lunedì 15 gennaio 2018

Il gatto e la volpe... "Scie chimiche ed effetto serra"

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Conosciamo già Snowden per aver svelato segreti compromettenti del governo americano, il suo risalto mediatico è avvenuto quando ha rivelato a tutto il mondo come CIA e NSA sorvegliavano letteralmente tutta la popolazione americana e governi di altre nazioni. Sembrerebbe che il giovane informatore abbia altre “bombe” mediatiche, stavolta le sue informazioni riguarderebbero uno dei temi più caldi e discussi del web: LE SCIE CHIMICHE.

Secondo Snowden le Scie Chimiche farebbero parte di una programma “benevolo” contro il Riscaldamento Globale.

Con la collaborazione dei produttori di carburante per aerei (e anche se non detto esplicitamente sarebbero coinvolti alcuni rami delle forze armate) il governo americano ha dato il via libera al rilascio di sostanze chimiche nei cieli per impedire squilibri climatici che altrimenti causerebbero fame e carestie in vaste aree degli States.

Ma non finisce qui, con la collaborazione della Monsanto negli anni ’60 è stato creato in assoluta segretezza un laboratorio di Geo-Ingegneria conosciuto agli addetti ai lavori come “IL GIOIELLO” o Maud’Dib.

Ora che sempre più gente si sta rendendo conto della reale esistenza di queste strane e vistose scie nel cielo verrebbe da chiedersi: Che si stia creando un alibi veritiero per nascondere il vero utilizzo delle Scie Chimiche? Prima eravamo di fronte ad una negazione totale della loro esistenza, ora invece esistono e sono anche “essenziali”?

Snowden in merito ha detto: “Sto solo rivelando delle notizie che tutti dovrebbero sapere, parliamo di un programma esistente da decenni che non è mai stato sottoposto a nessuna supervisione della comunità scientifica, a nessuna discussione pubblica, i cui effetti collaterali sono noti soltanto ai pochi privilegiati e motivati alla continuazione del programma”.

Snowden ha anche dichiarato che il programma Maud’Dib è stato impostato per andare avanti a tutti i costi, anche se questo intensificherà la desertificazione in Africa e la diffusione di sostanze cancerogene in vaste zone altamente popolate. Gli scienziati che stanno dietro la creazione delle Scie Chimiche hanno predetto molti degli effetti collaterali che oggi stiamo vedendo, come la siccità in Amazzonia e i terribili Uragani che devastano la Costa Est americana.
I nomi degli scienziati non sono stati resi noti per ovvi motivi di contro-spionaggio e sicurezza, secondo loro ormai si è arrivati ad un punto che se queste scie chimiche venissero improvvisamente fermate il clima globale entrerebbe in una spirale senza controllo.

Sta a voi credere o no a quello che ha detto Snowden, ma una cosa è certa: ormai le Scie Chimiche sono un argomento che non può più essere tenuto nascosto e il rilascio delle prime motivazioni sul loro utilizzo significa che sempre più persone si stanno accorgendo del fenomeno. Dall’America all’Europa, dall’Asia all’Africa…non siamo gli unici ad essere “spruzzati” e molto probabilmente le vere ragioni sulle Scie Chimiche e Geo-Ingegneria devono essere ancora rese note.

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domenica 14 gennaio 2018

Allevamenti industriali e impatto sull’ambiente e sulla vita sociale




L’inquinamento è diventato uno dei problemi più scottanti della società attuale e le soluzioni proposte dai personaggi televisivi e della carta stampata sono: abbassare la temperatura nelle abitazioni, ridurre il traffico automobilistico e le emissioni delle grandi industrie. Mai che si menzioni la causa principale, la madre di tutti gli inquinamenti, la maggiore responsabile di inquinare l’aria, la terra, le acque: il settore zootecnico. Se ne guardano bene, perché cadrebbero in contraddizione con se stessi se non rinunciassero alla loro bistecca.
Ma non si può parlare di inquinamento senza parlare di allevamenti intensivi di animali. A parte il problema salutistico, che come affermato ultimamente anche dall’OMS è causa delle peggiori malattie umane; c’è l’aspetto etico che mette sotto accusa la coscienza degli uomini dal momento che gli allevamenti intensivi sono veri e propri campi di concentramento ed i mattatoi luoghi infernali di smontaggio di animali. E risulta difficile capire come l’umanità possa accettare passivamente che miliardi di creature innocenti vengono allevate ed uccise per deliziare il palato degli umani; come non percepisca questa grande ingiustizia, che giustifica la violenza, la distruzione del diverso e che inclina l’essere umano alla violenza e alla supremazia del forte sul debole. Ma a parte questi due fondamentali aspetti, gli allevamenti intensivi di animali sono responsabili dei seguenti grandi problemi sociali:
Sperpero di risorse alimentari. basti pensare che nel mondo gli animali allevati consumano derrate alimentari quanto 9 miliardi di esseri umani; solo in Italia ne consumano quanto 140 milioni di persone. La FAO dice che  il 70% delle terre fertili del pianeta è usato per coltivare cereali e legumi per animali, che il 90% della soia e il 50% dei cereali prodotti globalmente sono destinati a nutrire gli animali.
In dettaglio negli Stati Uniti sono necessarie 150 t. di vegetali per ottenere 20 t. di carne, con la conseguenza che 130 t. di vegetali vanno sprecati. I cereali necessari per produrre un solo hamburger basterebbero a sfamare 40 bambini per un giorno; il quantitativo tra sostanze alimentari utilizzate e la resa è: 57 a 1 per la carne di agnello; 40 a1 per quella di manzo; 39 a 1 per le uova; 14 a 1 per il latte e la carne di maiale; 10 a 1 per il tacchino; 4 a 1 per il pollo. In sostanza. Per ricavare proteine dalla carne servono risorse 4 volte maggiore di energia rispetto ai vegetali; 10 volte maggiore di terreno; 25 volte più di acqua, 130% in più di pesticidi e 1200% in più di fertilizzanti: la resa è di circa il 10%.  
Sperpero di materie prime: in Usa un terzo di tutte le materie prime vengono assorbite dall’industria della carne; il 75% dei cereali consumanti dagli animali allevati viene dai paesi in via di sviluppo; 36 dei 40 paesi più poveri del mondo esportano cibo verso gli Usa e l’Europa; un ettaro di terreno può produrre in un anno 2500 kg di proteine vegetali oppure 200 kg di proteine animali. Se tutti i popoli adottassero lo stile di vita occidentale ci sarebbe un collasso di tutti i sistemi: servirebbero almeno due volte e mezza le terre emerse oggi disponibili.  
Inquinamento dell’aria, prodotto dagli allevamenti che generano anidrite carbonica, metano, ossido di azoto che sommati (il 18%) causano più inquinamento di tutti i mezzi di trasporto del pianeta (14%): automobili, treni, aerei, navi ecc. Poi ci sono i gas serra generati dagli allevamenti, responsabili del 43-51% del totale. Ogni mucca ogni anno produce gas quanto un’automobile per 70.000 km. Gli allevamenti sono responsabili dell’80-90% di emissioni di ammoniaca che provocano le piogge acide. Il biossido di carbonio generato dagli allevamenti per produrre un solo kg di carne bovina è pari alla quantità emessa da un’automobile per 200 km.
Inquinamento del suolo e delle acque causato dal metano (60 volte più potente dell’anidrite carbonica) e l’ammoniaca,derivano dagli escrementi e dagli scarichi delle concerie, causano piogge acide, riduzione della biodiversità, erosione del terreno, effetto serra. 
Distruzione dell’ambiente e della biodiversità
Una superficie 7 volte l’Europa utilizzata per produrre mangimi per animali.
Una superficie solo di foresta tropicale, quanto la Gran Bretagna, viene distrutta ogni anno.
La deforestazione è dovuta alla distruzione delle foreste abbattute ad un ritmo di 35.00 ettari al giorno principalmente per adibirle a pascolo;
Il 75% della foresta amazzonica è già stata distrutta a causa degli allevamenti di animali da macello.
Spreco di acqua potabile: il 70% dell’acqua utilizzata sul pianeta è consumato dalla zootecnia e dall’agricoltura. Si risparmia più acqua rinunciando ad un kg di carne bovina che fare la doccia per 2 anni. Una mucca da latte beve 200 litri di acqua al giorno, quanto 100 esseri umani. L’acqua che una persona carnivora consuma in un mese è sufficiente ad un vegetariano per un anno.  
Sperpero di risorse energetiche: un terzo di tutta l’energia prodotta in Occidente viene assorbita dal settore agro zootecnico alimentare.
Sperpero di risorse economiche
Per produrre 1 kg di carne di manzo sono necessari:
100.000 litri di acqua,
9 litri di petrolio,
25 kg di cereali,
12 mq di foresta
e produce 36 kg di CO2
——————————————
Su un ettaro di terra, nello stesso periodo di tempo,
si possono produrre i seguenti alimenti:
1.000 kg di ciliegie,
2.000 kg di fagiolini,
4.000 kg di mele,
6.000 kg di carote,
8.000 kg di patate,
10.000 kg di pomodori,
12.000 kg di sedano,
oppure…
50 kg di carne di manzo
Ogni anno gli animali consumano 5.000 tonnellate di soli antibiotici che finiscono nelle falde acquifere. L’aria, la terra, i fiumi ed i mari sono contaminati dalle deiezioni degli animali che producono escrementi 130 volte l’intero genere umano. Le coltivazioni a foraggio, per gli animali dall’allevamento, sono trattate con pesticidi, diserbanti, fungicidi, insetticidi, erbicidi, fitofarmaci, che dall’animale passano nel metabolismo di chi consuma prodotti animali e derivati.
Secondo le proiezioni pubblicate dalla Fao, lo stile di vita occidentale porterà la produzione di carne a più che raddoppiare entro il 2050, arrivando dagli attuali 230 milioni di tonnellate a 470 milioni.
Franco Libero Manco

sabato 13 gennaio 2018

Il vero complottista: Donald Trump


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Tutti parlano del libro esplosivo su Trump, con rivelazioni sensazionali di come Donald si fa il ciuffo, di come lui e la moglie dormono in camere separate, di cosa si dice alle sue spalle nei corridoi della Casa Bianca, di cosa ha fatto suo figlio maggiore che, incontrando una avvocatessa russa alla Trump Tower di New York, ha tradito la patria e sovvertito l’esito delle elezioni presidenziali.

Quasi nessuno, invece, parla di un libro dal contenuto veramente esplosivo, uscito poco prima a firma del presidente Donald Trump: «Strategia della sicurezza nazionale degli Stati uniti».  È un documento periodico redatto dai poteri forti delle diverse amministrazioni, anzitutto da quelli militari.

Rispetto al precedente, pubblicato dall’amministrazione Obama nel 2015, quello dell’amministrazione Trump contiene elementi di sostanziale continuità. 


Basilare il concetto che, per «mettere l’America al primo posto perché sia sicura, prospera e libera», occorre avere «la forza e la volontà di esercitare la leadership Usa nel mondo».
Lo stesso concetto espresso dall’amministrazione Obama (così come dalle precedenti): «Per garantire la sicurezza del suo popolo, l’America deve dirigere da una posizione di forza».

Rispetto al documento strategico dell’amministrazione Obama, che parlava di «aggressione russa all’Ucraina» e di «allerta per la modernizzazione militare della Cina e per la sua crescente presenza in Asia», quello dell’amministrazione Trump è molto più esplicito: «La Cina e la Russia sfidano la potenza, l’influenza e gli interessi dell’America, tentando di erodere la sua sicurezza e prosperità».
In tal modo gli autori del documento strategico scoprono le carte mostrando qual è la vera posta in gioco per gli Stati uniti: il rischio crescente di perdere la supremazia economica di fronte all’emergere di nuovi soggetti statuali e sociali, anzitutto Cina e Russia le quali stanno adottando misure per ridurre il predominio del dollaro che permette agli Usa di mantenere un ruolo dominante, stampando dollari il cui valore si basa non sulla reale capacità economica statunitense, ma sul fatto che vengono usati quale valuta globale. 

«Cina e Russia  – sottolinea il documento strategico – vogliono formare un mondo antitetico ai valori e agli interessi Usa.
La Cina cerca di prendere il posto  degli Stati uniti nella regione del Pacifico, diffondendo il suo modello di economia a conduzione statale. 
La Russia cerca di riacquistare il suo status di grande potenza e stabilire sfere di influenza vicino ai suoi confini.  Mira a indebolire l’influenza statunitense nel mondo e a dividerci dai nostri alleati e partner». 

Da qui una vera e propria dichiarazione di guerra: «Competeremo con tutti gli strumenti della nostra potenza nazionale per assicurare che le regioni del mondo non siano dominate da una singola potenza», ossia per far sì che siano tutte dominate dagli Stati uniti.

Fra «tutti gli strumenti» è compreso ovviamente quello militare, in cui gli Usa sono superiori. Come sottolineava il documento strategico dell’amministrazione Obama, «possediamo una forza militare la cui potenza, tecnologia e portata geostrategica non ha eguali nella storia dell’umanità; abbiamo la Nato, la più forte alleanza del mondo».

La «Strategia della sicurezza nazionale degli Stati uniti», a firma Trump, coinvolge quindi l’Italia e gli altri paesi della Nato, chiamati a rafforzare il fianco orientale contro l’«aggressione russa», e a destinare almeno  il 2% del pil alla spesa militare e il 20% di questa all’acquisizione di nuove forze e armi.

L’Europa va in guerra, ma non se ne parla nei dibattiti televisivi: questo non è un tema elettorale.
 
Manlio Dinucci 


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(Fonte:  il manifesto - 9 gennaio 2018)         

giovedì 11 gennaio 2018

Giudei - Fra ebraismo ed etnia non c'è distinzione


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In alcuni numeri  della rivista "Non Credo", alla quale collaboro, erano stati pubblicati alcuni miei articoli sul problema ebraico, esaminato con un approccio laico. Dico "laico" in senso totale, poiché spesso ho notato che molti critici del cristianesimo o dell'islamismo si definiscono "laici", mentre alla fine si scopre -per loro stessa ammissione- che  appartengono alla comunità ebraica. Quindi la loro critica delle altre religioni è un po' pelosa. D'altro canto  ho conosciuto diversi ebrei, con i quali ho stretto amicizia, che dimostrano una grande apertura mentale e spesso non esitano a definirsi "atei" o perlomeno "agnostici", quindi dal punto di vista intellettuale si potrebbero definire "laici". Il fatto è che la religione degli ebrei, cioè l'ebraismo, non è una religione filosofico-elettiva, nel senso del pensiero,  e quindi aperta a tutti. L'ebraismo è sostanzialmente una religione etnica, che viene tramandata fra gli appartenenti del popolo  ebraico, cioè i nati da famiglia o da donna ebrea.  Il popolo ebreo e l'ebraismo sono perciò un tutt'uno inscindibile. 

Come avviene ad esempio nel bramanesimo induista, in cui i bramini dal punto di vista dottrinale possono appartenere a varie sette del Sanatana Dharma, possono essere  vishnuiti, shivaiti, shakta e persino nichilisti atei  ma continuano in realtà a mantenere la tradizione genetica braminica (sposandosi e  riproducendosi solo tra bramini).   

Ed allora quando smette  un ebreo di appartenere all'ebraismo od un bramino  alla sua casta, oltre alla rinuncia intellettuale elettiva? 

La risposta è semplice: il momento in cui abbandona anche la tradizione genetica del matrimonio e della riproduzione all'interno della sua "etnia" o casta.  Non essendoci  più ascendenza-discendenza  le caratteristiche genetiche vengono rimescolate e pian piano le tracce disperse assieme a quelle culturali. 

Certo alcune caratteristiche  dominanti restano. Ma scompare il senso di appartenenza  al gruppo etnico. In un certo senso questa rinuncia alla "gens" è quanto fecero i romani antichi, che essendo originariamente etruschi, sabini, falisci e latini, etc. rinunciarono alla loro "famiglia genetica" per riconoscersi nella nuova cittadinanza romana. 

Però l'esempio dei romani non è da considerarsi "universale"  e definitivo poiché essi rifiutarono  le precedenti  origini tribali ma non si fusero con "l'umanità" in senso lato. Cambiarono soltanto il senso di appartenenza. Quindi va de a sé che una vera "laicità" deve avvenire nel ricongiungersi totalmente nell' "Umano" lasciando da parte ogni altra identificazione con religioni, etnie, razze o dir si voglia. 

Questo è esattamente il mio caso. Infatti i miei nonni paterni erano entrambi  di origine ebraica, quella  "pura", non quella ashkenazi, che è composta da  turcomanni convertiti nell'anno 1000  e che a rigor di logica non è di origine semita, essi però durante il fascismo rinunciarono alla loro identità, forse per salvare la pelle o per simili ragioni. I loro figli, compreso mio padre, sposarono donne gentili, rompendo  la continuità genetica, ed io a mia volta ho continuato in questa strada di allontanamento.  Dal che si può affermare che la mia ascendenza-discendenza ebraica è  nulla. Resta -come detto sopra- solo qualche caratteristica genetica: il naso grosso ed un po' appuntito, l'intelligenza speculativa ed altre cosucce che non sto a menzionare.

Beh, perché vi sto raccontando tutto questo?  Qui ritorno alla rivista Non Credo N. 35 in cui erano presenti addirittura tre lettere di lettori evidentemente di famiglia ebraica, in particolare mi riferisco alla lettrice Sarah Ancona, che scrive al direttore Paolo Bancale: "Negli ultimi due fascicoli di NonCredo ed anche in fascicoli precedenti, si parla di ebrei, ma non di ebraismo in quanto religione, il che sarebbe nella normale tematica della rivista, ma piuttosto come popolo. Per inquadrare questi interventi nella loro categoria vorrei chiederle quale è la sua opinione sulla spinosa vicenda di quel popolo?" 

Il direttore risponde esaurientemente e vi consiglio di leggere la sua risposta consultando appunto il numero sopra riferito della rivista.  Ma "indirettamente" ho voluto anch'io rispondere alla signora Sarah Ancona. Una riposta che vuole anche essere un invito allo scioglimento nell'Umanità a cui tutti noi indistintamente apparteniamo. Aldilà di ogni componente etnica. Riconoscendoci quindi nella comune matrice della specie  e cancellando ogni vestigia di "razza", che tra l'altro anche dal punto di vista scientifico antropologico  non ha alcuna consistenza. Infatti la scienza oggi ha stabilito che esiste una sola specie umana e le cosiddette "razze" non esistono,   non essendo altro che il risultato di  un adattamento  di popolazioni umane  che si sono evolute in determinati ambienti e clima.

Paolo D'Arpini


mercoledì 10 gennaio 2018

Metamorfosi di un Movimento - C'era una volta l'M5S... or non c'è più (è rimasto solo Gesù)!


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La prima cosa che mi viene in mente è che, malgrado il M5S si professi un movimento fautore della democrazia diretta e popolare (e che ha ottenuto dai 6 agli 8 milioni di voti) esso prenda le sue decisioni basandosi solo sul parere degli iscritti certificati e registrati su internet, il che significa che un infima minoranza di privilegiati decide per tutti.

D’altronde nel M5S si sapeva già che la linea viene dettata dal capataz Grillo, con il buon consiglio di Casaleggio figlio, e risente degli umori ondivaghi del comico prestato alla politica: destra, sinistra, centro....?

Le posizioni grilline sono cambiate nel corso degli anni da un populismo sfrenato e dalla protesta a tutto campo sino a giungere alla posizione odierna “filo-liberaldemocratica centrista”. Ma democratici non ci si improvvisa…  e la politica non può essere il risultato d’improvvisazione umorale. 

Ed il risultato di questa improvvisazione è alla vista di tutti. Ad esempio pur ammettendo che i media del potere facciano la loro parte per macchiare l’immagine dei sindaci grillini è pur vero che essi, con la loro incapacità amministrativa, contribuiscono alla stessa perdita d'immagine. In primis facendo scelte  in chiave “utilitaristica”, come usuale nella vecchia politica, in secundis dimostrando che la sola faccia pulita non comporta una adeguata capacità gestionale della cosa pubblica.

I supporters grillini, senza se e senza ma, continuano ad affermare "lasciate che crescano, sono giovani ma presto impareranno...". Purtroppo un giovane incapace non potrà mai apprendere... e tra l'altro dove la politica è decisa dai "poteri forti" si sa che i prescelti al comando sono i più incapaci.  Lo abbiamo visto con l'esempio eclatante fornitoci dal giovane di belle speranze per antonomasia: matteo renzie. Che non ne ha azzeccata una, dimostrando anzi una pariteticità spaventosa con l'incapacità  politica grillina. Tanto che possiam dire che m5s e pd sono due facce della stessa medaglia... 

La mia impressione è che  la caduta grillina è nei fatti. Il crepuscolo è stato sancito con la nomination di Masaniel Di Maio,  portavoce della linea casaleggio-grillo, decisa da un manipolo di aficionados, ovvero i pretoriani del capataz.  Ormai il Movimento 5 stelle  sembra destinato a seguire le sorti del Movimento dell’Uomo Qualunque di Giannini. Evidentemente agli uomini di spettacolo non conviene la politica, soprattutto se sono alla capezza dei "potenti"…

Peccato, perché l’Italia avrebbe avuto bisogno di un cambiamento reale, ma la sola promessa di “onestà” non è sufficiente, occorre anche che l’onestà sia accompagnata da una capacità di gestione della cosa pubblica.

Paolo D’Arpini






P.S. –  Non voglio essere frainteso in toto e ribadisco che ho  massimo rispetto per otto milioni di intelligenze, che hanno difeso al loro meglio la democrazia e si sono fatte un mazzo così per salvare la Costituzione dalla deforma. Ma c’è poco da fare,  Beppe NON è un politico, NON è un economista, e col passare del tempo sta pigliando delle cantonate  colossali, per cui dovrebbe tornare a fare il  "comico", in modo che 8 milioni di intelligenze non vi siano vincolate.



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martedì 9 gennaio 2018

Buongoverno e sisma - Casette a peso d'oro e terremotati al freddo ed al gelo


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Lo sapevate che è il secondo inverno che il governo fa passare ai terremotati  all’addiaccio, a forza di ritardi e promesse mancate, e che su 3666 casette richieste nelle quattro regioni colpite dal sisma sono 1871 quelle consegnate e sono già piene di scarafaggi e di topi per l’umidità, gli spifferi e la criminale incuria del loro montaggio?

Qualcuno vi ha già informato che per le sole opere di fondazione e delle urbanizzazioni sono stati spesi 1.738.413,53 euro, quasi 250 mila euro a casetta a Villa di Mezzo Bolognola (5 da 40 mq, una da 60 mq e una da 80 mq), ai quali vanno aggiunti i costi delle casette prefabbricate (1100 euro al metro quadrato) per un costo totale di oltre 6.200 euro al metro quadrato (cifra con cui si può trovare un appartamento in piazza San Marco a Venezia)?
 
"Ed a spartirsi il malloppo delle casette sono le  200 coop  riunite nel mega-consorzio CNS (Consorzio Nazionale Servizi), il cartello di Legacoop creato “prima del terremoto” per accaparrarsi presso la Consip  tutto il miliardo e 188 milioni di euro per le casette, senza lasciarne niente agli altri. Al prezzo di 1075 al metro quadro, che supera il valore di tutti i tipi di edifici nuovi e in muratura nella zona”, come riporta anche un’inchiesta di Fabrizio Gatti per L’Espresso”.

Davvero non sapevate tutte queste belle cose? E che ci andate a fare alle urne il 4 marzo 2018?

Adriano Colafrancesco


Post Scriptum: Ve l’hanno mai detto che chi ha progettato le casette – destinate a posti sui 1500 metri, dove d’inverno gela – ha avuto la geniale idea di posizionare i boiler per l’acqua calda sul tetto, che ovviamente esplodono quando la temperatura scende sottozero?

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domenica 7 gennaio 2018

La salute non rende è la malattia che conviene all'industria farmaceutica


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La salute non rende: è la malattia che dà sostentamento ad una massa sconfinata di persone. I farmaci che si assumono sono determinanti per farci ammalare. Ogni farmaco genera nuovi disturbi per i quali sarà prodotto un nuovo farmaco per curare i disturbi del primo e così via. Spendiamo per la salute più di quanto si sia mai speso, oggi prendiamo farmaci più di quanti ne prendessimo in passato, eppure siamo più malati di prima.

La scienza medica ha inequivocabilmente fallito il suo obiettivo di curare e prevenire le malattie. Infatti, rispetto al passato un maggior numero di persone soffre di influenze, raffreddori, asma, emicrania, dolori articolari e cervicali, stanchezza cronica, di insonnia, di depressione, ansia, di affezioni dermatologiche, di allergie, di reflusso gastroesofageo,  ulcere, gastriti, disturbi della sfera sessuale e d’infertilità, di diabete, di cancro, di sclerosi multipla, distrofia muscolare… Un maggior numero di donne oggi accusa sindromi premestruali più frequenti, o disturbi dovuti alla menopausa; sono aumentati gli uomini con problema alla prostata, molti più bambini dimostrano disturbi dell’attenzione e iperattività.

Eppure oggi la gente va dal medico più che in passato, si sottopone ad esami diagnostici, a cure mediche, terapie farmacologiche, esami diagnostici, esami del sangue, radiografie, ecografie, TAC, assume farmaci, subisce interventi chirurgici; eppure oggi si ammalano più persone di quanto accadesse prima.

La guerra contro il cancro è perduta. La percentuale di americani che oggi muoiono di cancro è la stessa del 1950. Dal 1971 si sono spesi più di 200 miliardi di dollari nel tentativo di curare e prevenire il cancro, ma la probabilità di ammalarsi oggi è più alta di quanto sia mai stata nella storia e la probabilità di morirne è la stessa del 1950. Gli americani spendono più di 2.000 miliardi di dollari l’anno per la salute, tuttavia la mortalità infantile in America è superiore a quella di altri 20 paesi industrializzati. Gli americani consumano da soli più della metà dei farmaci prodotti nel mondo e la loro aspettativa di vita è al trentesimo posto.

Sul mercato ci sono più di 200.000 farmaci e i medici nel tentativo di curare circa 35.000 sintomi, compilano oltre 3 miliardi di ricette l’anno. I vincitori di questo sistema sono le società farmaceutiche e le aziende del settore sanitario. I profitti dell’industria farmaceutica hanno raggiunto cifre inimmaginabili. L’industria della sanità è la più lucrativa del mondo.

Rispetto al passato un maggior numero di persone segue una dieta, acquista prodotti dietetici, pratica regolarmente attività fisica. Tuttavia cresce il numero di individui in soprappeso: quasi il 70% degli americani ne soffrono. La battaglia è stata vinta dalle aziende che vendono prodotti dietetici, pillole dimagranti e articoli correlati.

Certo servono farmaci e chirurgia. La scienza medica ha ottenuto ottimi risultati nella terapia sintomatica che però ha due difetti: innesca altri disturbi (che in seguito andranno curati) e non cura quasi mai la causa dei sintomi e quando non si cura la causa il problema è solo rimandato. Ci sono però le situazioni di emergenza di vario genere in cui le medicine e gli interventi chirurgici possono salvare la vita: ma medicine e interventi non sono la soluzione del problema.

Perché tutto questo? Semplicemente per denaro, per il vile maledetto denaro. Alle industrie chimico-famaceutiche importa poco della salute delle persone: a loro interessa fare soldi. I rimedi ci sarebbero ma vengono nascosti, ostacolati, soppressi.
Un esempio per tutti: che cosa succederebbe se per ipotesi si scoprisse il rimedio per guarire dal cancro al costo di pochi centesimi? Condannerebbe a morte l’American Cancer Society e tutte le società farmaceutiche che vendono prodotti per la terapia del cancro. Non servirebbe più raccogliere fondi per la ricerca. Gli istituti oncologici di tutto il mondo chiuderebbero i battenti; centinaia di migliaia di persone resterebbero senza lavoro; grandi aziende fallirebbero dalla sera alla mattina e miliardi di dollari non affluirebbero più nelle tasche di chi controlla l’industria del cancro. Identico concetto vale per le automobili che utilizzano come carburante la benzina e che invece potrebbero funzionare ad acqua, ad energia solare ecc.

L’industria della salute non ha interesse a curare, se lo facesse firmerebbe la propria condanna a morte. Il suo obiettivo è assicurarsi che la gente si ammali e che sempre più persone abbiano bisogno di cure mediche e il guadagno è di 1.300 miliardi di dollari l’anno. Il numero delle associazioni coinvolte nell’industria della salute è enorme. L’industria del farmaco versa miliardi di dollari alle scuole di Medicina affinché i suoi prodotti vengano citati nei testi di studio. Non vedrete mai una casa farmaceutica promuovere un rimedio naturale:  perché i rimedi naturali non si possono brevettare.

Tutta la ricerca farmacologia è finanziata dall’industria che dimostra l’efficacia ed i benefici del farmaco, anche se la realtà dimostra il contrario.  Telethon ha raccolto più di un miliardo di dollari per la distrofia muscolare, adesso i malati di distrofia muscolare sono più numerosi di prima.

Identico discorso vale per gli altri grandi organismi che vivono sulla malattia e sulla devianza umana. Immaginiamo che i componenti l’umanità diventino, come coi speriamo, sani in salute, giusti e leali gli uni verso gli altri. Di colpo crollerebbe il sistema politico-economico-tecnologico della società moderna. Sarebbe un cataclisma di dimensioni apocalittiche. L’industria delle armi, che nel mondo dà lavoro a 60 milioni di persone, dovrebbe chiudere i battenti o cambiare prodotto. Gli eserciti sparirebbero, la Polizia, i Carabinieri, la Guardia di Finanza, i tribunali, le città giudiziarie se non abolite del tutto sarebbero notevolmente ridotte; gli ospedali, le cliniche, gli istituti di ricerca, gli operatori sanitari e tutti gli organismi con cui interagiscono a che servirebbero?

Ma noi sappiamo che un cambiamento della coscienza e dell’intelligenza umana non avverrà mai in modo così repentino, cambierà con la maturazione e l’evoluzione integrale del popolo e quindi si avrà sempre la possibilità di convertire ciò che oggi fa gli interessi solo di alcuni a danno di molti.

Franco Libero Manco

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