 7% , dato
per la remunerazione del capitale, è stato abolito dal Referendum.
Il lavoro che ci attende è immenso ,e interesserà non solo l'Italia, ma
anche l'Unione Europea.

Per questo, proprio sull'onda della grande vittoria napoletana, il 10-11
dicembre 2011 si terrà a Napoli il primo incontro della Rete Europea dei
comitati per l'acqua pubblica. Questo per portare un milione di firme al
Parlamento Europeo perché dichiari l'acqua un bene comune (A Bruxelles le
multinazionali fanno una pressione enorme sul Parlamento perché dichiari
l'acqua una merce).

Ma il nostro deve essere un impegno mondiale. Dobbiamo prepararci ad andare
a marzo a Marsiglia dove si terrà il Consiglio Mondiale dell'acqua che è
nelle mani della Banca mondiale e delle multinazionali dell'acqua. Noi
dobbiamo forzare l'ONU a convocare il suo Consiglio Mondiale dell'Acqua per
proclamare al mondo che l'acqua è un diritto fondamentale umano,è un bene
comune che deve essere gestito come "patrimonio dell'umanità". Con i
cambiamenti climatici in atto, con gli scioglimenti di ghiacciai e nevai,
con sempre meno acqua potabile disponibile per una crescente popolazione ,
rischiamo di avere ,oltre ai 50 milioni di morti per fame, 100 milioni di
morti per sete all'anno. L'impegno per l'acqua è un impegno per la vita.

"Nel nostro pianeta ogni forma di vita può nascere e svilupparsi solo in
presenza di acqua-ha scritto molto bene Roberto Lessio - che si tratti di un
germoglio di un seme nella terra, dell'incubazione di un uovo,della
fecondazione e dello sviluppo di un embrione in utero. L'acqua è il punto di
congiunzione tra il nulla, la vita e il Creato."

Diamoci da fare perché vinca la Vita!

Alex Zanotelli

mercoledì 26 ottobre 2011

Pensieri teosofici in merito alle manifestazioni degli indignados in Italia




Mi permetto di inviarVi la seguente a seguito dell'articolo "Forse non tutti sono pronti a leggere questo articolo" di Daniele di Luciano in relazione alle manifestazioni del 15 ottobre 2011 e di quella del 19 novembre p.v.

La teosofia divulgata da H.P. Blavatsky non ha nulla a che vedere con certi progetti del NWO. Non conosco Lucis Trust (A.Bailey si separò dalla Società Teosofica) ma ho seguito per vent’anni le ricerche dell’antropologo-teosofo Bernardino del Boca (1919-2001) che ha scritto e divulgato la teosofia con lo stesso metodo di Blavatsky, ossia attraverso la comparazione tra scienze-filosofie-religioni per cercare di evitare le guerre fra religioni e, contemporaneamente , la globalizzazione indotta dalle scienze materialistiche.

I suoi scritti in merito a: causa delle guerre (1949), soluzione delle crisi finanziarie mondiali mediante l’abolizione dell’interesse bancario(piano hallesint ecc.) (1971), vegetarianesino (1971) manipolazioni climatiche (scie chimiche) (1970), nucleare e segreti sottesi (1986),segreti dei gestori della finanza mondiale (1986) telepatia-fisica quantistica (1971), pericolosità delle manipolazioni genetiche vegetali (ogm), animali, umane (1971), medicina (ricerca delle cause delle malattie)(1971) psicobiologia-importanza del pensiero (1971), vaccinazioni (i teosofi fondarono nel 1908 la lega contro vaccinazione e vivisezione) ecc. evidenziano che fu un precursore che seppe prevedere anche l’attuale grande confusione che vorrebbe addebitare le cause dei mali mondiali proprio a coloro che hanno speso tutta la loro vita per cercare di prevenirli.

In merito poi allo solita confusione sulla figura di Lucifero-Prometeo: già in antichi testi indiani è scritto che egli rappresenta la luce intellettuale umana, il libero arbitrio, ma non è certo il Messia nuovo o antico; se qualcuno così lo intende non è certamente come lo ha presentato Blavatsky. La strumentalizzazione dei simboli è decisamente fuorviante. Teosofia significa Saggezza Divina e gli scritti sapienziali teosofici hanno insegnato, fin da tempi ben anteriori alla Bibbia, che peccato è considerare l’umanità separata da Spirito-Psiche. La parola diavolo significa separatore e il diavolo teologico non è certo Lucifero. In Natura nulla si può separare; il libero arbitrio che Lucifero rappresenta ci permette l’allontanamento da certe Verità Divine ma è impossibile la separazione da Dio-Natura, ed ora è un fatto scientificamente comprovabile. Scrisse Blavatsky a pag. 259 dell’Antropogenesi vol. IV: “La teologia, ripetendo la famosa decisione del Concilio di Trento, cerca di convincere le moltitudini che dalla caduta dell’uomo e fino all’istante del suo battesimo il diavolo ha pieno potere su di lui e lo possiede per diritto …Anche poche osservazioni e conoscenze della natura umana possono bastare a provare la fallacia di questo dogma teologico…”.

Sull’origine comune dell’Umanità ella scrisse: “Occorre dimostrare su basi logiche, filosofiche, metafisiche e scientifiche che tutti gli uomini, spiritualmente e fisicamente, hanno la stessa origine; che siccome l’umanità è essenzialmente una e della medesima essenza, e dato che questa essenza è una, infinita, increata ed eterna, sia che la chiamiamo Dio o Natura, nulla perciò può avere un effetto qualsiasi su di una nazione o su di un individuo senza averlo su tutte le altre nazioni e su tutti gli altri individui. Questo è tanto certo ed ovvio quanto l’urto, causato da una pietra gettata in uno stagno e propagato prima o poi, ad ogni singola goccia d’acqua ivi contenuta. Alla domanda: ma questo non è l’insegnamento del Cristo, bensì piuttosto un concetto panteista? Blavatsky rispose: “Questo sta proprio il punto dove vi sbagliate: è puramente cristiano ma non biblico, ed è questa forse la ragione per cui le nazioni che seguono la Bibbia, preferiscono ignorarlo.

E’ un’accusa, quali sono le prove? Sono a portata di mano: non si attribuisce a Cristo l’aver detto: “Amatevi gli uni e gli altri e amate i vostri nemici?” Ma il Genesi dice: “Maledetto sia Canaan e che esso sia il servo dei servi dei suoi fratelli.” Ecco perché i Cristiani biblici preferiscono la legge di Mosè alla legge di amore del Cristo: essi si fondano sull’Antico Testamento dove giustifica le loro passioni, le loro leggi di conquista, di annessione e di tirannia su razze che chiamano inferiori. Quali crimini non sono stati compiuti, in forza di questo brano infernale (se preso letteralmente) del Genesi, solo la storia ce ne può dare un’idea per quanto inadeguata. (La Chiave alla Teosofia 1889 pag. 36-37)

Scrisse Blavatsky “Iside Svelata” (1875): “ Scienza e Religione unite sono infallibili poiché l’intuizione spirituale supera le limitazioni dei sensi fisici. Separate, la scienza esatta respinge l’aiuto della voce interiore, mentre la religione diviene una teologia meramente dogmatica. In definitiva ognuna, lasciata a sé, non è che un cadavere senz’anima”. Forse è per questo che è sempre stata calunniata sia dai rappresentanti delle religioni che da quelli delle scienze.

Blavatsky scrisse nella prefazione del primo libro della "Dottrina Segreta" - 1888: " Lo scopo di quest'opera può essere così definito: dimostrare che la Natura non è "una fortuita combinazione di atomi" ed assegnare all'uomo il suo giusto posto nello schema dell'Universo; risollevare dalla degradazione le verità arcaiche che sono alla base di ogni religione; scoprire, fino ad un certo punto, la fondamentale unità dalla quale tutte derivano; ed infine dimostrare che il lato occulto della Natura non è mai stato studiato dalla scienza della civiltà moderna. L'autrice si riterrà soddisfatta anche se ciò sarà raggiunto solo in parte. Quest'opera è scritta per l'umanità che dovrà giudicarla nelle sue generazioni future, unico tribunale da lei riconosciuto. E' abituata agli insulti; conosce la calunnia quotidiana; deride con silenzioso scherno la diffamazione. De minimis non curat lex. Londra ottobre 1888H.P.B."

Cordiali saluti e grazie per il Vs. lavoro. Paola Botta Beltramo

martedì 25 ottobre 2011

Lettera a Flavio Lotti, Tavola della Pace, da Alessandro Marescotti di Peacelink, per l'educazione alla pace - Con commento di Marinella Correggia

"Arcobaleno per i costruttori di Pace" Foto di Gustavo Piccinini


Lettera Aperta a Flavio Lotti, Tavola della Pace, da Alessandro Marescotti di Peacelink per l'educazione alla pace in Italia

La devastazione è irreparabile (ed Ernest Friedrich)


Caro Flavio Lotti,
ho provato a telefonarti. Ti scrivo. E condivido in rete queste poche parole, spero sensate. Comunque scritte con il cuore e con sincerita'.

L'epilogo vergognoso di questa vergognosa guerra richiede a mio parere una netta presa di distanza da parte della Tavola della Pace.

Come sai sono un docente e ti scrivo dalla mia aula scolastica, fortemente colpito dalle reazioni dei miei studenti di fronte alla fine di Gheddafi.

Ne abbiamo parlato poco fa in classe.

Ti scrivo dopo aver toccato con mano come i miei studenti - che hanno partecipato alla marcia Perugia Assisi e al momento formativo di Bastia Umbra - siano stati in gran parte convinti dai mass media che questa fosse la degna fine della guerra e del dittatore.

Il disastro educativo - perche' di disastro si tratta - e' enorme. Ma non irreparabile.

Ho ascoltato frasi che mai avrebbe detto un ragazzo se la Tv non lo avesse abilmente istigato a stare dalla parte dei carnefici. E quando oggi si usa la parola 'dittatore' tutto diventa lecito. Del resto le guerre coloniali italiane non furono promosse allo scopo dichiarato di eliminare la schiavitu' in Africa?

Una mentalita' che pensavo cancellata risorge e vedo nelle parole dei miei ragazzi una barbarie non loro.

La barbarie non nasce spontaneamente nei ragazzi.

Non possiamo proporre alle scuole l'educazione alla pace e assistere al suo scempio, ad opera di un imbarbarimento della comunicazione.

Il disastro mediatico e' di proporzioni mai viste e colpira' al cuore il nostro progetto pedagogico.

Anzi: lo ha gia' colpito. Ma non lo ha affondato.

La falla da riparare e' spaventosa.

Siamo in balia di un mix di valori talebani e perbenismo della Nato che convivono in un'apoteosi della "guerra giusta" (quando mai se ne e' combattuta una sbagliata?).

La scuola e l'educazione hanno perso il controllo della situazione perche' dopo ore di immagini di "guerra giusta" cosa possiamo aspettare che rimanga nella mente dei ragazzi e purtroppo anche dei loro docenti?

A che e' servito marciare per ricordare Capitini se poi i ragazzi vedono torturare Gheddafi senza alcuna immediata presa di distanza di Napolitano e della stessa Tavola della Pace?

E cosi' alcuni ragazzi mi hanno detto che quello che era stato fatto "e' troppo poco". Anzi hanno sbagliato per difetto. Perche' Gheddafi "bisognava lasciarlo in vita per fargliene ancora di piu'".

Il disastro diverra' irreparabile se non riportiamo in campo la cultura contro la barbarie, la letteratura contro la volgarita', il diritto contro l'abuso, l'etica contro il business, la scienza per la salvare e non per colpire.

Lo dobbiamo fare a partire dalla scuola in nome della civilta'.

Occorre un forte recupero educativo di fronte a quanto i media - anche quelli 'progressisti' - hanno colpevolmente distrutto in questi giorni.

Ormai la politica divora tutto, anche la storia e la cultura, usando la tv come una clava che manda in frantumi il nostro non facile lavoro di insegnanti.

Qualcuno dovra' pure dire scusa.

E' passato il messaggio che tutto cio' che hanno fatto i vincitori fosse giusto.

Non possiamo costruire negli anni valori positivi di nonviolenza per farci distruggere nei giorni un intero progetto di pace e di educazione.

Lo tsunami della "guerra giusta" oggi ha annichilito decenni di impegno di educazione alla pace e non possiamo continuare a fare finta di nulla.

Bastano dieci minuti di Tv per spazzare via un anno di insegnamento.

Basta un rutto, una parolaccia, un grande fratello, una bomba, una tortura esibita in pubblico - il tutto senza commento ma con compiaciuta sete di audience - e il gioco e' fatto. Milioni di euro di spese per la scuola bruciati in poche ore di barbarie sul video. Ore di impegno educativo sbriciolate in un attimo.

Il disastro e' avvenuto e se vai a parlare nelle scuole, dai bambini a ragazzi, scoprirai che ti diranno cose brutte, atroci, cose che non avresti mai voluto sentire.

Ma ho anche una grande speranza, perche' i ragazzi non sono scemi. E appena si accorgono di essere ingannati si ribellano, cambiano opinione e non difendono le loro convinzioni sbagliate, capiscono di essere stati manipolati dagli adulti.

In un'ora di buona discussione - poco fa in classe - ho assistito al dubbio e al cambiamento.

Questi ragazzi hanno bisogno di esempi educativi, positivi. Ci guardano.

Hanno bisogno dell'esatto opposto di quello che hanno visto.

Altrimenti andranno a gettare i sassi dai cavalcavia senza grandi scrupoli di coscienza.

La coscienza.

Cosi' assopita.

Cosi' anestetizzata.

Abbiamo osannato come eroi quelli che hanno bombardato l'ospedale di Sirte terrorizzando i feriti, le donne, i vecchi e i bambini: e ci stupiamo se i ragazzi non hanno ideali?

Con il silenzioso disimpegno e con l'ignavia di chi avrebbe dovuto dire solennemente "basta" (mi riferisco a Ban Ki Moon, al Papa e a Napolitano) e' avvenuto qualcosa che dovremo raccontare ad occhi bassi come esempio della vergogna internazionale, in una commissione che ristabilisca la verita' in questa guerra.

Come monito per il futuro ma anche - perche' no - promuovendo una commissione internazionale di indagine che processi per i crimini di guerra commessi.

O noi riusciamo a dire con chiarezza questo a la guerra si ripetera'. Umanitaria e indecente come sempre.

Occorre una netta presa di distanza dallo scempio.

Le nostre parole dovranno avere la credibilita' di quelle di don Milani e Capitini o noi abbiamo fallito.

Dobbiamo dire con chiarezza che questa guerra ha travolto tutti i principi di legalita' e di decenza.

Perche' questa guerra ha sodomizzato le coscienze prima ancora di Gheddafi.

Dalla scuola dovra' partire un recupero di dignita' e verita'.

Spero che condividerai il mio grido di dolore e questo bisogno di speranza.

Un caro saluto
Alessandro Marescotti
www.peacelink.it


................


Commenti ricevuti:

Caro alessandro, questa tua bellissima riflessione meriterebbe di essere proposta e sottoscritta da altri insegnanti (se non sono altrimenti distratti!).
Chi può farla girare?

un abbraccio
Valerio


Dr. Valerio GENNARO
Comitato Tecnico Scientifico
Medici per l'Ambiente (ISDE-Italia)
c/o Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione
Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro (IST, NORD)
L.go R.Benzi, 10 -16132 GENOVA
Tel: 010.310260 - 010.5737557
cel. 340.3436554
www.isde.it

I poveri vanno alla guerra, a combattere e morire per i capricci, le ricchezze e il superfluo di altri (Plutarco).



.............


Se dei ragazzi che a scuola sono "educati alla pace" parlano così, in modo così atroce, vuol dire che la devastazione è totale. Nulla giustifica una simile disumanità in studenti delle scuole superiori. Nemmeno la propaganda tivù la giustifica. E? sucesso un mutamento quasi antropologico. Del resto salvo poche eccezioni lo vedo perfino sui pulman, e vounque bazzichino ragazzi. Inerti, egoisti. Adesso li scopro anche tendenzialmente giustizieri.


L'educazione alla pace così come quella allo sviluppo e all'ambiente sono da tempo diventate un business inutile. Convengono a chi le fa: Ong e gruppi vari (a me è capitato tempo fa di fare per due mesi educazione all'ambiente in alcune scuole - con una paga oraria vergognosamente stratosferica!! - non lo farò più, è uno spreco di denaro pubblico, e non serve. Serve la presenza costante degli insegnanti, mi dicevo. Invece no, evidentemente nemmeno quella.

Le atroci prese di posizione di quei ragazzi che pure hanno Alessandro come insegnante e che hanno partecipato alla marcia della pace (una scampagnata, per molti, ormai; c'ero e ho visto) la dicono lunga. L'approccio soft è perdente. Da tempo non ho più speranza nel popolo italiano (che già prima non era granché): così lontano dalla pace, dall'ecologia, dalla solidarietà, dalla lotta ai privilegi (tutti ne vogliono, piccoli o grandi), dall'empatia con gli altri viventi. Capace solo di mobilitarsi per cose rarefatte o per le tasche proprie.

Nemmeno l'informazione alternativa serve. A chi arriva? E se non arriva l'educazione alla pace che è mirata a piccoli gruppi, face to face...

Darei da leggere nelle scuole l'unico testo che davvero educa al rigetto della guerra; e non c'è bisogno di Ong e progetti costosi per diffonderlo: GUERRA ALLA GUERRA!. Libro del pacifista obiettore ecologista tedesco Ernest Friedrich, scritto nel 1924. Purtroppo in Italia l'ha pubblicato Mondadori, ma non mi formalizzerei. Costa pichi euro. Ben spesi. E' un colpo allo stomaco, perché fatto di foto vere, il vero volto della guerra.

Ma temo che non servirebbe nemmeno quello, a questi vecchissimi giovani.

Marinella Correggia

Assaggio da "Profumo d'Italia..." ....vivendo in un mondo di rifiuti - di Fulvio Di Dio




VIVERE IN UN MONDO DI RIFIUTI

"Il progresso celebra vittorie di Pirro sulla natura"
(F. Kraus)

"Niente può farsi dal niente". Già Lucrezio, affrontando il nodo fondamentale della fisica epicurea, affermava, con grande arte descrittiva, l'eternità della materia primordiale che è il seme di tutte le cose (semina rerum). Il suo occhio sapeva cogliere le ricchezze di un mondo in cui predomina la vita, la gioia dello splendore della luce, la potenza creatrice della materia.
Lucrezio seppe così prefigurare intuizioni che solo molti secoli appresso sarebbero state sistematizzate in legge: "nulla si crea, nulla si distrugge".
L'equilibrio che regola i cicli degli elementi fondamentali della biosfera ha sempre rispettato tale regola, riciclando continuamente i residui dei processi naturali, fino a trarne materia vivente. La natura non conosce, quindi, la nozione di rifiuti, ma solo quella di materia che si trasforma.

Breve storia del rapporto uomo-rifiuti

I primi insediamenti umani non sconvolsero questa logica; è esemplare il caso della civiltà delle terramare, nelle quali i residui delle comunità servivano per risanare gli ambienti paludosi su cui erano costruite le palafitte.1
La concentrazione di grandi collettività in ambiti limitati fu il fenomeno da cui storicamente scaturirono i primi problemi di inquinamento da accumulo di rifiuti.
Fu così che si costruirono, nel 400-500 avanti Cristo, gli acquedotti per l'approvvigionamento idrico di Roma, dato che l'acqua del Tevere non era più potabile.2

Nel Medioevo il problema divenne rilevante, al punto da richiedere che il re di Francia Carlo VII emanasse una apposita disposizione con cui proibiva ai bottinai, addetti allo svuotamento dei pozzi neri, di versare direttamente nella Senna i prodotti della loro raccolta.
Il livello di guardia ambientale venne comunque superato solo a partire dalla rivoluzione industriale, che pose le basi per uno sfruttamento intensivo delle risorse naturali, regolato esclusivamente dalla legge del massimo profitto.3
La tradizionale salvaguardia degli equilibri ecologici, intrinseca al modo di vita della civiltà agricola, viene sostituita da logiche di rapina nei contronti dell'uomo e della natura.
Ed è nelle grandi concentrazioni urbane e industriali che il problema dello smaltimento dei sottoprodotti si fa assillante: ecco nascere il termine rifiuti.

I rifiuti, in quanto prodotti di scarto che derivano dall'attività dell'uomo (produzione, trasporto, distribuzione e consumo di merci), sono una funzione diretta della sua cultura e del suo stile di vita.
Si potrebbe dire che l'uomo applichi, ai propri rifiuti, le nozioni di rimozione e occultamento, quasi insenso psicoanalitico.
Se le società umane hanno sempre prodotto rifiuti, e storicamente gli stessi sono diventati un problema solo a seguito dello sviluppo della società industriale e consumista, diversi sono stati nelle varie epoche il volume complessivo e le caratteristiche chimico fisiche dei rifiuti prodotti, come diversa è stata la cultura e la tecnologia con cui si è affrontato il problema.

Il concetto di rifiuto nella sua interezza

I rifiuti costituiscono l'ultimo atto della vita di un bene di consumo. Ma tale ultimo atto maschera, in termini quantitativi e qualitativi, la reale produzione di rifiuti che un singolo bene di consumo genera dalla culla alla tomba.
Ad esempio, si valuta che il 75% dei materiali, impiegati nei processi industriali per la produzione del bene di consumo, non risulti nei prodotti finali.4
Ossia, dietro ogni prodotto immesso nel mercato, ci sono enormi quantità di rifiuti generati dai processi industriali necessari per arrivare a tale prodotto, a partire dalle attività estrattive per passare alla produzione nergetica, al processo di lavorazione e trasporto.
Si è calcolato, ad esempio, che il peso reale di uno spazzolino da denti quando, al termine del suo ciclo di vita, viene gettato via e diventa rifiuto, ammonta a 1,5 Kg; quello di un telefono cellulare a 75 Kg; quello di un personal computer a 1.500 Kg.
La logica vorrebbe che, se una strategia di prevenzione nella produzione dei rifiuti debba esserci, tale strategia andrebbe applicata al 75% dei materiali impiegati nel processo di produzione, piuttosto che a quel che resta al termine del ciclo di vita del bene di consumo.

Acqua e rifiuti

Adesso vogliamo concentrare l'attenzione su una coppia di termini e di concetti di elevata carica semantica, l'acqua e i rifiuti.
L'acqua come elemento indispensabile alla vita, i rifiuti come tutto ciò che è privo di valore in quanto ha esaurito la sua utilità.
La vita e l'inerte, l'indispensabile e l'inutile, pieno e vuoto … con tutte le implicazioni psicologiche, culturali, sociali, economiche, ecologiche, politiche e istituzionali che, nel corso dei secoli, hanno suggerito agli esseri umani le soluzioni per venire a capo del problema dell'accesso all'acqua e di quello, parallelo, dell'eliminazione dei rifiuti prodotti dall'attività umana.
In Italia, come vedremo, la gestione dei rifiuti (e dell'acqua) è stata per tradizione materia tipica dell'Ente locale, che - direttamente o mediante le aziende municipalizzate – ha garantito ai cittadini questi servizi.
Controllare l'ambiente fisico cittadino, sempre più equivalente all'ambiente sociale tout court, regolare le sue risorse e tutelare la loro qualità: sono problemi che attengono primariamente alla sfera politica, ancor prima che a quella tecnica, economica o amministrativa.
Se pensiamo alla città medievale, lo scontro-competizione tra potere pubblico e poteri privati, tra coniuratio comunale e nobiltà feudale, è tra i più accesi in tema di rifornimento idrico. La fontana pubblica si contrappone simbolicamente (ma non solo) al pozzo privato.
Dalla città medievale siamo arrivati a questo paradosso: la degradazione di una risorsa indispensabile come l'acqua comporta la sua trasformazione da bene libero a bene economico.5
Dopo questa svolta epocale, la qualifica di bene libero si restringe alla sola aria. È valido ancora oggi questo discorso?
Inceneritori, miasmi di discariche, industrie che scaricano i loro fumi, di fatto, non sono anche questi le cause di una sorta di "privatizzazione" dei beni comuni?
Cosa comporta la gestione del ciclo dei rifiuti in mano a privati e multinazionali?

Il problema dell'ecomafia in Italia: dalla politica dei rifiuti al rifiuto della politica

L'Italia non ha perso la sua eccentricità rispetto agli altri principali paesi europei. Qui da noi, infatti, lo Stato è tutt'altro che una realtà consolidata in maniera consistente, omogenea e definitiva.
Di conseguenza, anche l'effettivo godimento dei diritti soffre di una diffusione tutt'altro che uniforme sul territorio.
Se ci pensiamo bene, la relativa brevità dell'esperienza unitaria non solo è all'origine del ventennio autoritario del fascismo (6).
Essa si fa sentire in una pluralità di forme: dal divario economico alla qualità diseguale delle istituzioni locali, dalla scarsa legittimità delle istituzioni al fossato di diffidenza che separa il “palazzo” dalla “piazza” (7).
Di tale quadro di complessiva fragilità dello Stato costituisce una precisa spia la diffusione, virulenza e persistenza della mafia e delle organizzazioni affini, che con consuetudine pericolosamente riduttiva vengono designate con la categoria della “criminalità organizzata”.
In realtà si tratta di fenomeni ben più profondi (8).

La capacità delle mafie di contrapporsi allo Stato, ponendosi direttamente in competizione con esso su una pluralità di piani (9), è dimostrata dal fatto che sottrae il controllo del territorio alle istituzioni pubbliche, non solo mediante la capacità di imporre il monopolio della violenza, ma anche attraverso il controllo sia della distribuzione dell'acqua sia di rimozione e smaltimento dei rifiuti.
Ossia, nella particolarità del caso italiano trova piena conferma il nesso stretto tra processi di sviluppo politico e controllo dell'acqua e dei rifiuti.
Ad esempio, e per quel che qui interessa, vedremo come le cosiddette “ecomafie” controllino il traffico dei rifiuti tossici industriali.
In un contesto segnato da produzione di molti rifiuti pericolosi da parte delle industrie, le mafie riescono infatti a offrire a imprese senza scrupoli un servizio prezioso, a prezzi relativamente contenuti, proprio perché godono di un totale controllo del territorio, ossia dispongono di terreni in cui accumulare rifiuti estremamente pericolosi, contando sul silenzio e l'acquiescenza di una popolazione intimidita.

...

NOTE

L'attitudine dell'uomo a gettare i residui delle proprie attività di vita fuori dallo spazio domestico, al massimo ricoprendoli, animalescamente, con un pò di terra, è atavica e al limite dell'istintuale: l'archeologia ne ha trovato traccia già dalle culture cavernicole a quelle palafitticole e terramare.

2 W. Ganapini, La risorsa rifiuti. Tutela ambientale e nuova cultura dello sviluppo, Bompiani, Sonzogno, 1983.

3 L'ordinamento sociale ed economico conseguente alla rivoluzione industriale rende tali comportamenti non più metabolizzabili, nel loro impatto ambientale, dalle funzioni saprofite, tanto è l'ammontare dei rifiuti, tanta la loro complessità compositiva: tutto ciò raggiunge l'acme con la fase nota come consumismo, al punto che Giorgio Nebbia instaurò la relazione di identità tra società dei consumi e società dei rifiuti.

4 V. R. Cartocci, V. Vanelli, Acqua, rifiuti e capitale sociale in Italia. Una geografia della qualità dei servizi pubblici locali e del senso civico, Istituto Carlo Cattaneo, Bologna, 2008.

5 Abbiamo già discusso (F. Di Dio, Acqua Sporca. Il gorgo nero delle privatizzazioni, Editori Riuniti, Roma, 2011), appurandone gli effetti e le conseguenze, se sia l'operatore pubblico o l'impresa privata il soggetto più adatto a fornire un bene di così universale consumo.

6 S. Rokkan, Stato, nazione e democrazia in Europa, Il Mulino, Bologna, 2002.

7 Vengono in mente gli editoriali di Pasolini sul Corriere della sera dei primi anni settanta, poi raccolti nel volume Scritti corsari, Garzanti, Milano, 1975.

8 L'estrema difficoltà delle istituzioni dello Stato nel contrastarli è dovuta al fatto che tale sfida non sembra essere in alcun modo limitata all'infrazione delle norme di diritto penale.

9 Uno degli aspetti caratteristici di questa contrapposizione su più livelli è la difficoltà di tracciare un confine tra gli ambiti dello Stato e quelli della mafia. Tale confine infatti è assai tenue, e non tanto per le ricorrenti collusioni tra apparati dello Stato e cosche. Una prova dell'elusività di tale confine è costituito dalla discussa introduzione nel codice penale del realto di “concorso esterno in associazione mafiosa”, previsto per perseguire le forme più ambigue e sfuggenti di vicinanza alla mafia, al di fuori di una conclamata appartenenza a una “famiglia”.


* Brani tratti da Fulvio Di Dio, “Profumo d’Italia. Il Paese della continua emergenza rifiuti”, Editori Internazionali Riuniti, Roma, ottobre 2011.

lunedì 24 ottobre 2011

I Ching del momento presente – Esagramma n. 23 Po (La Frantumazione) dal 23 ottobre al 21 novembre




I Ching del momento presente – Esagramma n. 23 Po (La Frantumazione) dal 23 ottobre al 21 novembre

Sotto è l’esagramma Kun, la Terra il Ricettivo, sopra è l’esagramma Ken, il Monte.

Segni misti: Frantumazione significa Putrefazione.

La Sentenza.

La Frantumazione. Non è propizio andare in alcun luogo.

Commento alla decisione: “Non è propizio andare in alcun luogo”: gli ignobili crescono. Il nobile considera l’alternarsi di diminuzione ed aumento, pieno e vuoto; poiché questo è il corso del Cielo.

Commento: Il tenero altera il forte con la sua opera graduale ed inavvertibile. Le linee Yin sono in procinto di divenire assolute. Dai trigrammi se ne deduce l’atteggiamento che il nobile deve assumere in tempi simili. Egli è devoto secondo le qualità del trigramma Kun e quieto secondo la qualità del trigramma Ken. Ciò significa che egli non imprende nulla perché questo non è un momento opportuno.

L’Immagine.

Il monte poggia sulla terra:

l’immagine della Frantumazione.

Così i superiori possono assicurare la loro posizione

solo con ricche elargizioni agli inferiori.

Il monte è meno esposto alla frantumazione se la sua base sulla terra è ampia. Viene così evidenziato come la frantumazione può essere evitata. Ne consegue che non importa tanto la diminuzione del luminoso e l’aumento dell’ombroso quanto la stabilità della base. Con ricche elargizioni ai sottoposti si raggiunge sicura tranquillità.

Commento alla quinta linea: “Un branco di pesci. Grazie alle dame di palazzo viene favore. Tutto è propizio”.

Significato: Il pesce è associato al principio ombroso. La linea si trova nel posto del sovrano, che qui va però inteso come regina, poiché l’attività della forza Yin si manifesta in modo esplicito. La linea è in rapporto di solidarietà con quella superiore quindi non c’è ostilità fra le due. Bensì essa vi si sottomette di buon grado portando al seguito tutte le linee yin sottostanti, come fossero un branco di pesci. I rapporti amichevoli vengono rappresentati dal rapporto del signore con le dame di corte e con la regina.

Commento alla linea superiore: “Ecco un grosso frutto non ancora mangiato. Al nobile viene in dono una carrozza. All’ignobile va in frantumi la casa”.

Significato: Questa unica linea forte in alto contiene i germi vitali per il futuro. Il crollo della linea, a causa del mutamento imminente, procura rovina all’ignobile ma la terra viene inseminata, un futuro viaggio verso il cambiamento e la rinascita.

Pensiero di buon auspicio.

“Anche all’ignobile arridono giorni migliori quando è tenuto in disciplina da un nobile”

…….

Aggiunta:


Il segno è coordinato al nono mese (ottobre- novembre).

La forza Yin si fa avanti sempre più potente ed è in procinto di rimuovere completamente la forza Yang.

Sebbene il principio ombroso frantumi la luce, quello luminoso non si lascia frantumare completamente.

La Sentenza

La frantumazione. Non è propizio andare in nessun luogo.

Il tenero altera il forte con la sua graduale e inavvertibile azione. Il saggio non intraprende nulla perché non è il momento opportuno.

Il suggerimento è quello di adattarsi ai tempi cattivi e di stare fermi.

Profumo d'Italia - Fulvio Di Dio... ed il suo allucinante viaggio in mezzo ai rifiuti....




Ciao Paolo, ti leggo sempre con affetto e così posso constatare che sei sempre in ottima forma. Ti vorrei inviare copia del mio ultimo libro, sulla (cattiva) gestione dei rifiuti in Italia, che penso possa interessarti.
Mi dai il tuo indirizzo Darpinesco preciso?
Grazie e a presto, Fulvio Di Dio

QUARTA DI COPERTINA

Il nostro è uno stivale maleodorante: zeppo di rifiuti criminosamente
interrati nelle cave e di discariche a cielo aperto, per colpa delle
speculazioni, degli affari sporchi della camorra e non solo.
Un problema che non coinvolge solo la Campania, ma che, anzi, si dipana
su tutto il territorio nazionale e già può essere annoverato tra i tanti
scandali della gestione pubblica.

In un viaggio allucinante tra inceneritori e cumuli che avvelenano le falde freatiche, Fulvio Di Dio, dopo averci raccontato gli interessi volutamente nascosti della privatizzazione dell'acqua, indaga sul business d'oro dei
rifiuti in Italia, svelando crimini e colpevoli con la consueta
attenzione e il rigore scientifico che lo contraddistinguono.

(Editori Riuniti, via Appennini 53 00198, Roma)

................

Sempre di Fulvio di Dio ricordo il suo precedente libro: Acqua Sporca:
http://altracalcata-altromondo.blogspot.com/2011/04/lacqua-sporca-di-fulvio-di-dio-libro.html

"Profumo d'Italia" - Fulvio Di Dio ed il suo viaggio tra i rifiuti...




Ciao Paolo, ti leggo sempre con affetto e così posso constatare che sei sempre in ottima forma. Ti vorrei inviare copia del mio ultimo libro, sulla (cattiva) gestione dei rifiuti in Italia, che penso possa interessarti.
Mi dai il tuo indirizzo darpinesco preciso?

Grazie e a presto,
Fulvio Di Dio



QUARTA DI COPERTINA
Il nostro è uno stivale maleodorante: zeppo di rifiuti criminosamente
interrati nelle cave e di discariche a cielo aperto, per colpa delle
speculazioni, degli affari sporchi della camorra e non solo.
Un problema che non coinvolge solo la Campania, ma che, anzi, si dipana
su tutto il territorio nazionale e già può essere annoverato tra i tanti
scandali della gestione pubblica.

In un viaggio allucinante tra inceneritori e cumuli che avvelenano le falde freatiche, Fulvio Di Dio, dopo averci raccontato gli interessi volutamente nascosti della privatizzazione dell'acqua, indaga sul business d'oro dei
rifiuti in Italia, svelando crimini e colpevoli con la consueta
attenzione e il rigore scientifico che lo contraddistinguono.

(Editori Riuniti, via Appennini 53 00198, Roma)


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Sempre di Fulvio Di Dio ricordo il suo precedente libro: Acqua Sporca:
http://altracalcata-altromondo.blogspot.com/2011/04/lacqua-sporca-di-fulvio-di-dio-libro.html

domenica 23 ottobre 2011

...ecco gli "eroi" della guerra di Libia... e pensiero di Sandro Pertini sullo scempio contro i vinti






Morte vera e videogame, in Libia

l'Onu e la Nato, Sarkozy, Cameron, Obama, la "volpe del deserto" Frattini con Napolitano e La Russa, altri... "minori". Tutti, dicesi tutti, hanno partecipato (più o meno secondo le loro possibilità) ad armare le ali "invincibili" degli aerei Nato impegnati nello sport, tutto occidentale, del "tiro al piccione".

Dove il piccione principale era Gheddafi mentre quelli da "addestramento" sono state le truppe lealiste libiche di terra , aria e mare (queste "non pervenute"). Con variazioni tutte "democratiche" chiamate "danni collaterali" . Tipo familiari di Gheddafi, bambini in qualche asilo, magari un paio di religiosi, qualche ospedale ed altro.

Per non parlare delle ultime, quelle di Bani Walid e Sirte, città ridotte dalle "bombe intelligenti" ad ammassi di macerie.

Quel che fa riflettere è come i "vertici" politici, sempre pronti a celebrare la "viltà" dei combattenti irakeni, afghani, palestinesi che colpiscono le "innocenti" truppe di occupazione della Nato presenti nel mondo, accusandoli di colpire "a tradimento", non provino la minima vergogna per aver dato l'ordine di massacrare migliaia di militari. Inermi di fronte allo strapotere militare della Nato . Che non ha rischiato di perdere neppure un aquilone o una ruota di aereo.

Ed ai militari che hanno colpito i bersagli umani indifesi come fossero un videogioco, non si dovrebbe chiedere come si sentano? Certo, hanno obbedito agli ordini, altrove (anche in aria) rischiano qualcosa, ma in Libia hanno combattuto con onore? Per quel che mi riguarda mai come in questa occasione si può scrivere e gridare: Nato assassina!!

Vincenzo Mannello
http://www.vincenzomannello.it


.........

Ed il parere di Joe Fallisi:

"la schiacciante maggioranza dei libici d'oggi" rispettava e amava e, sono sicuro, tuttora ama e rimpiangerà sempre più il vecchio Gheddafi, perché sapeva come egli avesse dato tutto se stesso alla sua patria, rendendola un gioiello di civiltà progredita e laica (ma NON anti-spirituale) invidiato dal mondo intero (in specie dagli arabi traditori) e, con l'esperimento durato decenni e in gran parte riuscito della Giamahiria, un modello di autogoverno del bene comune senza paragoni nella storia. L'ho constatato coi miei occhi ad aprile, quando sono andato (non solo) a Tripoli coi British Civilians for Peace in Libya, quale fosse il sentimento dei libici per Gheddafi... e infatti la piccolissima minoranza monarcoteocratica che pretendeva (pretende) di mettere le sue sgrinfie ultrareazionarie sul Paese e di farlo tornare ai tempi di Re Idris, vendendolo come allora alle potenze straniere, senza i bombardieri e i droni di queste ultime sarebbe stata (ancora oggi verrebbe) spazzata via nel giro di una settimana. Gheddafi, sì, è morto come un eroe - come un vero uomo - antico. Combattendo contro i siopredatori occidentali e la vampiraglia razzista e mostruosa col burka avvoltolato al posto del cervello. Poteva andarsene in qualche paradiso fiscale... E' tornato invece nella sua piccola città di nascita, tra i suoi che resistevano impavidi. Con i suoi figli. Uno è stato torturato e ammazzato insieme col suo grande padre. Gli altri non molleranno. La lotta di liberazione della Libia sovrana, indipendente e socialista, della Giamahiria, è appena cominciata.
Joe Fallisi

...............

Altro Commento:

Trovo orrendo che il sito della tavola per la pace di Assisi possa dire che l'uccisione di Gheddafi "conferma che la tempesta araba prosegue.Gheddafi è il terzo dittatore disinstallato".
Com'è possibile paragonare la guerra di LIbia (50.000 bombe sganciate dalla Nato, 11.000 operazioni aeree - partite anche da Aviano, che dista poche decine di km dalla mia abitazione-, migliaia di esecuzioni di "gheddafiani", migliaia di civili assassinati, interessi coloniali da salvaguardare, Francia, GB e altri occidentali bastardi, Italietta compresa) con la "primavera araba"? Cosa rende così ciechi i cosiddetti "pacifisti" nostrani? Cosa è successo in questo paese a partire dagli anni '80? Sempre più indignato, prof. Dante Bedini


...................

Altro commento:

Sodomizzato e censurato.... ; la fine atroce di Gheddafi aleggia sui fautori della guerra umanitaria

CENSURE PROGRESSISTE. "In fila per vedere quel maledetto leader che li ha
oppressi per 42 anni". Questo è il commento di Rainews alla barbarie messa
in scena dal CNT. Neanche un accenno al fatto che Gheddafi sia stato
torturato e sodomizzato. Stessa censura su Repubblica: nessun cenno in
home page. E' paradossale che oggi invece sul quotidiano Il Tempo la prima
notizia in alto sia: "Orrore in Libia. In fila per vedere il cadavere di
Gheddafi". E poi: "Spunta un nuovo video in cui si vede il Raìs, di
spalle, sodomizzato dai ribelli".

IMBARAZZO. Persino il ministro della Difesa britannico Philip Hammond -
riferendosi all'uccisione di Gheddafi - ha dichiarato che "la reputazione
del CNT agli occhi della comunità internazionale è stata un po' macchiata
da quanto successo". Notare: "Un po' macchiata".

DIRITTI UMANI. Ma la fine di Gheddafi non è una piccola macchia finale su
lenzuolo bianco, sulla fulgida storia di una limpida guerra in cui il CNT
ha lottato per il recupero dei diritti umani. La pratica generalizzata
delle torture e dei pestaggi da parte delle truppe del Cnt, che di fatto
controllano le prigioni, è così grave che persino l’inviata dell’Alto
commissariato dell’Onu per i diritti umani, Mona Rishmawi, è stata
costretta a confermare. E anche questo non lo troviamo sulla stampa
progressista ma sul Foglio di Giuliano Ferrara.

FOSSE COMUNI (DEL CNT). Il Corriere della Sera comincia a parlare di fosse
comuni dove i ribelli avrebbero accatastato i neri accoppati con la nostra
guerra giusta. Le fosse comuni del CNT, Lorenzo Cremonesi del Corsera
raccoglie questa testimonianza: “Qui vivevano soltanto negri, negri
stranieri, nemici dalla pelle scura che stavano con Gheddafi, ucciderli è
giusto".

RAZZISMO E TORTURA. Un 17enne del Ciad, ovviamente nero di carnagione e
pertanto sospetto, accusato di essere uno stupratore e un mercenario, e’
stato preso a pugni e percosso con bastoni, cinture, calci dei fucili e
cavi di gomma. “Alla fine”, ha raccontato, “ho detto quello che volevano
sentire; che avevo stuprato le donne e ucciso i libici”.

BALLA SCRICCHIOLANTE. Comincia insomma a scricchiolare l'immensa balla che
ci hanno raccontato fino a ora e che ha portato - giuro! - un mio amico su
Facebook (attivista della FIOM!) a sostituire la sua immagine sul social
network con quella della nuova bandiera libica. Fa uno strano effetto
vedere come la confusione a sinistra abbia generato grotteschi effetti. E
quanto i buoni arrivano a sodomizzare i cattivi, beh... mica possiamo
darvi troppo spazio, no?

TOP SECRET. Leggete intanto questo documento segreto dell'UFFICIO
COMUNICAZIONI DOWNING STREET, 22 ottobre 2011: "La morte di Gheddafi è il
risultato migliore per gli interessi nostri e dei nostri alleati nella
guerra in Libia. Catturato vivo e processato, il leader libico avrebbe
potuto rivelare particolari imbarazzanti sulle sue passate relazioni con
il nostro e con altri governi occidentali".

Alessandro Marescotti - Lista Peacelink


...............................


Ancora un commento:

In giugno scrivevo questa breve mail, ancora fiducioso che qualcosa potesse cambiare in questo paese (da "Ho appena letto queste parole di De André"). Ora trovo che Faber avesse ragione, che Pasolini avesse previsto tutto questo, con la sua "disperazione" e con il suo pensiero "anarchico apocalittico".
Questo paese sta precipitando nel degrado morale più abietto, il "berlusconismo" è come il fascismo, l'"autobiografia di questa nazione". E' squallido vedere pacifisti e guerrafondai, "nonviolenti" e fautori della violenza di stato, "sinistra" e destra sempre più accomunati dallo stesso tipo di (non) analisi della realtà, dall'accettazione dell'esistente, dalla stanca ripetizione dei soliti luoghi comuni.
Questo paese, tutta l'Europa colonialista ed imperialista hanno bisogno di una primavera che spazzi via questa incultura. Per fortuna abbiamo ancora qualche esempio da seguire, dalla primavera araba (altro che Libia) alle esperienze dell'America Latina

Ho appena letto queste parole di De André: “Sul finire degli anni Ottanta la gente aveva perso a tal punto il senso della propria dignità che si viveva in una specie di limbo, dove nessuno aveva più voglia di protestare, figuriamoci poi di ribellarsi: non c’è niente di più idoneo perché il potere possa compiere i propri misfatti nella più assoluta impunità. Si continua ad affermare la priorità del mercato – ormai anche la politica è attraversata da grandi ventate di affarismo, non sempre lecito – e con essa la morte delle ideologie: così si educa la gente al ripudio degli ideali. Questa rassegnata abulia, che coinvolgeva anche artisti un tempo ‘impegnati’, giornalisti non di regime e politici d’opposizione, è sintetizzata nel finale de La domenica delle salme dove si parla di ‘pace terrificante’, mentre ‘il cuore d’Italia si gonfia in un coro di vibrante protesta’. Senonché la protesta ha la voce d’un coro di cicale, scelto a emblema del menefreghismo collettivo” (Fabrizio De André a proposito della canzone La domenica delle salme, ultimo brano dell’album Le nuvole, 1990)
Chissà che all'avvicinarsi del mio sessantesimo anno di età questo paese non stia diventando un pò meno "ridicolo e orribile" (come lo definiva negli anni '70 PPPasolini), che non si aprano spazi di speranza e di ribellione, che non nasca un processo di cambiamento radicale sul piano etico e politico. Certo, sarà dura ricostruire una società ridotta in macerie.
Ma ho una grande fiducia nei giovani (e meno giovani...)
Dante Bedini


.........

Il pensiero nobile di Sandro Pertini

Già la guerra è "oscena", ma l'ostentazione della morte, l'insulto dei deboli, dei "sudditi", a quel che resta di un tiranno, non possono che intristire, anche sotto il profilo educativo. Quando mi dissero che il cadavere di Mussolini era stato portato a piazzale Loreto, corsi con mia moglie e Filippo Carpi. I corpi non erano appesi. Stavano per terra e la folla ci sputava sopra, urlando. Mi feci riconoscere e mi arrabbiai: «Tenete indietro la folla!». Poi andai al CLN e dissi che era una cosa indegna: giustizia era stata fatta, dunque non si doveva fare scempio dei cadaveri. Mi dettero tutti ragione: Salvadori, Marazza, Arpesani, Sereni, Longo, Valiani, tutti. E si precipitarono a piazzale Loreto, con me, per porre fine allo scempio. Ma i corpi, nel frattempo, erano già stati appesi al distributore della benzina. Così ordinai che fossero rimossi e portati alla morgue. Io, il nemico, lo combatto quando è vivo e non quando è morto. Lo combatto quando è in piedi e non quando giace per terra".

SANDRO PERTINI (Emerito Presidente della Repubblica Italiana)

...............


Poesia aggiunta:


Il paradosso del denaro è che tutti ne vorrebbero

anche se più se ne possiede e più ci complica la vita.

Il paradosso dell’agio è che anche la posizione più comoda

dopo un pò diventa insopportabile.

Il paradosso del piacere e che quando è troppo

si trasforma in disgusto.

Il paradosso della conoscenza è che più si sa

e più ci si accorge di essere ignoranti.

Il paradosso della felicità

è che sta nel rendere felice qualcuno.



Franco Libero Manco



sabato 22 ottobre 2011

Fonti energetiche dalla natura: petrolio verde, centrali a biomassa, pirolisi, syngas, biofuel....

Fonti energetiche dalla natura


Ciò che è importante e l’informazione corretta, il resto non conta niente.

Chi definisce centrale a biomassa una centrale per la termodistruzione di rifiuti solidi urbani offende quella enorme risorsa di materia prima rinnovabile animale e vegetale rappresentata dalle biomasse creando un danno inestimabile all’umanità e all’ambiente… su questo credo possiamo concordare tutti.

Basta soffermarsi sul solo contributo delle piante per rendersi conto di quanto sia importante non disorientare ulteriormente l’opinione pubblica, le piante fissano complessivamente circa 200 miliardi di tonnellate di carbonio all'anno, con un contenuto energetico equivalente a 70 miliardi di tonnellate di petrolio, circa 10 volte l’attuale fabbisogno energetico mondiale. Dunque, un vero e proprio “giacimento di petrolio verde” che attende solo di essere sfruttato adeguatamente.

Di contro l’opinione publica è indotta da un lato a credere che la biomassa debba provenire e provenga da materie vegetali alimentari incrementando la fame nel mondo, dall’altro che provenga dai rifiuti solidi urbani inquinando l’ambiente con emissioni anche cancerogene, queste scelte non sono irreversibili, anzi, possono e devono essere evitate utilizzando le materie prime vegetali provenienti da piante non alimentari dedicate, dalla pulizia dei boschi, dalle potature, dalle snocciolature, altro e da quelle animali, trasformando, in genere, problemi ambientali e costi economici ed umani in risorse.

Da 15 anni ho un vivaio di vetiver, unico nel Lazio e in Italia per la sua estenzione. Nello stesso periodo ho anche insegnato nel Dipartimento di Economia Agraria e dell’Agro-Industriale dell’Università di Cassino e fatto diversi interventi di risanamento ambientale col vetiver. Negli ultimi 10 anni ho approfondito le ricerche, con altre Università, col CNR e con l’ENEA nel campo del risanamento ambientale e la produzione di energia con le biomasse. Responsabilmente e grazie all’esperienza acquisita e le informazioni raccolte tra le pubblicazioni prodotte dai 160 Paesi che usano il vetiver e le analisi effettuate da due laboratori Italiani, posso confermare che il vetiver ha un potere calorifico superiore a quello del legno, il 60% del carbone ed il 40% del gasolio, è una pianta perenne, quindi un serbatoio perenne di carburante che può anche fare da volano per le altre biomasse stagionali o occasionali, che non inquina e che il bilancio della CO2 è a favore dell’ambiente in quanto ogni pianta di vetiver assorbe 3 Kg/anno di anidride carbonica, svolgendo a parità di superficie oltre 15 volte l’attività di un bosco per tale funzione.

La opportunità di produrre energia con le biomasse vegetali e/o animali è anche determinata dai diversi modi di conversione possibili (fisica, biologica, termochimica), per la produzione di energia e altri prodotti, che vanno dalla semplice spremitura, alla combustione, alla pirolisi, alla produzione di syngas, biogas, etanolo, biofuel, altro.

Le biomasse vegetali conducono al recupero della biodiversità, al superamento della desertificazione, alla bonifica ed il recupero delle falde acquifere al riequilibrio ambientale.



Tutto ciò non ha nulla a che fare con la termodistruzione dei rifiuti. Le macchine più moderne che la effettuano sono note come termovalorizzatori e non centrali a biomassa anche se la parte organica dei rifiuti urbani , e solo quella è considerata biomassa, ma ritengo che nessuno possa paragonarla alle biomasse di cui sopra.



La natura ci viene incontro! E noi?


Benito Castorina
Referente per l'agricoltura della Rete Bioreginale Italiana

venerdì 21 ottobre 2011

Libia: "...hanno vinto i black bloc della NATO"



Sono passati pochi giorni dagli scontri di Roma e abbiamo assistito ad un coro di esecrazione per lo scempio di una citta'.

Siamo inorriditi per il cinico disprezzo della vita quando un autoblindo e' stato incendiato con le persone dentro.

Tutti inorriditi di fronte alla violenza dei black bloc a Roma.

Ma cosa avranno di meglio dei black bloc i killer che hanno esultato sul cadavere di Gheddafi e lo hanno straziato?

Ci troviamo di fronte allo scempio di un uomo che gridava 'non sparate' ed è stato trasformato in una maschera di sangue.

Io ho provato orrore. Ma temo che milioni di persone abbiano gioito di fronte alla Tv, alla cattiva maestra Tv.

La verita' e' che siamo schizofrenici. Inorridiano per i black bloc ma poi giustifichiamo gesti ancora piu' devastanti e criminali.

Ricordate Toto' in siamo uomini o caporali? Il caporale ha la stessa faccia odiosa anche se cambia uniforme o societa'.
Cosi' il black bloc.
Solo che a Roma porta il cappuccio nero e Sirte il turbante bianco.

Questi black bloc libici hanno per di piu' l'onore della copertura aerea della Nato.

Ve lo immaginate se Roma fosse stata distrutta dai black bloc con la copertura aerea della Nato?

Bene, questo e' accaduto a Sirte.

Siamo una societa' che educa?

No.

Non e' possibile la domenica dire ai nostri giovani di non usare la violenza e poi il giovedi' esultare assieme ai killer di Gheddafi.

Noi siamo i padri di un cattivo esempio di morte e non potremo essere credibili quando esecriamo la violenza della domenica se poi giustifichiamo quella del giovedi'.

Siamo pronti a sbattere in prima pagina un black bloc e trasformarlo nella causa di tutti i mali del mondo.

Ma poi quando tocca a noi, per il petrolio, siamo i piu' sfegatati protettori dei black bloc che ci fanno comodo.

Siamo un esempio rivoltante di ipocrisia, cinismo e violenza omicida. A fin di bene, ovviamente...

Alessandro Marescotti
www.peacelink.it

Petizioni e lettere animaliste di vario genere....

Foto di Gustavo Piccinini


Quelle che seguono sono varie missive ricevute in questi giorni per campagne a favore degli animali e delle diete senza carne.

....

Prima missiva:

Cari amici, ho appena letto e firmato questa petizione online:

CHIEDIAMO CHE VENGA APERTO UN REPARTO CRUELTY-FREE IN OGNI COOP!

http://www.petizionepubblica.it/?pi=P2011N15366

Io sono d'accordo con questa petizione e spero che anche tu lo sia.

Firma qui la petizione ... e diffondila fra i tuoi contatti.

Grazie. Gabriella Paggi
Livorno - 347-3171659


..........


Seconda missiva:

Proposta di adozione per 2 tarturaghe d'acqua dolce:
Sono a Roma, si possono di sicuro portare in Toscana, si possono
valutare altri spostamenti, se conoscete qualcuno fatemi sapere, grazie!

Scrivere a: giulimonte@gmail.com


..................


Terza missiva:

Petizione per interrompere gli esperimenti su cani:
Una petizione del PCRM per chiedere al rettore della Wayne State
University School of Medicine, la dottoressa Valerie Parisi, di
sospendere immediatamente l'utilizzo dei cani nei crudeli esperimenti
sull'arresto cardiaco che si svolgono in questa università .

Sono esperimenti che si tengono da moltissimi anni, particolarmente
dolorosi per gli animali, che vengono sottoposti a svariati interventi
chirirgici, subiscono l'impianto di cateteri e altri apparecchi e
vengono costretti a correre sui tapis roulant fino allo stremo delle forze.

Si può firmare la petizione che chiede uno stop a questi orrendi
esperimenti alla pagina:
http://support.pcrm.org/site/R?i=4Qnol-j_QZ17JhYeb3UwHA

I dati da specificare per firmare sono, nell'ordine:
Titolo (signor, signora, dott., ecc.)
Nome
Cognome
email
CAP
Nazione
Telefono (opzionale)

Bisogna poi premere il bottone in basso a destra "Send Message".


...............


Quarta missiva:

Petizione per la dieta vegetariana nei luoghi pubblici in Francia

A tutti gli interessati, giriamo questa precisazione ricevuta dall'ICDV (Initiative Citoyenne pour les Droits des Végétariens) sui provvedimenti presi in Francia per vietare le diete vegetariane nelle scuole.

Informiamo inoltre che è stata aperta una petizione internazionale contro la proibizione del vegetarismo/veganismo in Francia.
Invitiamo tutt* a firmare.

L'indirizzo della petizione è http://petition.icdv.info/en.

Segnaliamo inoltre due pagine Facebook create per sostenere la protesta.

in francese: http://www.facebook.com/pages/L%C3%89tat-fran%C3%A7ais-impose-la-viande/274081315948517

in inglese: http://www.facebook.com/pages/The-French-Government-outlaws-Vegetarianism-in-Schools/277023712330902


Segue la lettera di precisazione dell'ICDV.
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Dear friends,


We have been informed by the Italian activists who forwarded the Italian translation of our press release «Manger les animaux
devient une obligation légale !», that some activists had expressed doubts about the veracity of its contents.

First of all, we encourage you to make a good translation of the governmental orders by someone who does know French. The texts can be
found on this page: . They can also be found on the site of the Official Journal of the French Republic, at
. Choose the date of October 2, and ask for the full text or the html version, and search for
«Décret no 2011-1227» and «Arrêté du 30 septembre 2011 relatif à la qualité nutritionnelle des repas servis dans le cadre de la restauration
scolaire».

This will help you to understand correctly the issue and avoid mistranslations of key terms like «légumes», which does not mean «beans»,
as you may believe, but «vegetables» in general. Therefore, the fact that the texts mention several times the term «légumes» has nothing to do with
their allowing plant protein in the place of animal protein. Indeed, the «arrêté du 30 septembre 2011» states that the «protein dish» must consist
of meat, fish, eggs, offal or cheese, and that every series of 20 consecutive meals must have at least 4 times meat dishes and at least 4
times fish dishes (see the annexe 1). No exceptions are specified.

Secondly, ours is not the only press release that has been published by French vegetarian and animal rights organizations. See the press releases by the European Vegetarian Union
(http://www.euroveg.eu/lang/en/news/news.php?id=67865), by the Association Végétarienne de France
(http://www.vegetarisme.fr/_pdfs/cp/CP%20loi%20collectivits%20.pdf) and by the association L214
(http://www.l214.com/communication/20111005-decret-restauration-scolaire).

Thirdly, our press release has been signed by a large number of French vegetarian, animal rights and environmental organizations. The list can be
found at the end of the press release on the website of the ICDV
(http://www.icdv.info/index.php?post/2011/10/05/Communique-%3A-Manger-les-animaux-devient-une-obligation-legale-%21).
We copy it below for convenience.

If you have further questions, do not hesitate to contact us.

Best regards,

The members of the Initiative Citoyenne pour les Droits des Végétariens.

giovedì 20 ottobre 2011

Facebook impicciona e troglodita, taglia i ponti con Paolo D’Arpini – Analisi sulla natura della mente in chiave di spiritualità laica…

"Paolo D'Arpini nella Stanzetta del Pastore a Calcata"


Care, cari, voi mi vedete, su facebook, ma io non posso vedere voi, né pubblicare né leggere qualcosa sulla mia ex pagina. La storia è successa così.


Ieri sera, 19 ottobre 2011, me ne stavo tranquillo a completare il Giornaletto di Saul, quando mi si è piazzata davanti agli occhi l’invadente pagina di facebook che si auto-referenzia e si auto-propone qualsiasi altra pagina web si abbia sul desk. Un po’ sono rimasto scocciato.. anche perché ho visto che si trattava di una chiamata chat ed io non amo chattare, anzi mi repelle… la richiesta di contatto era di Giovanna L., appena iscritta al gruppo della spiritualità laica ed a quello del bioregionalismo ed ecologia profonda.


Va beh, ho risposto con un saluto, pensando che fosse un’amica di Caterina.. ma questa Giovanna mi ha detto di non conoscere personalmente né me né Caterina, di abitare a Milano e di aver letto un paio di anni fa un mio articolo sulla natura della mente in chiave di spiritualità laica su non so più quale rivista…


Dico non so più quale rivista poiché non solo ho dimenticato il nome.. ma non posso nemmeno andarlo a cercare sulla posta di facebook dato che subito dopo aver chattato mi è apparsa una pagina in cui facebook, in buona sostanza, mi ha cancellato dal social network.


Appare all’inizio questa scritta: “Completa il controllo di sicurezza. I controlli di sicurezza aiutano a mantenere Facebook un sito affidabile e privo di spam. 1) Identifica le foto dei tuoi amici 2) Verify my account with a phone. - Insomma si fanno gli affari miei e vogliono che io comunichi il mio numero di telefono obbligatoriamente, per un controllo su non so che.. e siccome non ho telefono e comunque non intenderei consegnarlo al centro dati di facebook… ecco qua che non mi consentono più l’accesso. Infatti non avendo completato il controllo richiesto appare questa scritta: “Questo contenuto non è al momento disponibile. Impossibile visualizzare la pagina richiesta al momento. La pagina potrebbe essere temporaneamente non disponibile, il link su cui hai cliccato potrebbe essere scaduto o potresti non disporre dell’autorizzazione a visualizzare questa pagina…”


Ma non importa, prima o poi lo sapevo che avrei dovuto interrompere questo rapporto contro-natura con il demone facebucco…


In ogni caso sono riuscito almeno a ritrovare l’articolo per cui Giovanna L. mi ha cercato, è del 8 giugno 2009, e lo scrissi quando, ancora abitando a Calcata, sbarcavo il lunario alla Stanzetta del Pastore, facendo la lettura della mano et similia… Eccolo qui di seguito:




Analisi sulla natura della mente in chiave di spiritualità laica…


“Luce e luce riflessa condividono la stessa natura fondamentale, come esistenza e coscienza, spirito e materia, sono un’unica cosa”.La mente è uno specchio che riflette la luce interiore per dirigerla verso gli oggetti esterni, questi oggetti vengono identificati tramite la capacità di emissione ed intensità dello specchio. Da bambino adoravo giocare con uno specchietto rubato a mia madre, con esso catturavo la luce solare e la dirigevo, attraverso una finestrella, dentro una cantina buia. Solo ciò che era illuminato dal fascio luminoso era visibile mentre il resto delle pareti e delle cose accatastate sul pavimento restava oscuro. Esattamente allo stesso modo funziona la mente, che illumina il mondo esterno.


Per analogia vediamo che la sorgente di luce, il sole, è come la consapevolezza suprema mentre lo specchietto è la mente. Ma la mente stessa, in effetti, è cosciente, essa è l’aspetto riflettente della coscienza. Dico “riflettente” per indicare la sua propensione a rivolgersi verso l’esterno. La mente non è altro che la capacità della coscienza di esteriorizzare se stessa.


Questo processo proiettivo lo possiamo osservare durante il sogno, in cui la mente da se stessa ed in se stessa crea un intero mondo, con varie entità in rapporto fra loro incluso un personaggio identificato dal sognatore come se stesso. Questo è il gioco della mente che fa apparire la forma dell’io e dell’altro. A questo punto il dubbio sorge “com’è possibile che la consapevolezza possa venire intrappolata e limitata dalla mente?”. In verità la limitazione della coscienza non è reale, allo stesso modo in cui la luce del sole non risulta compromessa o menomata dallo specchio, parimenti la pura consapevolezza è intonsa e non divisa dall’operato immaginario della mente individuale.


Dove sono interno ed esterno per la coscienza suprema che entrambi li compenetra e li supera? In realtà la sola idea di una tale separazione è impensabile nella sorgente di luce che unicamente è. Prendiamo ad esempio il sognatore che non viene menomato o compromesso dal suo sogno, essendo lui stesso ogni cosa proiettata nel sogno ed allo stesso tempo non essendone alcuna, parimenti la coscienza individuale e la pura consapevolezza si pongono negli stessi termini di relazione.


Una volta, in risposata alla domanda “cosa impedisce all’indifferenziata luce della coscienza di rivelarsi direttamente all’individuo che l’ignora”, il saggio Ramana Maharshi rispose “come l’acqua in una pentola riflette il sole nei limiti ristretti del contenitore, così le tendenze latenti (predisposizioni mentali), che agiscono da mezzo riflettente, catturano l’onnipervadente ed infinita luce della coscienza presentandosi nella forma del fenomeno chiamato mente”. Questa risposta del saggio ci fa percepire come la mente non sia altro che un agglomerato di pensieri, in cui primeggia il pensiero “io” dal quale sorge la falsa nozione di un individuo separato, che in realtà è illusorio tanto quanto la presunta separazione di un personaggio sognato rispetto al sognatore.


Attenzione, consideriamo però che il tentativo di comprendere intellettualmente questo processo è solo uno degli aspetti del “sogno” e non la verità. Infatti i saggi indicano la verità come ineffabile ed incomprensibile alla mente (intendendo la mente separativa ed esteriorizzata), tanto quanto l’immagine riflessa nello specchio non può capire o sostituirsi alla persona che vi si riflette. Un riflesso è solo riflesso non è sostanza.


E dunque com’è possibile giungere alla “sostanza” che noi siamo?


Colui che osserva, essendo in se stesso coscienza, non può mai divenire un “oggetto”. L’oggettivazione è una componente del dualismo esternalizzato: “conoscitore, conosciuto”. Ma questa dualità può essere ricomposta in un “unicum” in cui, scomparendo la diversificazione (ovvero l’elemento riflettente rivolto all’esteriorizzazione) permane la semplice “conoscenza”. Questa è la consapevolezza indifferenziata per ottenere la quale Ramana Maharshi consiglia: “Quando l’io (ego o mente) rivolge la propria attenzione alla sua sorgente, le tendenze o predisposizioni mentali accumulate si estinguono ed in assenza di queste (che sono il mezzo riflettente) anche il fenomeno originato dalla “riflessione”, ossia la mente, scompare e viene assorbito nella Luce della sola Realtà (il Cuore)”.


Eppure malgrado sia in fondo semplice e diretta l’auto-conoscenza resta un esame alieno ai più. La gente rifiuta di conoscersi, preferisce il mistero e l’ignoranza, evidentemente a causa di quelle famose tendenze mentali accumulate dalla mente, stipate nella memoria e nell’immaginazione.


Oggi a Calcata ne ho avuto ancora una volta conferma osservando il comportamento delle persone che si avvicinavano alla Stanzetta del Pastore, il luogo in cui metto a disposizione la mia esperienza in forma di “lettura della mano, archetipi e divinazione, psicologia transpersonale e conoscenza di sé “. Già il posto è molto nascosto e radi son coloro che arrivano in quel nascosto spiazzo di Via Cavour, inoltre quasi tutti si fermano davanti alla porta, leggono i messaggi ed esclamano fra loro “no, no… andiamo via, io non voglio sapere certe cose..”. Questo non impedisce ad alcuni di fotografare l’ingresso in legno molto “caratteristico”, commentando il recondito significato dei messaggi, andandosene per poi forse ritornare e poi ancora riandarsene senza aver avuto il coraggio di metter il naso dentro.


Di quei pochissimi che entrano una parte resta delusa “perché volevano sapere gli amori e gli affari”, si sentono defraudati “dalla lunga spiegazione inutile”, pensano che “gli ho fatto perdere un sacco di tempo, mentre potevano andarsene in giro per Calcata a divertirsi..” Quelli che pazientemente mi hanno sopportato fino all’ultimo, forse solo per buona educazione, se ne vanno lasciando pochi spicci, qualche monetina a mo’ di elemosina, perché in fondo “cosa avrà detto mai questo, che già non conoscessi? Solo chiacchiere e perborini”. Limitatissimo il numero di coloro che apprezzano il discorso e che se ne ricorderanno, forse.. saranno un paio, e forse verranno ancora a cercarmi, e di questi uno solo magari mi troverà… negli anni.


Paolo D’Arpini